Mannini: "Eriksson un signore. Con Menotti abbiamo fatto una preparazione ridicola. Con Spalletti ho litigato e ho lasciato la Samp"
Moreno Mannini, in un'intervista rilasciata al numero di marzo di TMW Magazine, ha raccontato il proprio rapporto con gli allenatori avuti dopo Vujadin Boskov:
Dopo Boskov, Eriksson. Due personalità diverse. “Persona bravissima, un signore. Non l’ho mai visto arrabbiato. Pensa che lo chiamavi “mister” e lui diventava rosso. Molto bravo tatticamente”.
Menotti invece è stato una meteora. “Ha portato un paio di giocatori argentini sul quale è meglio lasciar perdere. Per fare bene doveva avere in mano una squadra superiore alle altre di due spanne. Con lui abbiamo fatto una preparazione ridicola, subito col pallone mai fatto una salita, mai fatto una corsa. Diceva che il campo non aveva salite quindi era inutile farle. Noi d’altro campo non eravamo più la stessa Samp, nonostante il figlio di Paolo Mantovani, Enrico, continuava a prendere buoni giocatori”.
inizio della sua carriera? “Io ci ho litigato e ho lasciato la Samp. Eppure tecnicamente e come preparazione lo ritengo il migliore che abbia avuto. Però ci siamo scontrati su situazioni più personali che altro. Mi spiace aver litigato, ci sono stato male e poi non andava niente a beneficio della Sampdoria. In quel momento mi disse cose che mi ferirono, del tipo che giocavo solo per fare le presenze. Come, io che in questa squadra ci sono cresciuto? Adesso comunque abbiamo chiarito, siamo tornati in buoni rapporti”.


