Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / sampdoria / News Doria
Borea sulla Samp: "Paradossalmente l'essere partiti bene ha creato aspettative superiori"TUTTOmercatoWEB
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
mercoledì 7 novembre 2012, 20:53News Doria
di Stefano Morreale
per Sampdorianews.net

Borea sulla Samp: "Paradossalmente l'essere partiti bene ha creato aspettative superiori"

Paolo Borea, direttore sportivo della Sampdoria negli anni della presidenza Mantovani, intervistato in esclusiva dalla nostra redazione nazionale tuttomercatoweb.com ha parlato del momento che sta attraversando la sua ex squadra: 

Paolo Borea, la Sampdoria vive un periodo difficile. Come va giudicato questo momento?

"Paradossalmente l'essere partiti bene ha creato aspettative superiori, rendendo queste sconfitte più preoccupanti di quello che sono. Io vedo una squadra di mezza classifica in un momenti delicatissimo. Una Samp che non ha una stella, ma discreti, al massimo buoni giocatori. Non c'è un giocatore che possa essere la guida per personalità, magari uno in attacco, uno a centrocampo e uno in difesa dove gli altri possono ruotare. Non c'è uno che abbia quei colpi in canna dove con una giocatati risolve la partita in un momento non facile. Insomma, la Samp o gioca bene o altrimenti fatica a segnare e la classifica a lungo dice la verità. Un conto è perdere una o due partite e magari puoi parlare di sfortuna, ma se ne perdi sei di fila un motivo ci sarà".

Maresca in mezzo non può essere il leader carismatico?

"Maresca è una grande promessa del calcio italiano, ha girato molto ma non c'è mai stata un'affermazione completa. Non voglio fare quello che vive di nostalgie, ma io ero abituato a Toninho Cerezo. Oppure, senza andare troppo lontano, Antonio Cassano, che pur con i suoi difetti aveva qualità indiscutibili e tirava fuori dal cilindro la giocata che valeva la vittoria".

Da direttore sportivo come si comporterebbe con Ferrara?

"Leggo di malumore dei tifosi e te lo devi aspettare, perché il tifoso fatica ad accettare che la squadra non abbia determinati valori e se la prende poi con qualcuno. Quando le sconfitte sono tante poi ci sono certe conseguenze. Io sono sempre stato contrario al cambiare guida tecnica e non esonererei mai l'allenatore. Quando la Samp ha cambiato Di Carlo i risultati sono stati disastrosi. Io credo che l'unico motivo per mandare via il tecnico è quando non lega più con i calciatori. Il problema è, chi ha la Samp? Il migliore alla fine è Eder, scartato dal Cesena. Non vedo un campione, se non Obiang in prospettiva futura. Del resto è una squadra che sta nella normalità e la società ha avuto un atteggiamento responsabile confermando Ferrara".

Crede che si potesse fare di più in sede di mercato?

"La Sampdoria ha una delle proprietà più importanti della Serie A e sono sempre attenti ai numeri, al bilancio. La Samp ha una grande storia, tradizione e un pubblico che in pochi possono permettere e per essere una grande squadra bisogna avere almeno 2 giocatori importanti, se non tre. E questi possono trascinare gli altri, aiutarli a crescere".
 

Altre notizie