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Il Secolo XIX - Riccardo Vialli e quei geni blucerchiati: “Per che squadra tifo? Come mio zio”TUTTOmercatoWEB
Vialli
venerdì 5 gennaio 2024, 09:46Sampdoria
di Marco Lombardi
per Tuttob.com

Il Secolo XIX - Riccardo Vialli e quei geni blucerchiati: “Per che squadra tifo? Come mio zio”

"Riccardo Vialli e quei geni blucerchiati: 'Per che squadra tifo? Come mio zio'”, titola Il Secolo XIX. 

Il nipote del campione: “A me ha trasmesso anche l’amore per la Samp. Luca è importante per molte persone, come calciatore e come uomo”.

 Riccardo Vialli è il primo componente della famiglia di Gianluca a essere arrivato a Genova, da Cremona, in occasione della prima ricorrenza della scomparsa del bomber blucerchiato. Il figlio di Nino, uno dei quattro fratelli maggiori di Gianluca, lo ha fatto nel tardo pomeriggio di ieri, «ho portato ancora un paio di maglie dello zio al Museo Samp Doria, gli organizzatori della mostra al Ferraris. Domani (stamattina) sarò all’inaugurazione poi tornerò a Cremona, abbiamo la Messa di famiglia alle 18.30 al Cristo Re».

Un anno dopo, che percezione avete dell’affetto che si è fortificato attorno alla figura di Gianluca?
«Non è stato un anno semplice, soprattutto per nonna Maria Teresa e nonno Gianfranco. Perdere un figlio penso che sia un dramma terribile da sopportare, che ti stravolge la vita. Noi gli stiamo vicini, cerchiamo di trasmettergli forza come possiamo. E poi sicuramente aiuta quell’affetto che ci viene costantemente manifestato da amici, conoscenti, tifosi, tutti coloro che si sono attivati per promuovere eventi nel nome dello zio. Mi sono mosso molto negli ultimi mesi, ho cercato di essere presente il più possibile e ovunque. E ogni volta che tornavo a Cremona, a casa, passavo dai nonni per raccontare loro come era andata, cosa era successo. Non dico che gli allevi il dolore, ma sono sicuro che gli faccia piacere rendersi conto di quanto Luca fosse apprezzato e amato. Perché anche loro non si sono resi conto nell’immediato di quanto Luca sia stato importante per tante persone, come calciatore, ma anche come uomo» [...]. 

E l’eredità calcistica?

«A me ha trasmesso l’amore per la Samp. La finale con il Barcellona è la partita che gli è rimasta lì, quella che avrebbe voluto rigiocare. Vengo spesso allo stadio, ho tanti amici tifosi, ogni volta mi si avvicina qualcuno per stringermi la mano, raccontarmi un aneddoto. Io sono cresciuto guardando le sue videocassette. Mio zio Maffo era l’unico in famiglia che giocava oltre a Luca. Abbiamo poi un cugino, Giovanni figlio di Marco, simile a lui, forte. Ha giocato anche nella Cremonese. Ma ha dovuto smettere. Era l’unico che forse poteva seguirne le orme. Io ho giocato, ma non avevo le doti calcistiche di Luca... ».

Domenica a Rapallo sarà inaugurata la prima strada intitolata a Gianluca.

«È un misto di gioia e di incredulità. Non mi ero mai accorto di quanto le sue parole e i suoi insegnamenti fossero entrati nei cuori. E questi sono fatti concreti, perché intitolare una via a una persona non lo si fa solo perché è famosa o è stato un grande calciatore. A Cremona gli hanno intitolato il campo della Canottieri Baldesi e i distinti dello stadio Zini. Chi entrerà in quel campo per giocare o in quel settore per tifare, sarà stimolato a ripensare o a conoscere gli insegnamenti dello zio. Penso che lui ne sarebbe orgoglioso. Lui ha sempre voluto dare il buon esempio, pur con i suoi difetti penso che abbia dato tanto».

Il suo ricordo del 5 gennaio 2023?

«Personali... Su insistenza dei miei sono rientrato a Cremona. Appena arrivato a casa ho saputo la notizia. So che non avrei potuto fare niente, però mi manca non esserci stato. Lo zio se n’è andato tra le 22 e le 22.30 ora inglese» [...].

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