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tmw / sampdoria / News Doria
Io non tessero la mia passioneTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 8 aprile 2010, 10:00News Doria
di Cinzia Risaliti
per Sampdorianews.net

Io non tessero la mia passione

E’ capitato a tutti di ritrovarsi a scambiare due chiacchiere con qualcuno che non ha la tua stessa fede calcistica, e, magari negli ultimi giorni, è capitato di parlare del campionato, delle telefonate e di calciopoli, ma, sono sicura, sarà capitato anche di parlare di questa Samp card, entrata ufficialmente nella vita dei tifosi sampdoriani il 22 marzo dell’anno corrente.

I discorsi a riguardo si sprecano, c’è chi non sa cosa fare, chi ha le idee già chiare, chi aspetta di capirci qualcosa in più e chi magari nemmeno sa di cosa sto parlando. Ecco, io mi voglio rivolgere a questi ultimi in particolare.

La Samp card, conosciuta dagli amici come Tessera del tifoso, è la nuova invenzione del ministero dell’interno italiano per togliere la violenza dal mondo del calcio. Tale tessera infatti dà la possibilità di entrare prima allo stadio, senza fare file ai tornelli e avendo quindi una corsia preferenziale, di poter partecipare alle trasferte nel settore ospiti, anche laddove il casms ha imposto restrizioni, dà inoltre modo di accumulare punti e vantaggi vari, nel nostro caso sottoscrivendo anche la tessera “erg più”, per avere prezzi scontati e opportunità uniche al mondo. Insomma, tutte cose che hanno a che fare con la violenza, mi pare, no?

Se sottoscrivi la tessera del tifoso, dichiari alla questura, sì sì, ho detto questura, di essere ufficialmente un tifoso della squadra che vai a vedere, non sei stato soggetto a daspo e intendi concedere i tuoi dati sensibili (quindi oltre a quelli sull’identità, l’indirizzo dell’abitazione, una tua fotografia e via dicendo) proprio alla questura per poi avere il nulla osta per entrare allo stadio. Quindi è come se volessi avere un terzo documento d’identità dopo la carta d’identità e la patente di guida.

Ecco che quindi le correnti di pensiero si dividono : io sono una persona brava, io non ho mai picchiato nessuno, vado allo stadio la domenica e mi diverto. Faccio la tessera del tifoso perché non ho niente da nascondere. Chissà in quanti l’avranno pensato, sono sicura che se si potesse fare un conteggio vecchia maniera, con le mani alzate, ce ne sarebbero veramente tante. Ma c’è anche chi pensa, come me per esempio, che la tessera del tifoso sia l’ennesimo modo per togliere definitivamente i tifosi, sempre definiti Ultras dagli amici, dal mondo del calcio, una mossa per schedarci tutti, per avere ancora più dati a riguardo, come se andare allo stadio fosse un reato gravissimo, e come se andarci senza tessera fosse sinonimo di persona criminale.

Dato che vivo la Sampdoria da lontano, per capirci qualcosa di più su questa tessera del tifoso, mi sono messa a cercare informazioni varie sui siti doriani. Di pensieri ne ho letti tanti, ho visto ciò che hanno detto i gruppi della Sud a riguardo, ho letto in giro nei forum cosa si pensa di fare con questa tessera, però ho notato che in tanti hanno le idee confuse, perchè il bivio che ci troviamo di fronte è questo: fare la tessera quindi poter entrare allo stadio sempre ma vedere una sud un po’ più vuota, oppure non fare la tessera per rispettare la mia dignità e la mia libertà di cittadino italiano innamorato del calcio con la voglia di andare allo stadio quando voglio, vestito come mi piace, senza dover dare ulteriori dati alla società, ma soprattutto, senza dover chiedere il permesso alla questura per andare a tifare per i miei colori preferiti?

Ci sono mille motivi che spingono una persona a fare questa tessera, tra cui anche quelli economici: l'acquisto di biglietti singoli, partita per partita, svuota letteralmente i portafogli dei tifosi, ma ci sono anche quei motivi che magari in tanti comprendiamo, come per esempio la volontà di non voler rinunciare a qualcosa di grande come l'amore per la Sampdoria. Io penso ai ragazzi che muovono i loro primi passi allo stadio di questi tempi, a loro cosa rimane di questo calcio malato?

Io ho la fortuna, dall’alto dei miei 20 anni, di aver vissuto un po’ di calcio “normale”, quello in cui entravi allo stadio col biglietto semplice e non nominale, quando non c’erano tornelli, quando potevi portare striscioni senza chiedere permessi, quando fare una coreografia allo stadio non era sinonimo di richiesta alla questura, ma se penso a ciò che stiamo lasciando a chi è più piccolo di me, mi viene solamente il voltastomaco.

Insomma, i gruppi della sud hanno preso, chi più chi meno, la loro decisione e alla fine anche io, pur con un magone allo stomaco incredibile, pur con tanta tristezza nel cuore, pur con le lacrime agli occhi sono abbastanza convinta: non farò la tessera del tifoso. Dall’anno prossimo il mio abbonamento ( nonostante sia distante da Genova di più di 200 km sono abbonata da due anni) non sarà rinnovato.

Lo potrà usare qualcuno che magari deciderà di fare la tessera del tifoso pensando che sia l’innovazione del secolo, credendo che farsi schedare dalla questura nel 2010 sia una cosa normale, al passo coi tempi. Vedrò la Sampdoria col cannocchiale, metterò piede in uno stadio solo se ci riuscirò, senza tessera del tifoso con me, continuerò ad amare quei colori per tutta la vita, ma no, io non mi faccio schedare da nessuno, specie se devo entrare in un luogo pubblico come lo stadio. Essendo poi distante, sono sicura che avrò molte più difficoltà di chi vive in Liguria perchè basterà una semplice decisione del casms di vendere i biglietti, anche senza tessera del tifoso, solo per i residenti nella regione, che io e tanti altri tifosi forestieri come me, saremo fregati.

Io sono nata libera, sono cresciuta libera, e non voglio farmi ingabbiare nell’unica vera grande passione che ho, quella per i nostri colori magici.

Rispettando, comunque, la decisione di ogni tifoso sampdoriano che faccia o non faccia la tessera del tifoso, auguro a tutti voi un buon derby e una buona continuazione di campionato.

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