Palombo: " Sono rimasto perché sapevo che sarebbe arrivato il mio momento"
Nell'intervista rilasciata a sampdoria.it Angelo Palombo ha anche analizzato il periodo trascorso in nerazzurro, dove non ha neppure avuto modo di mettere in mostra le sue qualità e anzi, a fronte della panchina costante ha perso pure la Nazionale:
"Posso solo che parlarne bene. Ringrazio i compagni, il presidente Moratti che è una persona strepitosa. Ho un buon rapporto con Ausilio, lo sento ancora, Stramaccioni mi faceva i complimenti per come mi comportavo e mi allenavo. Poi, si sa, un giocatore in prestito forse fa meno gola rispetto a quelli di proprietà. E lì è stata un'altra mazzata: stavo male per essere andato via di qui, dopo una ventina di giorni ho iniziato a essere il nuovo Angelo, ma è diventato difficile dimostrare qualcosa in tre partite e nemmeno 180 minuti".
"Per un periodo ho perso stima in me stesso" - continua Angelo. "Quando si sta male, si vede tutto nero. Era difficile potermi esprimere su buoni livelli come avevo sempre fatto. Non so nemmeno io dove ho preso la forza per poi ricominciare. Nei mesi scorsi sono state scritte tante cose che non erano vere, tipo che non me ne volevo andare per una ripicca o che avevo smesso di giocare o che sono uno scemo; cose che mi hanno fatto rimanere male".
Dopo l'Inter, come detto, la perdita della Nazionale: "Già, essere escluso dalla Nazionale mi ha fatto male e parecchio. Negli anni ho dimostrato di essere un buon giocatore e di essere stimato da più commissari tecnici. Non sono arrivato là per caso. Questa cosa mi distruggeva. Non potevo fare fatica in Serie B, ci pensavo giorno e notte. Mi faceva star male e non andavo sereno in campo".
Ma dopo tutto ciò, come mai questa involuzione? "Ho sofferto più del dovuto in tante situazioni. Dovevo stare più distaccato. Tante volte prendendosela troppo non si riesce a dare quello che si vuole. Dovevo ragionare più con la testa che con il cuore. Però, come ha detto il mio amico Daniele De Rossi riguardo alla Roma, io rifarei tutte le scelte in positivo e in negativo per la Sampdoria. Non mi sono mai pentito nemmeno per un secondo di non aver preso in considerazione certe offerte sia sul piano economico sia, soprattutto, su quello professionale".
"La scelta tecnica non la discuto" - prosegue Palombo - "non sono rimasto per fare un dispetto a società, a Sensibile, a Ferrara o ai miei compagni. Me ne sono guardato bene. Sono rimasto perché sapevo che sarebbe arrivato il mio momento".


