Palombo sull'estate e sul ritorno alla Samp: "Sono rientrato in punta di piedi come un giocatore normalissimo"
Sempre ai taccuini di sampdoria.it, Angelo Palombo ha parlato del periodo che va da quest'estate fino ad ora. "Sì, ho avuto qualche offerta, dal Torino, dal Bologna. Dalla Russia ne è arrivata una molto importante anche in termini economici. Ma mi sono impuntato. Ripeto: non ero io quello dell'ultimo anno. Avevo voglia di rivalsa personale: non era possibile che la storia con la Samp dovesse finire così".
"Non ho mollato, ho cercato di farmi trovare pronto. Se uno molla, quando si presenta l'occasione fai fatica, magari sei sovrappeso o scarico. Per evitare questo ho accettato di fare qualche partita in Primavera, ma poi mi dispiaceva portare via il ruolo a un ragazzino e ho lasciato perdere. Sono le motivazioni che mi hanno portato sino ad oggi: avevo voglia di rivalsa e questa è stata determinante".
Ma quali erano le sensazioni di Palombo una volta tornato alla base dopo l'esperienza a Milano? "Mi sono detto: male che vada mi giocherò il posto qui. Già quello era uno stimolo che mi ha aiutato a vedere le cose in maniera differente. Quando uno torna a casa e si sente a casa sta già meglio. Ho anche spalmato l'ingaggio per far vedere di essermi rimesso in pista, in carreggiata, in discussione. Ho cercato di dare quel segnale e di ripartire da decimo centrocampista, con la consapevolezza di ricominciare in un gruppo che era tornato in Serie A. Sono rientrato in punta di piedi come un giocatore normalissimo".
Ma lo spazio non arrivava: "La società paga e può fare quello che vuole. Quando si prende una linea di condotta è giusto che si cerchi di mantenerla. Secondo me, però, restare fuori dalle convocazioni anche delle amichevoli era esagerato, sarebbe stato difficile per me trovare squadra senza mai vedere il campo. Ora non ci penso più e non mi interessano certi discorsi: sono contento e voglio migliorarmi. Ho 31 anni, sto bene e soprattutto sto bene mentalmente".
"Nei momenti delle esclusioni dalle amichevoli o di quando mancavano quattro o cinque centrocampisti pensavo che non ci fosse più niente da fare. Era dura, ma me l'ero cercata io e non mi sarei mai sognato di fare casino, anche per il rispetto di Riccardo e di Edoardo Garrone, che con me si erano sempre comportati benissimo".


