Delneri: "Due risultati su tre? No! La Samp ha un unico risultato: la vittoria"
Anche questa settimana, come promesso, SampdoriaNews.net ha seguito per voi la conferenza stampa del venerdì di Luigi Delneri. Come di consueto, il tecnico blucerchiato si è sottoposto alle domande dei giornalisti al “Mugnaini” di Bogliasco, ma quello di questo venerdì non si può definire un appuntamento come tutti gli altri; quello di oggi aveva come argomento una partita che sta a cuore a tutti i tifosi della Sampdoria: il derby della Lanterna, che, se ci fosse ancora bisogno di dirlo, si disputerà domani sera in anticipo serale.
Delneri, lei è uno dei pochi a poter dire di aver vissuto il derby di Genova sia da giocatore che da allenatore. Che differenze trova tra le due esperienze?
“Da giocatore hai solo un obiettivo, quello di riuscire a comportarti bene e dare il massimo in una partita importante e senza classifica come la stracittadina. L'allenatore invece deve inquadrare bene la situazione ed il modo per stimolare giocatori, sia dialettico, che di allenamento, che di tattica. C'è più ampiezza di visione”
I tifosi appena hanno sentito il nome di Delneri accostato alla panchina della Sampdoria, hanno subito pensato al suo famoso gol nel derby del 1980/81 direttamente su calcio d'angolo...
“Senza quel gol sarei passato forse inosservato nella mia avventura in blucerchiato. In un certo senso segnare del derby mi ha aiutato a rientrare a Genova. Il gol comunque non è solo finalizzazione, può essere definito anche in altra maniera: ad esempio con una grande prestazione, o con il non smettere di lottare per novanta minuti. Io ho avuto la fortuna di riuscire a segnare, speriamo che a qualche mio giocatore capiti”
In quell'occasione della sua rete, contò molto il vento. Vero?
“Il gol se l'è fatto Martina a dire il vero. In ogni caso l'importante è fare gol, non importa come. Va bene anche grazie ad un autogol, ad una gamba galeotta o a anche grazie a un pallone come successo a Liverpool.
É chiaro che il fattore fortuna è importante, non si può schedare una partita. Tutto quello che possiamo fare è dare il massimo per quello che si sente; perché i derby determina in un momento particolare la leadership di Genova. Per noi vale molto, così come per loro”
Come si prepara una sfida così importante? Ha caricato l'ambiente con la giusta pressione?
“Con passione sì, ma non pressione. Ci sono varie maniere di affrontare una sfida così importante. Tra i gladiatori nell'Antica Roma c'era chi si chiudeva in una stanza fino all'inizio del combattimento e chi invece usciva prima. Noi preferiamo la seconda opzione, perché i giocatori in questa partita non hanno bisogno di essere ulteriormente caricati da me. Queste partite vengono infatti caricate dall'ambiente stesso, che impone a noi di vedere l'atteggiamento dei nostri tifosi e di pensare a quello che loro vogliono. E' giusto essere carichi e consapevoli della nostra forza. Loro in casa sono forti, ma anche noi avremo la nostra fetta di pubblico casalingo”
Passiamo a parlare del Genoa. La loro difesa è la più battuta del campionato...
“Ma è anche una delle squadre che ha segnato di più. La coperta tira da una parte e ti lascia scoperto dall'altra. Domani non conteranno i dati, l'inquadratura che bisogna dare a questa partita è quella di una finale di Coppa, dove non c'è classifica”
Gasperini oggi l'ha elogiata pubblicamente in conferenza stampa per il modo di giocare piacevole che ha dato a questa Samp. Vuole rispondere al mister del Genoa?
“Ringazio Gasperini e gli ricambio i complimenti, perché in questi anni ha saputo dare una vera e propria identità alla sua squadra, ottenendo risultati importanti. Genova calcistica deve essere orgogliosa delle proprie squadre, così come ogni singolo tifoso è orgoglioso della propria. Il derby di domani sera dovrà essere degno di questa partita, che sarà maschia e spero sarà giocata a calcio con intensità, facendo valere ciò che abbiamo mostrato. Entrambi ovviamente pensiamo di poter vincere, ma l'importante sarò uscire dal campo a testa alta, e questo sicuro avverrà. Perché a Genova la civiltà sportiva è di casa”
Il Genoa l'anno scorso nelle due stracittadine ha puntato molto sull'agonismo, “picchiando” anche spesso. Soprattutto Cassano.
“Ma anche noi dobbiamo essere intensi. Il calcio è fatto da 22 giocatori, un pallone, un rettangolo di gioco, ecc., l'agonismo fa parte del mondo del calcio. Io spero che la mia squadra giochi un calcio buono e non dobbiamo pensare agli arbitri, anche se comunque la quaterna arbitrale mi sembra comunque di livello per una partita così importante. Noi dobbiamo pensare a giocare, con l'intensità agonistica giusta, senza la quale si perderebbe sempre. Loro metteranno in campo loro carte, noi nostre, poi vedremo sul campo che situazioni si creeranno.
Il ruolo di Cassano come lo vede? Due anni fa fu decisivo, mentre l'anno scorso giocò maluccio.
“La Sampdoria non è solo Cassano, se ingabbiano lui, qualcun'altro si libererà. Anche l'Inter ha adottato con noi questa tattica di gioco, ma l'assist per il gol l'ha fatto Mannini e noi abbiamo vinto ugualmente”
E a proposito di Mannini. Lui è un giocatore che spesso si spinge in avanti fungendo da terza punta. Come pensa di fronteggiare quindi l'inferiorità numerica che vi potrebbe aspettare a centrocampo?
“Non saremo in inferiorità numerica. Se Mannini facesse la terza punta, con me non giocherebbe o durerebbe poco. E' un giocatore che ha le qualità di essere spesso al posto giusto ed al momento giusto per segnare, ma ha anche caratteristiche di essere un grande lavoratore. Farà anche lui la sua parte, come tutti gli altri”
Lei la settimana scorsa ha sottolineato come l'eta media della difesa titolare nella partita contro il Chievo fosse molto bassa. Visto che probabilmente domani in campo ci saranno gli stessi uomini, la mancanza di esperienza può essere un problema?
“La giovane età non è un problema per chi gioca a calcio. L'esperienza si fa con l'abitudine di giocare grandi partite, quindi se questi meritano di giocare, è giusto che giochino e secondo me hanno le qualità di far bene e giocheranno il derby al top. Giocare un derby a venti anni può capitare benissimo. Un esempio può essere anche Criscito nel Genoa. Noi abbiamo un mix di giovani e di altri giocatori di importanza forte che possono benissimo coesistere in campo”
Secondo lei chi sarà uomo derby? E, soprattutto, nella partita di domani conterà la tattica? Sarà uno sfida tra Delneri e Gasperini?
“ Spero che l'uomo derby sarà il pubblico. Per quanto riguarda la tattica invece, se me ne dite una che sia sempre vincente, la metto subito in atto. Ci sono molte tattiche, dal 4-4-2 al 5-5-5 di Oronzò Cana, ma poi sono i giocatori a fare la differenza”
Chiudiamo con un'ultima domanda. Anche se la classifica, come ha detto, non conterà, la Samp che si trova a +4 sul Genoa e gioca in trasferta, potrebbe avere due risultati su tre.?
“Assolutamente no. La Sampdoria ha a disposizione un risultato solo. Ed è vincere!”


