Palombo: "Quando si soffre, le vittorie sono più belle"
Ormai non servono più presentazioni. L'anima di questa Sampdoria, corsara al "Bentegodi" è lui. Lui, quell'Angelo Palombo, che non solo è approdato nella hall of fame dei giocatori con più presenze nella Sampdoria, ma che, proprio oggi, ha toccato anche i 300 gettoni tra i professionisti. La vittoria di Verona è certamente un ottimo modo per festeggiare questo traguardo raggiunto, e il nostro Angelo lo ha festeggiato come meglio non avrebbe potuto, con una prestazione da incorniciare che gli è valsa la palma di migliore in campo secondo i giornalisti di Sky.
Così, a bordocampo è stato proprio lui l'intervistato dall'emittente satellitare, davanti alle cui telecamere il capitano ha potuto dire la sua su questa bella partita, cominciando proprio dal finale, dai festeggiamenti per la vittoria: «Abbiamo esultato moltissimo a fine gara. È stata una partita sofferta; e quando si soffre, le vittorie sono più belle. Senza dubbio abbiamo ancora molto da migliorare, ad esempio potevamo gestire meglio il vantaggio numerico e, anche oggi, abbiamo preso gol da palla inattiva; ma ora tutto questo passa in secondo piano: ora c'è la felicità per la vittoria ottenuta. Felicità, sì, perché la settimana prossima c'è una partita importantissima. Ed è meglio arrivarci con una vittoria che con una sconfitta».
Ma obiettivi? Dove si può arrivare? Del Neri predica calma, parla di non guardare la classifica, ma il capitano si sbottona un pochino di più. Il pensiero infatti, come è anche giusto che sia, c'è: «A questo punto é normale pensare un pochino alla classifica - ammette Palombo - l'Europa che conta sarebbe un sogno, ma pensiamo giornata dopo giornata. Ora abbiamo il derby che sappiamo sarà una partita durissima e dopo ci sarà il Milan: ci aspettano insomma sei finali».
La prima finale è in programma tra otto giorni. I blucerchiati sono infatti attesi dal derby della Lanterna, ma l'aria di quella sfida, seppur importante, oggi non si è sentita più di tanto al "Bentegodi": «Qualcuno pensava che il derby ci avrebbe distratto dall'affrontare questa gara - ha detto il capitano della Samp - ma chi ha visto la partita di oggi sa che il derby non si è sentito in campo:non ci ha influenzato; ma è normale. Se avessimo giocato a Genova forse l'avremmo sentito di più: lì l'ambiente sarebbe stato più carico. Capita spesso infatti che la gente ci fermi per strada e ci chieda qualcosa; ma venendo qui ci siamo scrollati un po' di dosso il fantasma della partita di domenica prossima».


