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tmw / sampdoria / News Doria
Gasparin: "Dispiace per come sta andando il campionato della Samp"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
lunedì 4 novembre 2013, 21:00News Doria
di Alberto Boffano
per Sampdorianews.net

Gasparin: "Dispiace per come sta andando il campionato della Samp"

Intervistato in esclusiva da soccermagazine.it, l'ex direttore generale della Sampdoria Sergio Gasparin ha ricordato la sua breve esperienza all'ombra della Lanterna ed espresso dispiacere per l'attuale momento attraversato dai blucerchiati, sconfitti ieri in casa dal Sassuolo.

In tutte le interviste da lei rilasciate emerge un palese affetto nei confronti dell’ambiente blucerchiato? Come mai questo legame così forte nella sua breve permanenza a Genova? 
“Perché in quegli otto mesi a Genova si è creato un rapporto con la gente, con la città, davvero molto importante. Perché a Genova ho lasciato amicizie e affetti e perché da subito ti senti parte aggregante di un ambiente particolare. La Samp ha poi una maglia unica al mondo”.

In questo calcio si fa sempre più fatica a trovare chi usa testa e cuore senza badare esclusivamente al risvolto economico. Lei lo ha dimostrato rinunciando a proseguire il suo percorso alla Samp e dichiarando di non prendere in considerazione eventuali proposte da squadre come Genoa e Palermo per i suoi trascorsi. Come riesce a far prevalere il lato umano? 
“La ringrazio del complimento e per l’opportunità di poter esprimere un concetto: io sono fatto così; i miei genitori non mi hanno lasciato un’eredità materiale, provenendo da una famiglia povera, ma qualcosa di più importante: i valori morali. La cosa più preziosa, il sapermi comportare da uomo. Chiunque avrebbe continuato il percorso intrapreso alla Samp. Eravamo al quinto posto in classifica, in una società prestigiosa, abitavo in Corso Italia sul mare, c’erano tutte le componenti per una situazione favorevole ma alcuni membri della società si sono posti come ostacolo e quando ho capito che non ci sarebbero stati i presupposti per portare avanti quelle che erano le mie idee ed il progetto tecnico, ho deciso di andare via. Porto con me una compagna fedele a cui non voglio rinunciare mai. La libertà”.

Dopo l’anno catastrofico del 2010 la Sampdoria sta affrontando un nuovo momento delicato. Dall’esterno come vede i blucerchiati?
“Rispondo a tutte le domande con molta onestà ma in questo caso preferisco non farlo. Non mi piace giudicare l’operato di persone che lavorano su cose che non conosco. Non lo trovo giusto.
Di sicuro posso manifestare il mio dispiacere per come sta andando il campionato, perché lo sforzo economico del presidente non sta dando i risultati sperati”.

Una domanda più tecnica: a gennaio la società può essere ancora in tempo per porre rimedio a questa situazione?
“Sicuramente c’è tutto il tempo per riequilibrare le cose. Occorre anche capire quanto la società potrà investire ancora nel mercato di gennaio; la Samp è tra le squadre con i costi salariali più alti e non sarà semplice mettere nuovamente mano al portafogli”.

Ieri tra i tifosi, nei vari blog e sui social network, è uscito più volte il suo nome. Come la accoglierebbe, a distanza di anni, una chiamata della Sampdoria?
“Ringrazio anzitutto per la stima. Ognuno nel calcio, come nella vita, ha un alleato e un nemico: il tempo. Colui che sancisce la ragione o il torto. Mi fa piacere che la variabile tempo abbia chiarito il lavoro che si stava facendo.
Un ritorno alla Samp? Troppo bello per essere vero”.

Sono usciti diverse volte i nomi di giocatori che Lei aveva proposto alla proprietà blucerchiata senza trovare riscontro favorevole. Quale è stato il suo più grande rammarico?
“Questo è il motivo principale per cui ci siamo separati. Per riequilibrare i costi gestionali non si poteva che ricorrere al mercato estero. Si era iniziato un importante programma tecnico e di scouting che poi purtroppo non si è concluso. I giocatori erano diversi: Kucka (prima che approdasse all’altra squadra di Genova), James Rodriguez, Iturbe, Alborno. Calciatori che hanno, quasi tutti, determinato poi delle plusvalenze importanti, per i loro Club. Il rammarico più grande è di non aver potuto proseguire il lavoro iniziato alla Samp”.