Puggioni: "Prima di indossare la maglia, la alzo e mi chiedo ..."
Christian Puggioni, in una lunga intervista filmata rilasciata a Samp TV, ha raccontato la sua vita sportiva e le suggestioni della partenza e poi del suo ritorno a Genova e alla Sampdoria.
Quello di Puggioni è stato definito su Sampdoria.it "Il viaggio di un marinaio ... da Genova a Genova".
Nel filmato il portiere-ultras blucerchiato ha rivisitato i luoghi più significative della città per la sua esperienza.
"Da bambino - rivela Puggioni a Samp TV - mi divertivo già all'asilo dalle suore a giocare a pallone nell'aula del refettorio. Negli anni immediatamente successivi formammo una squadra della Parrocchia, e fu lì che appresi il senso di appartenenza".
"Successivamente - prosegue Christian - un amico di mio padre lo convinse a iscrivermi alla scuola calcio Angelo Baiardo. Quando fu indetto un provino per la Samp non partecipai perché ero in vacanza con i miei, ma nel corso di un'amichevole contro la Sampdoria Rocco Fotia mi volle con lui nei "pulcini" sampdoriani".
Nel descrivere la sua prima esperienza blucerchiata, Puggioni è quasi commosso: "Ho esordito nel campionato esordienti e riuscii a tenere inviolata la rete per tutto il torneo. Ho avuto come allenatori Invernizzi, Re e i preparatori Rosario Di Vincenzo e il grande Piero Battara che mi volle con lui con i portieri della prima squadra. Allenandomi con Ferron e Sereni ho potuto studiare come mettevano le mani e le loro scelte, ripetendole nella mia mente migliaia di volte".
Puggioni narra poi le sue sensazioni di portiere-tifoso: "Giocare nelle giovanili della Samp è per un ragazzino genovese motivo di orgoglio che ti riempie il cuore e la testa, ma quando entri nel tunnel che dà accesso al campo e alla tua sinistra vedi la Gradinata Sud, con i nostri tifosi coi quali pochi giorni prima sei stato lì a cantare per la tua squadra del cuore, è un'emozione indescrivibile".
"Ricordo il mio primo assaggio col nostro stadio, con la Sampdoria di Ventura contro il Napoli: avere la maglia col nome e cambiarti dove si cambiano i giocatori fu una sensazione indimenticabile che ho raccontato centinaia di volte ad amici e famigliari".
E poi affiora l'amore per Genova: "In questi anni mi è mancata tutta Genova, la sua gente, i suoi mugugni, la focaccia, le trofie: mi è mancato vivere a Genova, e questo lo può capire solo chi è nato a Genova, perché noi siamo un po' chiusi, ma tra di noi riusciamo a capirci".
"Credo che nella vita si sia un po' tutti marinai: si parte alla ricerca di un'avventura, di un qualcosa di un significato e attraverso le varie vicende si cresca. Ed è quello che ha rappresentato la mia carriera, dopo anni di scacrifici lontano da casa ho avuto modo di ritornare nella mia città e nella mia squadra del cuore.: un gusto ancora più bello. Sto vivendo un momento molto intenso e carico di significati sia a livello professionale che a livello umano. Ogni volta che scendo in campo con la maglia della Sampdoria è un momento di responsabilità e onore. Tutte le volte che vesto la maglia della Sampdoria, negli spogliatoi vi confido che la alzo e la guardo, e mi chiedo: "Hai meritato di indossarla?", e solo dopo essermi risposto di sì, la metto".


