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tmw / sampdoria / News Doria
Quando la finzione diventa realtàTUTTOmercatoWEB
© foto di Fabio Costantino
mercoledì 24 febbraio 2010, 11:00News Doria
di Mauro Salvador
per Sampdorianews.net

Quando la finzione diventa realtà

La regola principale per l'illusionista è quella di distrarre lo spettatore inducendolo a concentrarsi sui dettagli superflui, tralasciando il trucco, solitamente ben visibile. Lo stesso principio lo applica anche l'astuto trickster, il dio Loki del pantheon norreno.

Si sa, José Mourinho è un gran "comunicatore", nel senso che gioca con le meccaniche giornalistiche, portando scompiglio nelle routine del dialogo fra cronisti e sportivi. Si sa anche che le sue numerose provocazioni nascono da una ferma volontà di tenere lontana l'attenzione e le pressioni mediatiche dai suoi giocatori.

Una tattica di questo tipo ha però un limite, magari oscillante e non ben definito, ma apparso abbastanza evidente sabato sera. L'Inter-Sampdoria meglio arbitrata che io ricordi rischia di smascherare uno dei più grandi maestri dell'illusione delle ultime stagioni sportive.

Gridando continuamente allo scandalo, Mourinho ha indotto una squadra schiacciasassi e un pubblico ormai abituato alle facili vittorie a credere in un complotto tanto invisibile quanto inverosimile. Sabato tutto si è svolto secondo copione: accuse esplicite ai vertici del calcio italiano, piuttosto che agli arbitri, colpevoli di boicottare l'Inter; prepotenza nello sminuire gli sforzi degli avversari affermando, a parole prima che sul campo, una superiorità comunque netta (Milan e Samp avrebbero potuto vincere solo con tre o cinque giocatori in più, secondo l'allenatore nerazzurro); sarcasmo nell'apostrofare gli avversari, simulatori e scorretti, indipendentemente dal risultato; gestualità scomposta ed isterica per esprimere il proprio dissenso.

Stavolta però le cose sono andate oltre la consueta pantomima: fra tutto ciò che è successo, la pañolada è stata il culmine surreale del delirio nerazzurro, un gesto collettivo capace di ridicolizzare un pubblico intero, convinto, dalla mimica e dalla violenza delle proteste in campo, di avere la sacrosanta ragione di contestare in un modo tanto plateale.

La tranquillità ottenuta da Mourinho, in un ambiente difficile come quello nerazzurro, è scomparsa nella tensione di un'unica partita, nemmeno troppo importante. L'eccessiva insistenza ha trascinato tutta una società in una realtà distorta ad hoc dal proprio allenatore. Nella sua recita esagerata, costruita ad arte per ingannare giornalisti ed avversari, il tecnico interista ha finito per ottenere l'effetto contrario e ora la sua credibilità è appesa ad un filo.

In mezzo a questa tempesta mediatica la barchetta blucerchiata ha retto l'urto, con un po' di timidezza. C'è chi parla di punti persi e chi parla di buona prestazione. Ciò che pare evidente è come i giocatori fossero intimoriti, da un arbitro inaspettatamente imparziale e quindi pericolosamente soggetto ad istinti di compensazione, da uno stadio inferocito e da nove avversari col sangue agli occhi, mossi da un furore troglodita, come se Pozzi e compagni avessero saccheggiato il villaggio di Appiano Gentile.

Gli strascichi della trasferta di San Siro sono per la Sampdoria duri ma accettabili; Pazzini e lo stesso Pozzi squalificati, più che altro a causa della loro ingenuità, e la formazione di domenica prossima a Parma sarà a dir poco inedita. L'importante sarà dimenticare subito San Siro, ben consapevoli di non avere nessuna responsabilità per gli eventi di sabato sera, a parte forse quella di aver rovinato l'inganno del Loki nerazzurro, rifiutandosi di stare al suo gioco con una condotta esemplare.

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