Capitano a vita
Ieri è stata una serata da cancellare ma ci sarà una cosa, una sola, che sicuramente non dimenticherò e probabilmente come me tanti altri tifosi Sampdoriani. Non hai giocato una buona partita ieri, come tu stesso hai ammesso Angelo, ma se un po’ ho imparato a conoscerti, credo che il primo ad esserne molto scontento sia tu.
Da tifoso Sampdoriano ti ho visto crescere e sono cresciuto insieme a te, visto che siamo praticamente coaetanei. Ho imparato ad apprezzarti per la grinta e la voglia che metti ogni domenica in campo, ma soprattutto perché ci metti sempre la faccia, come dopo lo 0 – 5 con il Milan, o come dopo la partita con il Palermo della scorsa stagione, o come d’altronde hai fatto anche ieri sera nel dopopartita. Ma ieri, in campo, sei andato oltre. Quando quell’altro dopo il terzo goal si è permesso di venire a prenderci per i fondelli (che stile!) sotto la nostra gradinata, non ci hai pensato due volte e sei andato a urlargli in faccia.
In un certo senso ci hai difeso, hai fatto quello che ognuno di noi avrebbe voluto fare, senza eccessi ma con rabbia, rabbia blucerchiata, rabbia di chi quella maglia la ama e la indossa con il cuore. Ancora una volta, Angelo, hai dimostrato di essere il nostro capitano e di meritare quella fascia come nessun altro. Ancora una volta hai dimostrato di essere Sampdoriano, perché, anche se dici sempre che nella vita non si sa mai, con i fatti dimostri di tenere ai quei colori magici tanto quanto noi tifosi.
Per cui Angelo, parafrasando un noto striscione, direi e soprattutto spero che la nostra sarà una storia infinita, ti vogliamo capitano a vita.


