Palombo parla del suo ritorno da difensore: "Mi basta continuino a chiamarmi calciatore, cosa che non si poteva più dire sino a qualche tempo fa"
Angelo Palombo, riciclatosi con profitto difensore centrale grazie alla cura Delio Rossi dopo che con Ciro Ferrara sulla panchina blucerchiata era stato relegato ai margini della rosa, ha rilasciato una lunga intervista sul suo buon momento all’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport.
Giocando sul fatto che gli almanacchi ora dovrebbero aggiornare il suo profilo catalogandolo tra i difensori e non più tra i centrocampisti, dice Palombo alla Rosea: “Mi basta continuino a chiamarmi calciatore, cosa che non si poteva più dire sino a qualche tempo fa. Non per un discorso di essere titolare o riserva: semplicemente, ero fuori da tutto”.
Sul suo ritorno grazie a Rossi che lo ha reinventato difensore centrale rimettendolo in campo dopo mesi ai box: “Nessun segreto. Io sostengo che un giocatore debba essere tale prima nella testa, che nei piedi. A queste condizioni, anche a 35 anni puoi farcela. Altrimenti è difficile uscire dal buio, a meno che tu non sia un fenomeno: tipo Messi o Cassano, per intenderci”.
Sulla sua seconda occasione: “Guai ad abbattersi. Il calcio è come il mondo. Quando il vento gira, succede in fretta, e tu devi farti trovare pronto. Se pensi solo allo stipendio, fai peggio che prima”.


