Palombo sul futuro: "Chiudere la carriera qui è sempre stato il mio desiderio"
Le parole di Palombo, da questo momento in poi, passano solo sulla storia recente. Ultimo accenno al passato è la mancata convocazione al ritiro di Bardonecchia. Ecco quanto dichiarato a sampdoria.it:
"Mi avevano chiesto la cortesia di rimanere qui, andare su in ritiro poteva alimentare qualche polemica. Ho accettato tranquillamente di allenarmi a Bogliasco, pur di non creare problemi alla Samp. E ci tengo a dire una cosa a riguardo: quando sono rientrato in gruppo, i miei compagni mi hanno fatto sentire subito uno di loro. Questa mia gioia per le ultime vittorie della Samp e per il mio ritorno è anche merito loro e con loro voglio condividerla".
La fascia da capitano per ora non è ancora sul suo braccio: "Chi va a Roma perde la poltrona. È normale: io sono andato via, Gasta è diventato capitano e sono tornati in Serie A. Io la penso così: meglio in A senza Palombo che in B con Palombo. In questi mesi si sono creati equilibri e sarebbe poco intelligente pretendere la fascia. Uno le cose se le deve guadagnare. Sempre onorato di averla, ma ora è l'ultimo dei miei pensieri".
Sulla Nazionale: "Tornare in azzurro sarebbe come ricevere la prima convocazione, come tornare bambino: sarebbe una felicità enorme. Da difensore? Mai dire mai, se uno sa ricoprire più ruoli ha più possibilità di rientrare in un contesto. Adesso però pensiamo a salvarci, a fare più punti possibile e poi vediamo cosa succede".
Sull'ultima vittoria, tennistica, per 6-0: "Dobbiamo essere contenti, è stato bello potere dedicare quel risultato al Presidente e alla sua famiglia. Ma sappiamo che basta poco per tornare giù e lo si è visto a Siena. La partita di domenica scorsa capita una volta ogni trent'anni, dobbiamo dimenticarla ricordandoci soltanto il modo in cui l'abbiamo affrontata. Lo scontro col Torino non sarà determinante, però se giochiamo da Sampdoria possiamo fare bene. Se siamo tutti a mille possiamo giocarcela contro chiunque".
Ma ad Angelo questi mesi cosa hanno lasciato?: "Ne sono uscito fortificato e migliorato, come giocatore ma soprattutto come uomo. Ho migliorato il carattere, ho cambiato in un certo senso il modo di ragionare. I miei errori li ho sempre fatti ma sempre in buona fede. Mi dispiace di aver perso un anno di partite con la Samp, ma ho imparato a conoscere anche tanta gente. Questo è poco ma sicuro".
Infine sulle sensazioni attuali: "Posso dire di essere fiero e orgoglioso di fare parte del progetto Sampdoria, del presente e del futuro. Chiudere la carriera qui è sempre stato il mio desiderio. Cercherò di aiutare la società a far crescere i ragazzi più giovani, dobbiamo continuare su questa strada. Ho ancora tanta rabbia dentro da tirare fuori sul campo".


