Un falco "rondinato"
Ecco, voi mi direte ‘..ma sono finito sul sito della Lipu?’. No, tranquilli, il sito è quello giusto. Lasciatemi però dire che, se avete pensato questo, mi avete un po’ deluso. Facciamo così, se alla parola ‘falco’ aggiungo ‘di Oregina’, vi viene in mente qualcosa?
Esatto, stiamo parlando di Vicenzo Fiorillo.
Vincenzo, è stato protagonista con la nostra Primavera di momenti a dir poco memorabili. Quanti sampdoriani hanno gioito per la conquista dello scudetto, e della la coppa Italia, per il titolo di miglior portiere dell’europeo Under 19 e del torneo di Viareggio.
Ora, leggendo il titolo, vicino a ‘falco’, leggete la parola ‘rondinato’. Chiaramente, non ho la pretesa di fare il Gianni Brera della situazione, coniando nuovi termini, ci mancherebbe, ma pensando e ripensando, questo, mi sembrava “l’aggetivo” più adatto nel periodo storico attuale.
Questo inconsueto aggettivo, vuole sottolineare come, quello stupendo ‘falco’, negli ultimi periodi, si sia tramutato, spesso ed incolpevolmente, in mite rondine.
Dico incolpevolmente, perchè, Vincenzo, ha ricevuto, su di se, un carico di attese e pressioni che per un ragazzo di appena 19 anni, sono forse, fin troppo probanti.
Ovvio, pensando che, in giro per l’Europa, ci sono talenti i quali, in giovanissima età, già spadroneggiano, può sorgere qualche giustificata perplessità. Ma io, cari fratelli doriani, sono qui per sostenere la mia tesi e cercare di argomentarla.
La personalità è un dono, che, ben deve essere distinto da un altro dono, il talento. Con questo, non voglio assolutamente dire che Vincenzo non abbia personalità ma, quaesta virtù, essendo estremante soggettiva, può variare da soggetto a soggetto. C’è chi ne ottiene la padronanza subito, con estrema scioltezza e chi, impiega più tempo a controllare cotantà virtù.
Dunque, si è passati rapidamenti da sventurate frasi quali ‘..è il nuovo Buffon’, ad altre ingenerose quali ‘..non è poi così buono’. Nel ‘Libro della Giungla’, di Joseph Rudyard Kipling, si legge che, niente, è tanto di malaugurio come fare complimenti ai cuccioli in loro presenza. Quello che si dice ‘il potere della letteratura’.
Sarà, cari Sampdoriani, che sono particolarmete affezionato a Vincenzo, più di qualsiasi altro prodotto del settore giovanile, sarà perchè è l’unico genovese e sampdoriano, dopo Marco Lanna, che può essere un primo attore blucerchiato, sarà perchè, facendo un esercizio di empatia, mi immedesimo in Vincenzo e penso: ‘..sono Sampdoriano, sono di Genova, gioco nella Samp, tutti si aspettano la luna...porca miseria, se sbaglio mi linciano’.
Vi lascio, con uno stralcio di intervista, al grande ‘ragno nero’ Lev Yashin, realizzata da Paolo Andreocci.
“Il portiere che dovevo sostituire era Aleksej Khomich, un grande portiere, che gli inglesi chiamavano “The Tiger”. Io non dovevo essere da meno, se lui era la Tigre io dovevo essere un Leone sul serio! Beh! La partita era appena cominciata, io stavo lì, tra i pali, tutto emozionato, quando il portiere della Torpedo fece un rilancio lungo, molto lungo.
Il pallone volò alto, attraversò tutto il campo, andò a cadere sulla linea della mia area di rigore, rimbalzò... Io mi gettai sul pallone, ma… andai a scontrarmi con un compagno di squadra. Il pallone, beffardo, rotolò in porta: 0-1. Lì per lì pensai d’essermi giocato la carriera. Poi per fortuna i miei compagni segnarono cinque gol e quell’infortunio passò nel dimenticatoio.”
E se è accaduto a lui...


