Soriano: "Le offerte di Bayern Monaco e Samp, due decisioni importanti da prendere al volo"
Roberto Soriano, ospite di Samp Tv durante Studio Live, ha raccontato i primi calci ad un pallone, l'esperienza nelle giovanili del Bayern Monaco e il trasferimento alla Samp:
“Mio nonno lavorava in Germania, poi l’ha raggiunto mio padre, dopo aver conosciuto mia mamma e aver deciso di sposarla. Non mi piacciono particolarmente i tedeschi, in Germania ho amici serbi, turchi, marocchini, con i quali mi trovo meglio, sono più abituati a far un po’ di casino… Sono stato fortunato ad aver conosciuto Mustafi alla Samp, ci assomigliamo per tante cose - come riportato da Sampdorianews.net - quando è arrivato mi avevano detto di accoglierlo dato che conosco la lingua tedesca, siamo subito andati d'accordo, è un grandissimo ragazzo che in campo sta facendo molto bene, spero possa continuare così.
Mio padre giocava in una squadra della mia città, non di primo livello, dopo la scuola era il momento dei compiti, una volta terminati io e mio fratello, ora in una squadra di serie C in Germania, andavamo in campo ad allenarci e a provare le azioni con nostro padre. Ho sempre giocato dietro le punte, anche da ragazzino al Bayern Monaco, alla Samp non si giocava con il fantasista ma con il centrocampo a 4 e mi sono adattato come uno dei due mediani.
A 14 anni giocavo nella squadra della mia città quando arrivò l’offerta del Bayern Monaco, ci diedero tre giorni per decidere con calma, subito non ero favorevole al trasferimento perché avevo solo 14 anni e avevo voglia di divertirmi e non volevo perdere mio fratello e i nostri amici, mia mamma mi lasciò libero di scegliere dicendomi che avrebbe condiviso la mia scelta, mio padre spinse per accettare l’offerta, feci il convitto con un ragazzo di Francoforte.
Per tre anni ho militato nelle giovanili del Bayern Monaco e ho iniziato ad essere convocato dalle nazionali azzurre. Quando mancavano sei mesi alla fine del contratto con il Bayern il mio procuratore mi informò dell’offerta della Samp, a due giorni dalla fine del mercato, anche quella fu una decisione importante da prendere al volo, subito non volevano fare un altro trasferimento, ma il fatto di essere aggregato in prima squadra e il sogno della mia famiglia di tornare in Italia ci portarono ad accettare. Sento i miei genitori tutte le sere per telefono”.


