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Adama Traore, il Flash culturista: dall'esordio nella Masia all'esplosione a Wolverhampton

Adama Traore, il Flash culturista: dall'esordio nella Masia all'esplosione a WolverhamptonTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Luca Bargellini
giovedì 09 luglio 2020 18:30Serie A
di Michele Pavese

L'Hospitalet de Llobregat è il secondo comune più importante della Catalogna. Situata a sud di Barcellona, è una delle città con la maggiore densità abitativa d'Europa. Il quartiere La Florida è quello in assoluto con la densità più alta ed è qui che ha vissuto nei primi anni Adama Traoré, la freccia del Wolverhampton che piace a mezza Europa.

Los Bloques de la Florida sono un un posto oggi molto più sicuro di quello che erano venti anni fa. Lo stesso Traoré ha raccontato, in un'intervista a Sport, di essere stato più volte "tentato" dalle gang locali. Molti suoi amici hanno cominciato a frequentare cattive compagnie, ma il piccolo Adama, insieme al fratello Mohamed, aveva solo un obiettivo: giocare a calcio e diventare un professionista. Un sogno coltivato dall'età di otto anni, quando il Barcellona lo chiamò per un provino. Una sorta di test d'ingresso per entrare nella Masia, che Traoré superò a pieni voti. Del resto, il club blaugrana era nel suo destino: il 25 gennaio 1996 era nato in un ospedale vicino al Camp Nou.

Il Barça e la tentazione NFL - I primi passi nel calcio dei grandi li muove nella stagione 2013/14. Il Barça lo fa giocare con la seconda squadra e gli dà la possibilità di disputare la Youth League, che vincerà battendo in finale il Benfica. A novembre arriva anche l'esordio in Liga e Champions League. Esterno offensivo veloce, gran dribbling ma ancora troppo grezzo, decisamente non pronto per il grande salto. Qualcuno gli consiglia pure di cambiare sport, dopo il corteggiamento - rispedito ai mittenti - di alcuni club della NFL. Nella stagione successiva (quella del Triplete) Luis Enrique lo schiera solo in due partite di Copa del Rey. È il segnale: Traoré capisce che non c'è spazio per lui e accetta di trasferirsi in Inghilterra.

Esplosione improvvisa - Nel frattempo, il suo fisico si sta evolvendo. Il perché lo ha spiegato a fine febbraio: "Da bambino ero molto veloce, ma soffrivo molto quando mi fermavo: avevo pubalgia, tendinite e dovevo lavorare in modo che i miei muscoli potessero sostenere il mio modo di giocare. Ho iniziato a lavorare in modo specifico, in palestra. Un lavoro diverso da quello dei miei compagni. Non faccio pesi, anche se so che la gente non mi crede". In effetti si fa un po' di fatica, osservando le foto: più che un calciatore, Traoré sembra un culturista: "questione di genetica", ma anche frutto degli esercizi a corpo libero, passando da un macchinario all'altro. Un corpo che sembra davvero troppo grosso per i suoi 178 centimetri.

La freccia del Wolverhampton - Non gli impedisce, però, di svolgere bene il proprio lavoro, anche se i primi anni in Premier non sono indimenticabili: due retrocessioni consecutive, con Aston Villa e Middlesbrough, prima della chiamata del Wolverhampton e dell'incontro con Nuno Espirito Santo, con cui il maliano (la nazionalità dei suoi genitori) si esalta. L'esplosività lo rende devastante in campo aperto ma anche agile negli spazi stretti. Un difetto? Non attacca mai la profondità e preferisce ricevere il pallone tra i piedi, cercando ossessivamente l'uno contro uno. Da arma devastante a partita in corso, diventa titolare inamovibile e incubo per quasi tutte le difese inglesi. Ne sa qualcosa il Manchester City di Guardiola, che lo ha visto crescere e che quest'anno è stato punito per ben tre volte in due partite. All'Etihad realizza una doppietta che sa di consacrazione: due gol identici, in progressione, seminando il malcapitato Fernandinho e battendo con freddezza il portiere.

Uomo mercato - Quarantasette partite, sei reti e ben dodici assist. Numeri da giocatore ormai maturo, che hanno attirato le attenzioni delle big d'Europa. Il Barcellona lo studia, anche se lui ha confessato di non essersi lasciato nel migliore dei modi con i catalani e di non avere problemi, eventualmente, a trasferirsi al Real Madrid. Klopp lo segue da tempo, piace anche alla Juventus. In estate sarà difficile strapparlo ai Wolves, che lo valutano circa 90 milioni di euro, un prezzo fuori mercato soprattutto per i tempi che corrono. La certezza però è una: Adama Flash Traoré è finalmente diventato grande.

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