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ESCLUSIVA SN - Tirotta: "Samp - Bologna, che domeniche ingiuste. Derby alle 12.30: calcio ostaggio dei palinsesti televisivi"
giovedì 23 gennaio 2014, 08:22Esclusive
di Enzo Tirotta
per Sampdorianews.net

ESCLUSIVA SN - Tirotta: "Samp - Bologna, che domeniche ingiuste. Derby alle 12.30: calcio ostaggio dei palinsesti televisivi"

Per decenni uno dei volti più noti della tifoseria organizzata blucerchiata. Attualmente opinionista per Sampdorianews.net.

Samp - Bologna…. Che brutti ricordi, che brutte giornate, che ingiuste domeniche… ero là nel '77, ero là nel '99 e non voglio più andarci negli anni doppi. Casualmente anche i colori della maglia non incontrano i miei personalissimi gusti cromatici.

Che dire ancora? Niente di più, spero, viste le nostre e le loro condizioni, di poter restituire la pillola amara che noi per due volte in Emilia abbiamo dovuto ingoiare, anzi, la nostra sarebbe una vendetta stupenda, perché gli daremmo una pillola a rilascio lento, molto lento. Potremmo dare il via ad una lenta agonia (sportiva) che ripagherebbe in parte i dolori sofferti. Quel che penso ed auspico è concentrarsi sulla partita di domenica e non lasciarsi distrarre dal derby incombente.

Quella contro il Bologna è (al momento) la partita più importante dell’anno, e non è una provocazione. La Samp vincente vedrebbe portare a 7 i punti sul Bologna che a quel punto sarebbe terz’ultimo, con cambio allenatore appena fatto, polemiche post Napoli, 2 punti in 3 partite e chi più ne ha più ne metta… vorrebbe dire dare una spallata importante ad una concorrente per la salvezza, che per di più si chiama Bologna, bisogna aggiungere altro?

E proprio mentre scrivo scorgo le dichiarazioni di Sakic in merito a quel maledetto rigore dato (inventato) da Trentalange, bene, avrà un argomento in più per motivare una squadra che anche nelle motivazioni sta trovando la forza necessaria per portare a casa il risultato finale.

Ma c’è un altro argomento che non si può non trattare oggi: il mezzogiorno e mezzo del calcio! E mi rivolgo ai dirigenti del calcio che hanno permesso e permettono che il calcio sia ostaggio dei palinsesti televisivi. Riassumendo: il calcio vende i diritti del campionato, i soldi che prende vanno in gran parte ai calciatori (ed ai procuratori), la tv si sente in diritto (e lo ha, tutto sommato) di posizionare le partite a tutte le ore e in tutti i momenti e in tutte le stagioni. Risultato, calciatori bravi arricchiti smisuratamente, calciatori modesti ricchi, calciatori scarsi quasi ricchi, società in difficoltà economica, nessun investimento in infrastrutture e vivai, spettacolo in campo scadente, spalti vuoti o semivuoti, prodotto che si sta svilendo e quindi deprezzando… che c’è da dire di più?

Il problema non è tanto la partita a mezzogiorno, è vero però che il derby a pranzo lo avvertiamo come se ce lo facessero giocare a Savona, ci sembra proprio che venga svilito con questa collocazione oraria, e quindi un po’ di indignazione tutto sommato è lecita da parte dei tifosi genovesi. Ma ribadisco, io non vedo tanto nella collocazione del derby il problema quanto nella gestione e nella contrattazione dei diritti tv tra società e pay tv, con tutti gli incassi derivati travasati direttamente nelle tasche dei calciatori senza destinare un centesimo all’arricchimento del “prodotto” calcio italiano.

Mentre noi sbagliamo tutto, però in Europa la fanno da padroni (parlo sempre di prodotto televisivo) il calcio inglese, tedesco e francese (sì, francese) mentre quello spagnolo continua a vivere di un dualismo che non rende interessante il calcio nazionale ma solo la lunga sfilza di “clasico”. E quindi che il calcio italiano si ribelli a se stesso, si doti di dirigenti capaci e lungimiranti che si adoperino per ricostruirsi una verginità ed una integrità morale che sembrano essere termini e concetti ormai desueti nel nostro mondo.