La mia piccola riflessione
Eppure sono un po’ amareggiato. Nonostante la Samp sia in piena zona Europa, a soli due punti dal Palermo, con una partita, la prossima con la Juventus di domenica sera a Marassi, che rappresenta un vero e proprio scontro diretto in chiave quarto posto, non riesco ad essere pienamente soddisfatto. E non per la nostra squadra, per carità. Mister Delneri è riuscito a gestire al meglio il gruppo e ad uscire da una crisi di risultati e di gioco, attraversata dalla squadra tra novembre e gennaio.
I ragazzi ci credono, i tifosi sono dappertutto. E allora cosa manca a questa squadra? Verrebbe da dire proprio niente. Ma nelle ultime tre partite la fortuna non ci ha girato bene. Mettiamola così, sulla fortuna, perché non mi piace pensare a disegni che arrivano dall’alto. Il nostro calcio è figlio di un paese che vive di scandali quotidiani, ma credo che non ci sia la necessità di continue dietrologie. Credo che si debba ragionare, continuare a lavorare sodo e crederci sempre. E i risultati si stanno vedendo, per quel che riguarda la nostra squadra. Però una riflessione, senza alzare i toni, si può, si deve fare.
A Parma è successo l’incredibile. Seguo il calcio da sempre, ho visto migliaia di partite, ma non mi era mai capitato di vedere un arbitro che assegna un calcio di rigore per poi annullare la sua stessa decisione. Poi ricordiamoci che il rigore andava segnato, e che la partita non era finita. Certo, sarebbe stata una buona occasione per noi, però. Ci è girata male. La domenica successiva, in casa contro la Lazio abbiamo vinto, e quindi l’errore del guardalinee sull’occasione del gol Floccari è risultato meno grave. Il fuorigioco c’era, ma non era netto. Poi si è vinto, e quindi nessuno si è arrabbiato fin troppo.
Si torna in Emilia, questa volta a Bologna. Ad essere onesti si potrebbe dire che il pareggio era il risultato più giusto, perché la partita si era mossa su binari di assoluto equilibrio. Eppure questo sport è bello proprio per questo motivo, perché basta un episodio, una distrazione, e perdi la partita. E Gastaldello mi aveva fatto gridare all’impresa, mi aveva fatto sperare all’aggancio al quarto posto, visti poi i risultati delle altre contendenti. L’arbitro ha assegnato cinque minuti di recupero. Mi sono incavolato, lo devo ammettere. Non c’erano proprio quei cinque minuti di recupero.
Peccato che il gol di Raggi, con un fuorigioco attivo di Succi da manuale, sia arrivato qualche minuto prima. Sfortuna. Per la terza volta consecutiva. Certo che ci gira proprio tutto male. Per non parlare degli errori del girone di andata, alcuni dei quali clamorosi. In alcune occasioni sono stati gli altri a recriminare su decisioni a nostro favore. A me piace pensarla così. Mi piace pensare che alla fine gli errori si compensino, e che lo stato di forma dell’arbitro faccia parte del gioco.
Eppure in alcune situazioni si può migliorare, direi. Basterebbe mettere un giudice al di fuori del campo che osservi la partita su un monitor. Basterebbe, come nell’occasione del gol di Raggi di domenica, che l’azione prosegua, e che l’arbitro, in una situazione dubbiosa, ascolti il resoconto del giudice fuori campo, il quale ha avuto l’’opportunità di rivedere l’immagine incriminata. E’ tutto sommato molto semplice. Se nel dubbio il guardalinee non dovrebbe alzare la bandierina, perché non accertarsi della sua decisione attraverso la tecnologia? Stessa cosa per quel che riguarda i gol fantasma.
L’obiettivo finale dello sport del calcio è quello di fare gol, e fin qui ci arriviamo tutti. Possibile quindi che nessuno si ponga il problema di verificare con attenzione se la palla abbia varcato o meno la linea di porta? Ci vuole un attimo, un replay e gli errori (e i dibattiti, le polemiche, eccetera) diminuirebbero. Attenzione, diminuirebbero, non si azzererebbero. Perché l’arbitro fa parte del gioco, ed è giusto che possa sbagliare. E io credo alla buona fede degli arbitri, davvero. Però la tecnologia può dare loro una mano, il gioco si è velocizzato, e le loro responsabilità sono maggiori rispetto ad un tempo.
Un’ultima cosa, che a me fa un po’ arrabbiare. Gli addetti ai lavori dovrebbero essere più onesti e meno faziosi. Quando un errore capita alla loro squadra, tutti (o quasi tutti) a recriminare. C’è addirittura chi recrimina per errori inesistenti (ogni riferimento è puramente casuale…), e ne fa un caso mediatico. Poi capita che nel momento in cui l’errore è a sfavore della squadra avversaria, si faccia finta di niente, oppure lo si interpreti nel modo sbagliato. Se vogliamo veramente migliorare questo calcio, il primo passo è l’onestà. Solo allora potremmo considerarci uomini maturi.
Nonostante tutto, siamo sempre lì, a due punti dal quarto posto. E domenica sera ci sarà da divertirsi, con Cassano che torna in campo e con uno stadio che sarà un'esplosione di colori, i nostri colori. L'occasione è quella da non perdere, e noi dobbiamo esserci. Un abbraccio speciale a Nicola Pozzi che ha lottato per tutto l'inverno, e che deve dire addio a questa stagione. Tornerà, e credo proprio che continuerà a vestire i nostri magici colori.


