ESCLUSIVA SN - Pagliuca: "Per me Paolo Mantovani era come un papà. Ero l'assicurazione del suo cuore"
Si avvicina il giorno del 19° anniversario della scomparsa di Paolo Mantovani. Sampdorianews.net, oltre all'iniziativa "Con te, 19 anni dopo, per sempre, ci manchi Paolo" nella quale i tifosi blucerchiati possono inviare i propri messaggi in ricordo del Presidente all'indirizzo redazione@sampdorianews.net , ha avuto il piacere di contattare in esclusiva Gianluca Pagliuca, uno dei grandi protagonisti della vincente Sampdoria di Paolo Mantovani:
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“Per me Paolo Mantovani era come un papà, ricordo ancora oggi le sue parole quando arrivai alla Sampdoria, mi diede subito fiducia, fu lui a volermi portare alla Samp a 20 anni dopo un Torneo di Viareggio, mi voleva con lui a tutti i costi, ero “l’assicurazione del suo cuore”, io, Mancini e Lombardo eravamo i suoi pupilli. Se non fosse mancato per quella maledetta malattia, sono convinto che sarei rimasto ancora per tanti anni alla Samp e forse avrei terminato la carriera in blucerchiato.
Sul Presidente avrei mille episodi da raccontare. Ricordo ancora quando arrivai alla Samp nell’86, ero il terzo portiere, l’anno successivo fui promosso come secondo, ad un certo punto a metà campionato ero ancora in panchina e andai a parlargli, gli dissi che volevo andare a giocare, mi avrebbe fatto piacere andare in prestito in una squadra di serie C perché avevo voglia di giocare, mi disse di non preoccuparmi e pochi giorni dopo arrivò una richiesta del Prato. Dopo tale proposta mi disse “se vuoi ti mando in prestito e poi ti riprendo”, gli risposi che mi andava bene, poi però, dopo un paio di mesi, Bistazzoni commise qualche errore e iniziai a giocare sia qualche partita in campionato, sia la finale di Coppa Italia contro il Torino. Dopo la conquista della Coppa venne organizzata una festa nella sua casa a S. Ilario e mi disse le testuali parole “Cosa vuoi fare il prossimo anno? Vuoi andare a fare il titolare in C nel Prato, oppure farlo alla Samp in Coppa delle Coppe?”. Sai bene cosa possa avergli risposto…
Nella mia carriera ho avuto 3 Presidenti molto importanti, Paolo Mantovani fu sicuramente il più importante, ha avuto fiducia in me quando ero un ragazzo, mi ha lanciato nel mondo del calcio, mi ha fatto passare da ragazzo ad uomo e infine a calciatore. Per me era un papà. Poi ho avuto Moratti e Gazzoni Frascara, tutti e tre dei Signori. Paolo Mantovani mi resterà per sempre nel cuore, ha creduto ciecamente in me e lo porterò dentro di me per tutta la vita. Se lo ricordano tutti i tifosi blucerchiati, anche quelli più giovani. Ricordo una partita di Coppa delle Coppe a Cremona contro la Dinamo Bucarest, cinque persone fecero invasione di campo e lui avrebbe rischiato di mollare la squadra nel caso in cui si fosse ripetuto un episodio simile. Tutti avevano il massimo rispetto nei confronti della sua persona”.


