Fornasier: "Contentissimo di essere rimasto. Milan? Grandissima squadra"
A gennaio sembrava a un passo dal lasciare la Sampdoria per andare a giocare con maggior continuità in Serie B. Ma Mihajlovic lo ha voluto tenere a Bogliasco a tutti i costi, facendolo anche esordire poche settimane fa. Stiamo parlando del giovane difensore blucerchiato Michele Fornasier, il quale ha rilasciato una lunga intervista a Samp Magazine iniziata proprio con le emozioni dell'esordio:
"Esordire in Serie A è stato un autentico sogno che si è realizzato, per me innanzitutto e pure per i miei genitori, i miei primi tifosi. Mio padre Giuseppe era allo stadio e mi ha rivelato di aver sofferto più di me; mia madre Floriana, più emotiva, ha invece preferito guardarla da casa. Entrambi, alla fine, erano molto contenti ed emozionati".
Archiviata Roma, adesso arriva il Milan. E non si può abbassare la guardia. Temi le bocche di fuoco rossonere?
"Il Milan, nonostante i problemi e la sconfitta in Champions, resta una grandissima squadra. Non posso dire di aver paura di un avversario in particolare, sono uomini e giocatori come noi. Di sicuro cercheremo di mettere in campo tutto quello che abbiamo e, come sempre, punteremo all'intera posta. Io da bambino simpatizzavo per l'Inter quindi avrò qualche motivo in più per batterli".
Hai mai rimpianto, in un girone intero passato a scaldare la panchina, di non essere andato a farti le ossa altrove?
"No, mai. Anche se ho trascorso cinque mesi abbondanti senza mai giocare una partita ufficiale e allenandomi soltanto, ho imparato moltissime cose, sia sul piano mentale sia su quello tecnico. Cerco di dare il massimo in ogni allenamento, di migliorare di giorno in giorno: sono sereno, contentissimo di essere rimasto e della fiducia che il mister mi sta dando in questo momento".
Il mister, appunto. Che rapporto hai con Mihajlovic?
"Ho un buon rapporto con lui, come credo lo abbiano tutti i miei compagni. E' una persona molto schietta e diretta, ed essendo stato calciatore sa quali tasti toccare per infonderci la fiducia. Da quando è arrivato lui l'ambiente ha avuto un cambio radicale sotto l'aspetto della mentalità e dello spirito; le vittorie poi hanno fatto il resto e questo non può che permetterci di lavorare con tranquillità e consapevolezza dei nostri mezzi".
Quanto sono importanti per voi difensori le sue indicazioni specifiche?
"Una carriera come quella del mister penso rappresenti il sogno di ogni giocatore. E' stato un grande in quel ruolo e, se deve dare un consiglio particolare, noi difensori siamo i privilegiati. Tutta la squadra lo ascolta e lo segue comunque con estrema attenzione. Ha l'atteggiamento da duro perché lo è per davvero, e lo dimostra anche con noi, ma è anche il primo a fare una battuta e una risata quando bisogna sdramatizzare".
Cosa ti hanno lasciato quattro stagioni oltremanica?
"L'esperienza inglese mi ha permesso di tornare in Italia più maturo. A Manchester sono cresciuto come calciatore, è vero, ma soprattutto come uomo. Ho imparato bene la lingua, ho conosciuto un'altra cultura, un'altra mentalità e non mi riferisco soltanto al mondo del calcio. Devo ancora compiere 21 anni ma penso di sapermi adattare alle varie situazioni e di approcciarmi nel modo migliore di fronte alle difficoltà".
Come ti trovi all'ombra della Lanterna?
"Genova è davvero una bella città, anche se non la vivo molto per via degli allenamenti e perché, appena posso, torno a casa mia, a Vittorio Veneto. Qui mi sono stabilito nel levante cittadino, ho il mare a due passi e mi trovo benissimo. E poi c'è il sole: ormai ero abituato all'Inghilterra e devo dire che il clima è molto meglio qui".
Domanda d'obbligo: sogni e obiettivi per il futuro?
"Per questa stagione l'obiettivo è quello di salvarci il prima possibile e, subito dopo, di farmi trovare pronto quando sarò chiamato in causa. In chiave futura vorrei diventare un calciatore di Serie A, con i colori blucerchiati addosso sarebbe fantastico. Poi mi piacerebbe tornare a vestire la maglia azzurra. All'esterno l'ho un po' persa di vista, ora che sono tornato ci spero con più convinzione: se arrivasse una convocazione sarebbe una soddisfazione immensa".


