Eder: "Ora che è arrivato Mihajlovic i nostri allenamenti sono molto intensi. Non esistono undici titolari"
Fiducioso in vista del Parma l'attaccante Eder: in un'intervista rilasciata a Repubblica.it il calciatore brasiliano, ad un solo gol dal suo record di marcature in serie A ed autore sin qui di un filotto di ottime prestazioni, ha toccato tantissimi argomenti, dalla lotta salvezza alle sue condizioni fisiche, dalla Nazionale ai Mondiali, passando per le ultime prestazioni della Samp e per le sue speranze per il futuro, a tinte blucerchiate ovviamente:
Eder Citadin Martins, cerchiamo subito di tranquillizzare i tifosi della Samp. Come sta la sua caviglia?
"Sempre meglio. Per fortuna non ci sono microfratture, è stata solo una brutta botta. Credo che tornerò in gruppo domani (oggi per chi legge, ndr) o al massimo venerdì".
Paura di perdere il posto? Mihajlovic è stato chiaro, chi non si allena con regolarità non gioca la domenica...
"Il mister ha ragione, o uno si allena al cento per cento o è inutile che vada in campo. Anche perché ora che è arrivato lui i nostri allenamenti sono molto intensi. Non esistono undici titolari, è fondamentale che uno stia bene".
Lei ultimamente sembra stare parecchio bene. E dopo due anni si è messo a segnare di testa, a Verona pure da un corner.
"È vero che in serie A con la maglia della Samp non avevo mai segnato di testa, ma quando ero al Brescia me ne ricordo contro la Juventus e la Roma. È che prima qui battevo i calci d'angolo, non andavo mai in area. Adesso che ai corner pensa Palombo posso buttarmi dentro".
Come tutti gli attaccanti, si è fatto i suoi calcoli? Il suo record in serie A è sette reti, si ritrova già a sei. Dove vuole arrivare?
"Lo so che può sembrare falso, ma non penso al numero dei gol. Dev'essere proprio per questo che, a parte un anno al Brescia in serie B, non ne faccio mai tantissimi. Di solito a fine stagione tiro le somme e metto dentro anche gli assist, o i rigori procurati".
A proposito di rigori, si sta mica facendo la fama di tuffatore?
"Il problema è che quando parti in velocità e sei lanciato basta un attimo per buttarti a terra. Magari un arbitro mi fischia un fallo, poi in tv fanno vedere dieci volte a rallentatore l'immagine e si capisce che è solo un contatto di gioco, ma mica è colpa mia. Però qualcuno pensa lo stesso che sia un simulatore. Io mi innervosisco e sbaglio a protestare, ho già preso due o tre cartellini gialli stupidi. Basta, ho deciso che d'ora in avanti starò zitto".
Ultimamente sta giocando alla grande. Magari Prandelli un'occhiatina a lei la darebbe, ma essere brasiliano ha i suoi contro...
"Troppo difficile arrivare in nazionale. Fernandinho del Manchester City, o Willian del Chelsea, sono "tanta roba" ma non vengono mai chiamati. Ho giocato nelle selezioni giovanili, poi sono uscito dal giro. Ma al prossimo mondiale ovviamente tiferò Brasile, e conto di andare a vederlo dal vivo ".
Ormai nello spogliatoio della Samp avete fatto il gruppetto dei brasiliani...
"Ma no, è solo fuori dal campo che esco spesso con Da Costa e Renan. Dentro lo spogliatoio siamo tutti uniti, ci troviamo bene e ci rispettiamo. Anche i giovani sono entrati bene nel gruppo".
Siete a tre punti da quota 20, quindi "mezza salvezza" in tasca.
"Se penso a com'eravamo messi un mese fa... ma non dobbiamo assolutamente pensare ai 20 punti. Ormai proviamo sempre a vincere, partita dopo partita".
Il ricordo più bello e il più brutto della sua avventura alla Sampdoria?
"Fra i più belli la vittoria dello scorso anno allo Juventus Stadium. Anche se i nostri due gol li fece Icardi, io giocai una delle mie migliori partite in serie A. Il più brutto senz'altro il derby perso 3-0 a settembre; dopo abbiamo passato un periodo pessimo".
Ha rinnovato il suo contratto con la Samp fino al 2017...
"E spero di restarci ancora a lungo".


