Zauri: "Non cerco nessuna rivincita, vado a giocarmi una sfida importantissima"
Domenica prossima arriva a Genova la Lazio e c'è un ex molto speciale che giocherà quella partita. Si tratta di Luciano Zauri, che della Lazio è stato il capitano nel recente passato e del quale i biancocelesti conservano ancora la titolarità dei diritti sportivi, essendo l'esterno abruzzese in prestito alla Sampdoria.
La rivista ufficiale blucerchiata Samp Magazine pubblica un'intervista al jolly difensivo, professionista intelligente e riservato, da molti anni sulla ribalta del calcio che conta: “Ormai gioco ad un certo livello da oltre quattordici anni tra serie A e serie B e credo che i tifosi della Samp mi conoscessero sia dal punto di vista tecnico che da quello caratteriale già ben prima del mio approdo a Genova. Ho faticato un po’ all’inizio. Il mister preferiva affidarsi ad altri interpreti ed io sono rimasto per qualche tempo ai margini. Da gennaio a questa parte le cose sono mutate e adesso ho conquistato un ruolo importante anche sul rettangolo di gioco. Fuori da ogni ipocrisia è scontato dire che questo sia per il sottoscritto un ottimo periodo. Ho anche la fortuna, rispetto magari ad un giovane, di comprendere le scelte del tecnico e a queste adattarmi di conseguenza".
La sconfitta di Parma è già stata metabolizzata da un calciatore esperto come Zauri, ma c'è ancora il tempo per un breve flash back: "Dispiace per come è venuta, non per la sconfitta in sé. In fondo ne venivamo da una serie più che positiva e quello ducale non è certo un campo semplicissimo. Per il resto credo che le polemiche siano inutili. E’ andata, ne prendiamo atto consci che in un campionato possano starci anche domeniche come la scorsa".
Ora arriva la Lazio a Marassi ed è inevitabile che il numero 8 blucerchiato si soffermi ad analizzare, seppure da fuori, il momento delicato di una formazione che avrebbe le carte in regola per lottare per altre posizione di classifica: “Vivono una stagione non facile. Ormai non si può più parlare di un momento. Ma il calcio è questo. L’intelligenza e la forza di un gruppo poi si vedeno proprio in questi frangenti, quando tutto pare girare storto. A bocce ferme sfido chiunque a dire che la Lazio non ha i mezzi per salvarsi senza fatica. Nessuno oserà alzare la mano. Sette anni sono un bel pezzetto di vita, non c’è che dire. Sulle sponde del Tevere ho conosciuto il calcio che conta davvero raggiungendo grandi risultati, vivendo grandissime esperienze, avendo il piacere e l’onore di avere a che fare con personaggi e campioni di altissimo profilo. Tutto questo giustifica il mio legame molto forte con l’ambiente biancoceleste. Sono un calciatore di proprietà del club del presidente Lotito, ma la mia realtà si chiama Sampdoria. Una piazza ed un gruppo nel quale sto vivendo un’esperienza ottimale sotto tutti i punti di vista. I risultati sul campo e le relazioni che ho allacciato qui mi hanno ripagato delle ultime due stagioni vissute non proprio da protagonista”.
Infine, Zauri rivela molto onestamente quali sensazioni gli attraversano la mente, alla vigilia di una gara che, giocoforza, non potrà essere proprio uguale alle altre: “Non cerco nessuna rivincita, a trentadue anni sinceramente non ne sento il bisogno. Sono un professionista ed in quanto tale vado a giocarmi una sfida importantissima per la squadra della quale faccio parte. Paradossalmente però, da ex, dico che per i miei vecchi compagni non sarà certo una partita semplicissima. Non lo è per nessuno quando si scende al “Ferraris” contro di noi”.


