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tmw / sampdoria / News Doria
Soriano e la maglia della Nazionale: "Ogni bambino sogna di indossarla, prima o poi. Ma..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 6 dicembre 2012, 09:00News Doria
di Andrea Piras
per Sampdorianews.net

Soriano e la maglia della Nazionale: "Ogni bambino sogna di indossarla, prima o poi. Ma..."

Nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano Corriere Mercantile il centrocampista della Samp Roberto Soriano ha parlato della Nazionale:

La maglia blucerchiata è tua, nella collezione di quelle azzurre manca solo la maggiore.
"Ogni bambino sogna di indossarla, prima o poi. Ma so perfettamente che per arrivare in Nazionale, bisogna mettersi in evidenza nella propria squadra di club. Perciò in questo momento devo solo pensare a dare il massimo nella Sampdoria".

Dove adesso non sei l'unico arrivato dalla Germania.
"Quando a gennaio è arrivato Shkodran Mustafi, sono stato molto contento di dargli una mano, facendogli da interprete. Lui all'inizio aveva ovviamente difficoltà con l'italiano e io l'ho aiutato. Sono molto contento che abbia cominciato a farsi notare nelle ultime partite, in cui ha avuto l'opportunità di giocare".

Vi troverete un giorno avversari in Nazionale?
"Sarebbe straordinario per entrambi!".

Sei nato tedesco, ma non hai mai ceduto all'idea di...diventarlo.
"In casa mia si parlava napoletano, mi sono sempre sentito italiano. Quando giocavano Italia e Germania, non ho mai avuto dubbi per chi fare il tifo".

Neppure nel 2006, quindi.
"Ero già al Bayern ma la stagione era finita, la sera della semifinale del Mondiale ero a casa, a Francoforte. Feci un tifo d'inferno e a fine partita corsi con la bandiera tricolore in centro, nella via dei ristoranti italiani, dove tutti i nostri connazionali si erano dati appuntamento per festeggiare la vittoria. A quel punto eravamo sicuri che avremmo vinto il Mondiale, purtroppo fu impossibile trovare i biglietti per la finale di Berlino".

La Sampdoria era ancora lontana.
"Quando nel 2009 ebbi la prospettiva di tornare, anzi di arrivare in Italia, non mi sembrava vero. Era la terra della mia famiglia, delle mie origini. Giocare in una squadra italianaera la migliore opportunità che potessi desiderare".

Sei partito dalla Primavera, poi il prestito all'Empoli, un anno in B, a Varese da titolare, ora la A.
"Alla mia età e nella mia condizione non ci si può certo sentire arrivati. Sono concentrato e determinato per fare sempre meglio. Ho la fortuna di lavorare con un allenatore che avevo conosciuto nella Under 21 e che quindi conosceva quello che posso fare e i miei margini di miglioramento. Sono in un momento decisivo per la mia carriera e voglio giocarmi tutte le mie opportunità al meglio".

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