Manto erboso "Ferraris", le parole dei protagonisti
Dopo le parole di Antonio Armani della FIGC, che ha sottolineato la completa italianità del progetto, la palla della conferenza stampa di presentazione del manto erboso è passata a Elisa Portigliatti, ingegnere di Mapei, che ha curato il fondo del terreno di gioco. “Mapei ha contribuito alla costruzione della “parte nascosta” del terreno di gioco, ossia il sistema di drenaggio – ha specificato -. I campi possono essere bellissimi da vedere, ma se manca questa componente, il campo diventa non agibile in caso di episodi di copiose precipitazioni”.
“La soluzione innovativa di Mapei prevede che ovunque cada la goccia d’acqua, questa viene drenata verticalmente. Questo campo può oggi drenare 360 millimetri d’acqua all’ora. Per dare un’idea: il picco in corrispondenza del derby rinviato il 21 febbraio scorso è stato “soltanto” di 71 millimetri all’ora, per cui con questo prato si sarebbe sicuramente giocato”.
Dal fondo alla superficie, la parola è andata infine a Roberto Nusca di Sofisport S.r.l.. Il manto erboso è l’evoluzione di un prodotto base, che si chiama live, ed è dato dalla convivenza di un manto erboso artificiale con uno tradizionale. Abbiamo messo insieme due tecnologie note.
L’erba naturale di va ad ancorare al filo sintetico, rendendo il campo più resistente. Così come per il cemento armato, che ha il ferro al suo interno, ma è cemento, chi gioca percepirà un campo perfettamente naturale. Tutti i componenti, compreso il fondo, prevengono il rischio di cedimenti e il ristagno d’acqua. Non ci saranno più rimbalzi anomali da un lato del campo piuttosto che dall’altro”.


