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tmw / sampdoria / News Doria
Questione di...stileTUTTOmercatoWEB
© foto di Filippo Gabutti
martedì 23 febbraio 2010, 08:30News Doria
di Alessio Mataluni
per Sampdorianews.net

Questione di...stile

Esercizi di stile è un incredibile libro dello scrittore Raymod Queneau che, in modo alquanto bizzarro e fantasioso, descrive un banale episodio di vita urbana in ben 99 modi diversi, ognuno differente nello stile di narrazione.

Ebbene, nella vita, così come nello sport, lo stile è qualcosa che ti distingue e fa sì che la tua rappresentazione possa risultare credibile o meno agli occhi degli altri. Nel dizionario italiano, tra i tanti significati della parola stile, ce n’è uno che recita: il particolare modo di essere e di comportarsi, di esercitare un’attività sportiva o d’altro genere, nonché sinonimo di distinzione, compostezza, eleganza.

In questo week-end di calcio c’è stata una partita in particolare, Inter-Sampdoria, in cui lo stile di alcuni, se di stile si può parlare, è venuto completamente a mancare. La domanda sorge spontanea: come può una squadra prima in classifica e dallo stapotere sia dal punto di vista del gioco che dal punto di vista economico, mettere in scena un simile teatrino? Spesso nel campionato italiano l’arbitro e la terna arbitrale in generale sono costretti a fare da capro espiatorio a partite brutte e nervose. Così nella partita di sabato sera, un ineccepibile Tagliavento, che ha diretto la gara in modo eccellente, è stato preso di mira prima da Josè Mourinho e poi da tutto lo stadio, solo perché reo di aver applicato alla perfezione il regolamento.

Non c’è forse bisogno di un ambiente tranquillo per mettere l’arbitro nelle condizioni di operare bene? Spiegatelo alla panchina dell’Inter, sempre pronta a scattare in piedi su ogni intervento dubbio. Non sto qui a soffermarmi sull’analisi delle decisioni arbitrali, perché già si sono versati fiumi d’inchiostro per ogni singolo episodio, ma sono disgustato dal trattamento riservato al sig. Paolo Tagliavento che, nonostante abbia dimostrato grande piglio e fermezza nello svolgere il suo lavoro, ha dovuto accettare in silenzio e subire tutte le critiche e le pressioni dell’ambiente intorno a lui.

Io penso che nel calcio, così come in tutti gli altri sport, la squadra più forte, quale è l’Inter da qualche anno a questa parte, debba essere la prima a dare l’esempio di correttezza e di stile, di cui si parlava sopra, a tutte le altre squadre. Invece così non è stato. Sabato sera l’Italia intera ha assistito alle sceneggiate in campo, mentre uno stadio intero si esibiva in una pañolada dal sapore ingiusto e fuori luogo. Tutto questo con l’aggravante che l’Inter è prima in classifica e non ha certo bisogno di questo esasperato vittimismo per vincere tranquillamente il campionato.

Vista quindi la corrida di San Siro, viene da pensare: cosa avrebbero dovuto fare allora i tifosi viola dopo la sconfitta contro il Bayern nella partita più importante della loro stagione? In quel caso, con una Fiorentina che definire penalizzata è dire poco, Cesare Prandelli ha dato una vera lezione di stile a tutto il mondo del calcio reagendo in maniera composta e da gran signore. Forse, nel libro di Queneau, andrebbero aggiunti anche lo stile Mou e lo stile Prandelli…io, personalmente, preferisco il secondo.

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