"IN OGNI POSTO CHE ANDIAMO": i cuori doriani all'estero
LAURA MATTIA-PARISE (SVIZZERA): Eravamo riusciti a smuovere la classifica con le due vittorie ma già dopo quelle partite ero del parere che il mister avrebbe dovuto rivedere qualche giocatore, Palombo a centrocampo rallenta il gioco, non ha più neppure la precisione di un tempo, Gabbiadini è spento, ha poca precisione, non sembra più quello delle prime due giornate, purtroppo contro il Verona abbiamo avuto un black out totale, a mio avviso la peggior partita giocata, e non è che le altre siano mai state un granchè ... Continuando a sperare che il buon Delio si decida a cambiar qualcosa, ci siamo ritrovati finalmente contro il Sassuolo con una formazione decisamente rimaneggiata, nonostante qualche calciatore si trovi ancora sotto tono e commetta una marea di errori anche nei passaggi più elementari. E qui mi riferisco ad Obiang. Mentre buono il rientro di Kristicic e ottima la prestazione di Pozzi e di Gentsoglou. Grande Eder l'unico che quando manca si sente ... Nonostante la sconfitta vorrei sempre vedere in campo la grinta messa nel secondo tempo contro il Sassuolo, ma purtroppo ancora ci son parecchie cose da sistemare, troppi errori ingenui da evitare. Si è visto qualche accenno di gioco, almeno nel primo tempo, ma avremmo dovuto concludere la partita già allora quando ancora le cose giravano per il verso giusto. Sotto porta siamo troppo sterili.
VANJA AGOSTINETTI (SVIZZERA): La Sampdoria di queste partite è difficile da commentare. Bei segnali si erano avuti a Livorno, ma anche nel secondo tempo contro l'Atalanta (a fronte di un primo tempo disastroso). A Verona, per contro, si è vista una squadra purtroppo tendente al rinunciatario, cosa che mi ha molto stupito non per il valore in se degli scaligeri, ma per il fatto che al momento c'è solo una nota positiva che riscontro in questa Samp: il cuore. Infatti a livello di gioco siamo in completa confusione e totale disorganizzazione, tanto che dei momenti di black-out, come quello della partita contro il Sassuolo, costano carissimo. Alcuni giocatori che l’anno scorso e nei campionati passati garantivano un buon rendimento (Gastaldello, Krsticic, e Obiang su tutti), stanno rendono molto al di sotto delle aspettative. Dal cuore di questa squadra bisogna ripartire, perché tutto si può dire, ma non che i ragazzi manchino di impegno e voglia di combattere, come dimostrano la vittoria a Livorno, il secondo tempo contro l’Atalanta, e il recupero fino al 3-3 contro il Sassuolo. Vero è, purtroppo, che il continuo cambio di modulo e la mancanza di continuità di impiego dei diversi uomini in campo si fa sentire: 11 partite, quasi 11 moduli diversi, mai gli stessi 11 in campo. Soluzioni? Difficile trovarne, ma credo un buon punto di partenza sia, come detto, avere un modulo preciso su cui puntare (e ammetto di non essere un fan della difesa a 3), e scegliere i giocatori con cui deve essere attuato di partita in partita. A gennaio spetterà alla dirigenza puntellare una rosa sì volenterosa, ma qualitativamente lacunosa. A noi tifosi spetta un solo compito, vicini o lontani che siamo: SostenerLa.
PAOLO MOLINARI (DANIMARCA): Verona e Sassuolo, due squadre sicuramente di caratura molta diversa: una che viaggia a vele spiegate e l´altra che annaspa per rimanere in serie A. Il risultato purtroppo per la nostra amata e´ lo stesso. Ma partiamo dal Verona: quando si va a giocare in un ambiente del genere dove i tuoi avversari volano sulle ali dell´entusiasmo non e´ mai facile per nessuno. Il nostro intento era chiaro fin dai primi minuti: difendersi e ripartire cercando di mettere in difficoltà la retroguardia gialloblu con la velocità di Eder. Peccato che dopo aver preso il primo goal (cosa normale se pensi solo a difendere) abbiamo giocato per mantenere il punteggio come se l´1-0 fosse un risultato accettabile per la nostra squadra. Come giusto che fosse e´ arrivato anche il secondo goal che ha definitivamente distrutto una squadra gia´ imbambolata nel proprio ego. Risultato: 0 punti. Arriva il Sassuolo una squadra che a mio parere non e´ attrezzata per fare la serie A. Il primo tempo e´ decente, non si vede un gran bel gioco ma la Samp e´ in vantaggio e questo basta per farci godere, ma una partita di calcio dura 90 minuti. I nostri rimangono negli spogliatoi venti minuti in più degli avversari. Risultato: tre montanti che avrebbero steso anche Mohammed Ali. Non i nostri ragazzi però che con un sussulto di orgoglio riaprono il match dopo pochi secondi e trovano il pareggio con quello che a mio parere e´ decisamente il giocatore simbolo di questa formazione: Lollo De Silvestri. Fino però al disastro finale quando uno sfinito Lollo stende Farias e regala al Sassuolo il gol dei tre punti. Brutto risultato ma almeno sull´ 1 a 3 la Samp mi ha dato la sensazione di avere un potenziale non ancora espresso perche´ se riesci a rimettere in piedi una partita in 10 contro 11 vuol dire che il cuore c´e´e qualche volta pulsa forte. Speriamo che quel cuore torni a battere modello tachicardia già dalla prossima sfida! Forza ragazzi!
CORRADO CAMERA (CIPRO): Sono sinceramente preoccupato. L’unica cosa che veramente apprezzo di questa squadra è che non si da mai per vinta, non lo ha mai fatto, con l’unica eccezione di Verona. E questa forse è l’unica differenza che noto con la stagione della retrocessione. Ma se si analizzano i numeri, che forse non dicono tutto come potrebbe farlo un’analisi precisa delle singole prestazioni ma che comunque aiutano a farsi un quadro generale, ebbene questi numeri sono impietosi. Le sconfitte sono superiori ai risultati utili (somma di pareggi e vittorie) e abbiamo preso 20 goal in 11 partite chiudendone una sola senza subire reti. Di contro abbiamo una media di poco superiore al goal segnato a partita ma tiriamo in porta molto poco e non riusciamo mai a giocare un’intera partita con un’adeguata concentrazione e intensità. Non abbiamo mai affrontato due partite di fila con la stessa formazione e/o lo stesso modulo. Sicuramente la rosa ha problemi di qualità che sono evidenti già dalla fine del mercato ma non aver ancora trovato una squadra tipo dopo 11 giornate secondo me è un grave limite. Sinceramente mi aspettavo di più da mister Rossi, che seppur si definisce la persona giusta per questa squadra - e decisamente spero e mi auguro che sia così - mi sembra che al momento abbia parecchia confusione in testa. Credo davvero che il primo passo per trovare un po’ di stabilità e continuità lo debba fare proprio lui prendendo decisioni semi-definitive almeno sulla squadra titolare e sul modulo e andare avanti con quelle. Per il resto attacchiamoci alla voglia di lottare mostrata fino ad ora, adesso abbiamo solo quella.
GIANCARLO PORTA (SVIZZERA): 7 punti in 5 partite con i gol decisivi segnati tutti da calci piazzati, peggior difesa della Serie A (dopo il Sassuolo che ne ha presi 7 dall'Inter e il Bologna 5 dalla Roma, altrimenti la peggiore) e prima squadra ad aver perso in casa in serie A contro il Sassuolo. Numeri decisamente negativi. Anche Mister Delio Rossi ha messo del suo (Maresca proprio non serve a dare fosforo al centrocampo? Pozzi non poteva essere usato con maggiore continuità in precedenza?) con continui cambi di formazione e posizione che pare confondere i giocatori. Dal mio punto di vista, non si chiedono 10 vittorie di fila ma almeno delle prestazioni dignitose con maglia sudata e grinta a tutto campo poi, se gli avversari saranno migliori, complimenti a loro! Voglio segnalare due giocatori che non mollano mai, che devono essere da esempio per tutti: Pozzi ed Eder. Basterebbe che tutti i giocatori avessero la loro carica, anzi basterebbe la metà!! Squadra, Mister e Società devono fare quadrato, compattarsi e cercare la grinta mancante per fare punti con una ottima Fiorentina!!! Tifiamo con fiducia!!! Forza Samp!!
LORENZO VAN PERG (PORTOGALLO): Al di là dei risultati i problemi sono sempre gli stessi e sembra che l’allenatore, malgrado gli esperimenti, non riesca proprio a venirne fuori; una rosa di giocatori enorme, ma troppi giocatori com poche qualità, altri che avrebbero dovuto essere certezze e punti fermi, come Obiang, Krsticic, Gastaldello, ampiamente sotto la sufficienza. Risultato un marasma ed una disorganizzazione in campo non certo corrispondente ad una squadra di serie A, o ad un allenatore con l’ingaggio da prima fascia. Sappiamo tutti che le colpe vengono da lontano, forse da quell’infame gol súbito sul tre a zero nei preliminari di Champions, dalla Dirigenza che nell’ansia di recuperare la serie A si affidò a Direttori Tecnici rivelatisi non all’altezza delle aspettative, spendendo milioni per niente e continuando a spenderli in stipendi per giocatori non di buon livello, protagonisti di frittate a favore degli avversari. Unica cosa positiva lo spirito che ci porta a giocare sino all’ultimo secondo del tempo di recupero… Non resta che andare alla madonna della guardia o sperare in un miracoloso gennaio.
MARIUS VADUVA (ROMANIA): Dopo una breve serie di successi contro Livorno ed Atalanta, abbiamo subito di nuovo due sconfitte molto dolorose, sopratutto l'ultima in casa contro Sassuolo, una neopromossa e avversario diretto in corsa salvezza. Abbiamo avuto l'opportunità di allungare dalla zona calda, se avessimo vinto, avevamo 6 punti di distanza, ma la Sampdoria attuale è cosi. Secondo me, siamo davanti a una grave crisi. Se guardo il calendario, ci aspetta Fiorentina e Inter in trasferta e Lazio in casa. A cosa possiamo sperare in queste condizioni di gioco mostrato dalla squadra. In estate seguivo la squadra in Ungheria e parlavo un po' con alcuni giocatori e col mister. La mia impressione in quel momento era che la squadra fosse compatta, con voglia di mostrare le qualità in campo e col mister che dava la fiducia di conoscere i meccanismi interni. Cosa possiamo dire dopo 11 giornate? C'e tanta delusione tra i tifosi, tanta confusione in campo e tra le idee tattiche provate finora. Dicevo qualche tempo fa, almeno due volte, che secondo me il modulo difensivo scelto è sbagliato e porta tanti problemi. Giochiamo quasi sempre con una difesa a 3 e con adattati terzini sulle fascie. Guardiamoci il primo tempo con Sassuolo: quanto abbiamo sofferto ai loro attacchi, quanto scoperti in difesa, quante debolezze abbiamo mostrato? E nonostante queste, abbiamo continuato cosi, una difesa a 3 totalmente fallimentare e con un centrocampo che continua le prestazioni deludenti. Mi ricordo con tanto piacere il modulo di Iachini, un 4-4-2 classico, corto, equilibrato, e un' atmosfera molto positiva dentro la squadra. Cara Sampdoria, quante sofferenze ci farai di vivere quest'anno?
DANIELE RUMOLO (IRAQ): Ancora non mi sono ripreso dall’ultima partita. Dopo la disfatta di Nocera Inferiore direi che questo rappresenta uno dei punti più bassi nella mia memoria. La stagione sembra segnata, non che avessi particolari illusioni dopo le prime 7 giornate, ma i punti contro tre dirette concorrenti mi avevano fatto sperare almeno un pochino. Poi la negativa partita di Verona, rinunciatari, coperti, ad aspettare un altro miracolo dopo il 90esimo, per concludere poi con 3 gol del Sassuolo in meno di un quarto d’ora. Abbiamo una difesa imbarazzante, un centrocampo che non è nemmeno un pallido ricordo di quello dell’anno scorso, e un attacco (con tutto il bene che voglio a Eder e Pozzi) che ci ha fatto arrivare sesti in serie B. Non penso che il problema sia Delio Rossi, ma semplicemente che siamo più deboli del Sassuolo. Rispetto solo per la maglia.
ANDREA VAZZOLER (IRLANDA): Nove punti, campagna acquisti inesistente, giocatori "depressi" e tanti tanti enigmi attorno alla nostra Sampdoria. Le ultime 4 partite hanno portato alla luce definitivamente i problemi di questa squadra e questa società; sebbene si sia vinto con Livorno e Atalanta, i problemi sono saltati fuori, evidenti e chiari come del resto dall'inizio del campionato. La squadra è spenta, senza carattere e con poche idee nella costruzione del gioco. Un tempo si diceva che una squadra doveva essere costruita su una buona linea centrale: un buon portiere (Da Costa, portiere con grossi gap tecnici), un buon centrale di difesa (Gastaldello è simbolo della difficoltà che attanaglia la squadra sebbene qualche anno fa gli riconoscevo buone doti tecniche), un uomo a fare gioco (Krsticic ha grosse qualità ma è troppo giovane per fare un ruolo così importante che dovrebbe essere svolto invece da Maresca, inspiegabilmente ancora ai margini) e un buon attaccante (Eder è un ottimo giocatore di Serie B ma non può fare da solo la differenza in A, spesso inconcludente sotto porta). Visti gli ultimi tre anni, non sono molto fiducioso che le cose possano migliorare. Abbiamo bisogno di "gente di calcio", magari ex-calciatori della Samp, gente che possa trasmettere competenza, passione e soprattutto mentalità vincente: quella voglia di non perdere, non farsi prendere in giro dagli avversari, di giocare fino alla fine con entusiasmo perchè giocano a calcio, uno sport bellissimo, e giocano nella Sampdoria, una squadra che è stata capace di conquistare negli anni, persone di ogni età e nazione. Qui in Irlanda si ricordano ancora di te!
FEDERICO BARBIERI (CANADA): Sei punti in quattro partite, sudati e guadagnati con molta fatica. Scontri diretti, per non dire scontri salvezza, che lasciano quantomeno l'amaro in bocca, visto che si poteva ottenere molto di più. La squadra gira bene, soprattutto in casa ma purtroppo, nonostante il rocambolesco 3-4 contro il Sassuolo, si fatica molto a tirare in porta. Pozzi dà un contributo fantastico in termini di corsa alla squadra che, con lui in campo, sembra meglio disposta ed equilibrata. Dopo aver ottenuto il massimo contro Livorno e Atalanta, la sconfitta fuori casa con un Verona in forma strepitosa sarebbe potuta anche passare "inosservata". Purtroppo però la gara contro il Sassuolo poteva, e doveva, essere vinta. E' da tempo che questa Samp non ci regala una vittoria rotonda o comunque non chiude una partita già sul finire del primo tempo. Speriamo che i ragazzi raccolgano tutte le loro forze per il trittico di fuoco che ci aspetta prossimamente. Per concludere ecco la lista dei migliori: Pozzi, Gavazzi, De Silvestri e Gastaldello. Forza Samp, regalaci qualche punto e un pò di serenità!
GIACOMO ZANON (FRANCIA): Livorno, Atalanta, Verona Sassuolo, quattro partite, tre scontri diretti (l'Hellas ormai gioca un altro campionato), sei punti. A vedere le cose in questo modo non sarebbe poi così male; ma il problema, oltre ai 9 punti in classifica é la totale mancanza d'identità di gioco. Ogni partita un modulo diverso con interpreti diversi; ogni partita una totale incapacità di gestire la palla. Certo, la vittoria esterna col Livorno e il successo di Marassi con l'Atalanta hanno tolto un po’ di pressione all'ambiente blucerchiato, ma la mancanza di idee é stata lampante anche in occasione dei primi (e per ora unici) successi stagionali. Si veda ad esempio il primo tempo contro i nerazzurri bergamaschi, vera agonia calcistica per quanti fossero allo stadio. Con il Livorno il successo era arrivato in modo rocambolesco negli ultimi minuti ma allo stesso tempo è sembrato legittimo. A Verona contro l’Hellas la Samp è durata un solo tempo di gioco (difendendo lo 0-0 ma non creando troppe preoccupazioni a Toni e compagni) per capitolare in modo abbastanza netto contro una compagine certamente superiore. Ultima in ordine di tempo la disfatta contro il Sassuolo; al di là del risultato finale (sconfitta tutto sommato giusta), sono emersi ancora una volta i limiti di Gastaldello e compagni. Per prima cosa mancano gli interpreti: ad inizio stagione Rossi puntava su un 3-5-2, modulo in cui gli esterni giocano un ruolo fondamentale. Ora se come esterno destro De Silvestri è un ottimo elemento, a sinistra non c’è nessuno capace di dare le stesse garanzie: Gavazzi, Wszolek, Barillà non hanno mai lasciato il segno in modo decisivo. In estate si è poi puntato molto su Gabbiadini, che non sta certo vivendo un buon momento (non solo dal punto di vista realizzativo). Bjarnason è un buon giocatore, ma non certo quello capace di far fare il salto di qualità ai blucerchiati. Insomma, in vista di investimenti importanti a gennaio bisogna stringere i ranghi e cercare di fare qualche punto per non arrivare al mercato con troppo ritardo. Insomma, ci sarà da soffrire ancora.


