Mihajlovic: "Nessuno si poteva aspettare tre mesi fa che a questo punto fossimo a +9 sul terzultimo"
Lunga intervista rilasciata da Sinisa Mihajlovic a Gazzetta Tv. Inizialmente, al tecnico blucerchiato è stato chiesto se, da ex interista, considerasse la gara di oggi pomeriggio contro il Milan come un derby:
"Era importante vincere il derby che conta adesso, essendo alla Sampdoria ed essendo a Genova era importante vincere questo derby. Poi magari più avanti se si andrà in qualche altra città dove ci sono altri derby speriamo di vincere anche quelli. Comunque ora abbiamo il Milan, una bella partita dove noi cercheremo e faremo di tutto per vincere. Contro l'Atletico non meritava di perdere: mi ha sorpreso in positivo perché non l'avevo mai visto, da quando è arrivato Seedorf, giocare così aggressivo. Hanno creato occasioni; comunque dall'altra parte mi ha deluso un po' l'Atletico Madrid perché pensavo che avrebbero fatto un po' meglio: alla fine hanno vinto, ma non meritatamente. Esonero Allegri? Purtroppo il nostro lavoro è così, è più facile cambiare un allenatore che sedici gicoatori. Ognuno si deve prendere le sue responsabilità, io non dico non ci fosse anche colpa di Allegri, ma sicuramente non soltanto sua, in percentuale magari lui ha meno colpe di tutti gli altri. Di Seedorf ricordo tante cose alla Sampdoria, ricordo che mangiava sempre le patatine. Ricordo il primo giorno, che quando siamo arrivati all'Astor me lo hanno presentato, io saluto e dico 'Sì, è giovane però non mi sembra abbia 18 anni' e poi mi dicono 'Ma no, questo è suo padre, lui è quell'altro', perché c'era il padre talmente giovane che poteva sembrare anche lui. Poi l'ho visto e sinceramente dimostrava 18 anni. Poi gli hanno fatto comprare una macchina, un Bmw grigio con i sedili in pelle nera, e quando arrivava all'Astor verso le 7, ormai sera, vedevi questa macchina che camminava da sola perché non si vedeva niente dentro. Poi ad un certo punto vedevi i denti bianchi che lui sorrideva e allora capivi che c'era lui in macchina. A parte gli scherzi, aveva tanta personalità già a 18 anni, voleva sempre dire la sua, anche un grande carisma. Poi ha vinto quello che ha vinto, è stato uno dei più grandi giocatori e fino ad oggi siamo rimasti amici e in ottimi rapporti. Lo vedo adesso in panchina e mi fa piacere".
Inevitabilmente, il discorso scivola sul momento attuale passato dalla Sampdoria, rivitalizzata con l'arrivo in panchina del tecnico serbo:
"Penso sia un bilancio positivo, nessuno si poteva aspettare tre mesi fa che a questo punto della stagione fossimo a +9 sul terzultimo vedendo che eravamo penultimi quando sono arrivato. Con i risultati, con la prestazione, con la mentalità, quello che abbiamo fatto è sicuramente merito tanto e tutto dei ragazzi. Penso che si poteva fare anche meglio vedendo i due pareggi che abbiamo subito negli ultimi minuti con Bologna e Lazio, partite già vinte. Però sono contento, ma come ripeto spesso anche ai miei giocatori non si è ancora fatto nulla perché il campionato ha ancora 14 partite perciò c'è ancora tanto da lavorare e lottare per raggiungere l'obiettivo. Speriamo di raggiungerlo il prima possibile. La più forte tra Juve, Roma e Napoli? Sono tutte e tre squadre forti, non a caso sono le prime tre in Italia. Penso comunque che la Juve è un gradino ancora sopra le altre, proprio per la mentalità, perché sbaglia meno partite, sia importanti sia meno importanti. La Roma secondo me gioca meglio di tutte le tre, però ha sbagliato alcune partite che doveva vincere e non ha vinto come Bologna e Sassuolo, che magari la Juve non sbaglia. E' là la differenza. Anche il Napoli ha sbagliato un sacco di partite, quelle partite che dovevano vincere e invece non sono riusciti. La Juve su quello è difficile che sbagli".


