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Il Presidente Cosentino a TLP: "Il Catanzaro tornerà a volare"TUTTOmercatoWEB
© foto di Anto.Abbate/TuttoLegaPro.com
giovedì 5 gennaio 2012, 21:00Interviste ESCLUSIVE
di Daniele Mosconi
per Tuttoc.com

Il Presidente Cosentino a TLP: "Il Catanzaro tornerà a volare"

Il suo imperativo è uno solo: "Fare del Catanzaro la perla della Calabria. Per troppi anni questa città ha subìto, ora è il momento che ritorni a fiorire come merita". Parole e musica di Giuseppe Cosentino presidente del Catanzaro, il quale, in questa intervista esclusiva, ci ha raccontanto questi primi mesi alla guida delle aquile giallorosse. Ha preso una società ormai mezza morta. Con passione e tanto amore sta cercando, in questi pochi mesi che si trova al vertice, di ridare lustro ad una città conosciuta per le gesta di un certo Massimo Palanca. Da queste parti, il baffo di Camerino (dove attualmente vive) lo conoscono anche i bambini che non l'hanno mai visto. Si inizia a giocare a calcio pensando ad essere un nuovo Palanca.

Giuseppe Cosentino è uomo tutto d'un pezzo. La sua voce ha la tipica flemma calabrese. Ha un solo obiettivo: far rinascere il Catanzaro. Altro non gli interessa. Nella nostra chiacchierata, il nuovo presidente giallorosso mostra l'entusiasmo di un bambino a cui hanno regalato un giocattolo che aspettava da tempo. Ha voglia di fare le cose in grande.

Dal fallimento alla lotta per il vertice

Il presidente ha voglia di dirci tutto, l'entusiasmo lo coglie fin dal primo momento in cui inizia a parlare. Parte deciso e consapevole di essere all'inizio di un lungo percorso: "Questa estate fino a metà Agosto non sapevamo neanche dove avremmo giocato. Quando ci diedero l'ufficialità che ci potevamo iscrivere in 2^ Divisione, facemmo tutto in fretta e furia. Il mio timore era di non riuscire a costruire una rosa all'altezza della situazione. Invece con il senno di poi, possiamo dire di aver costruito una gran bella squadra. Il tecnico è una persona splendida, sono attorniato da persone stupende nello staff societario".

Ci parla di quando: "Ho dovuto pagare qualcosa come 75 mila euro per dei giocatori della scorsa stagione altrimenti la Lega Pro ci avrebbe dato dei punti di penalità. Ma l'ho fatto volentieri proprio perchè voglio ridare al Catanzaro quella fama che si era conquistato sul campo quando giocava in A".

Presidente, ci racconti un po com'è ora la situazione a Catanzaro, ma soprattutto com'era quando è arrivato.

"Non me lo faccia ricordare. Era deprimente -lo scriva- vedere una città come Catanzaro, offesa nel suo cuore. Perchè qui il Catanzaro è vissuto come un fatto personale. Le persone amano il Catanzaro, non fanno soltanto il tifo. Quando sono arrivato ed abbiamo fatto la prima conferenza stampa ci siamo imposti due piani, in base alla categoria che avremmo fatto. Non appena sapemmo che avremmo giocato ancora tra i professionisti, subito ci siamo messi all'opera. Il nostro Ds Angelo Sorace -persona stupenda che conosco da venti anni, di cui ho una fiducia illimitata- ha costruito una rosa all'altezza della situazione".

Il suo entusiasmo è contagioso presidente. Non ha paura di scottarsi?

"No, per niente. Guardi, io non sono di Catanzaro, ma ai catanzaresi una cosa ho chiesto quando sono arrivato qui: fatemi capire cos'è per voi il Catanzaro".

Come le è sembrata la risposta della città?

"Stupenda! Come meglio non potevamo chiedere. Se a Luglio c'era un ambiente scosso dalle vicende societarie, adesso c'è un clima febbrile che ti mette voglia di fare, fare sempre. Noi persone del sud abbiamo questo pregio: di essere calorose fino all'eccesso. I tifosi ci sono vicini, ci fanno sentire il loro affetto, però...".

Però?

"Manca il supporto delle istituzioni, della classe imprenditoriale. Il sindaco ci aveva promesso un aiuto di 500 mila euro, però al momento ne abbiamo visti soltanto 350 mila. C'è il problema che ora lui è dimissionario. Noi come società stiamo facendo sforzi enormi, però non posso fare tutto da solo. La gente di Catanzaro -come detto- è splendida, però a parte molte parole, finora di fatti davvero ben pochi. Non voglio tirarmi indietro, chiedo soltanto un appoggio della classe imprenditoriale e delle istituzioni".

Il presidente ci spiega le sue preoccupazioni, ma trova anche un alibi a questa sorta di scetticismo che attanaglia la sua avventura: "Le vicende del passato hanno portato molti imprenditori ad allontanarsi dal Catanzaro. Quello che abbiamo iniziato è un percorso che dovrà portarci molto lontano. Io voglio fare le cose in grande. Man mano che arriveranno i risultati, voglio sperare che anche la classe imprenditoriale faccia di più e si avvicini a noi. Finora questo non è accaduto".

Calciomercato

Gli chiediamo un parere su questo girone d'andata del campionato. La sua voce diventa ancora più squillante: "Siamo molto soddisfatti. Se mi avessero detto che tre mesi dopo aver costruito la squadra come l'abbiamo costruita noi, ci saremmo trovati a lottare per il vertice, lo avrei preso per matto. Stiamo lavorando giorno e notte per ridare al Catanzaro quell'importanza che merita". Capisce dove vogliamo andare a finire e ci anticipa: "Volete sapere di mercato vero?".

Se ci vuol dare qualche scoop, noi siamo ben contenti.

"Ci stiamo muovendo per dare a Cozza una squadra competitiva, che guardi anche al futuro".

Quindi lei conferma le parole del presidente del Gavorrano riguardo Fioretti?

"Certamente. In una riunione di Lega, io avvicinai il presidente del Gavorrano e gli dissi: se doveste decidere di cedere Fioretti, fatemelo sapere perchè noi saremmo interessati".

Presidente, vista la sua disponibilità, ci conferma anche contatti con Balistreri?

"Si, però sono situazioni delicate -lei converrà con me- quindi vediamo. Stiamo trattando".

State puntando su giocatori di ottima levatura: Giampà e Quadri sono un esempio evidente delle vostre ambizioni.

"Cerchiamo di costruire il Catanzaro del futuro. Come le dicevo prima, il nostro obiettivo è la promozione. Siamo lì e non abbiamo voglia di mollare la presa. Purtroppo partendo in ritardo, abbiamo dovuto concludere delle operazioni congeniali per questa stagione -vedi Esposito in prestito dal Novara e Masini in prestito dall'Ascoli- ma per il futuro non sono confacenti con il nostro progetto. Per questo stiamo puntando su elementi utili, non solo per essere promossi, ma soprattutto per gettare già le prime basi per la nuova stagione".

Parlando del calciomercato e del campionato, il discorso si sposta ad un certo punto su un tema a lui caro: costruire una cittadella dello sport: "Si, l'obiettivo è quello, però voglio prima consolidarmi in città, far rinascere la fiducia intorno a noi ed al Catanzaro in primis. La cittadella è un'idea innovativa, ma si farà più in là. Adesso pensiamo a salire il prima possibile in 1^ Divisione perchè questa città non merita di essere umiliata ulteriormente. Noi oltre a ridare lustro alla città di Catanzaro, vogliamo farla diventare un'altra perla del sud, sullo stesso piano del Napoli. Abbiamo una tifoseria meravigliosa". C'è un attimo di silenzio, noi ci preoccupiamo. Lui riprende: "posso confessarle una cosa?".

Prego presidente

"Io quando sono allo stadio ho i brividi. Vedere il "Ceravolo" vuoto lo scorso anno era un dolore lancinante. La città la domenica si stringe intorno a questi ragazzi. Non sa che piacere mi da rivedere la gente orgogliosa di indossare ancora la sciarpa del Catanzaro al collo. Davanti a questo entusiasmo io risponderò sempre presente".

Guffanti

Al presidente chiediamo se conosce il nostro portale. Ci riempie di complimenti per l'accuratezza delle notizie. Gli parliamo della proposta di Riccardo Guffanti, nostro editorialista di punta: "Sono molto d'accordo con la proposta del signor Guffanti. La Calabria è una terra che ha dato i natali a tantissimi campioni del passato. Ricordo Massimo Mauro che ha giocato nella Juventus, Pancaro che ha giocato nel Milan e nella Lazio, oppure lo stesso Gattuso. Noi come detto abbiamo in mente qualcosa di molto ambizioso. Stiamo cercando di portare avanti questo progetto, fungendo da traino per dare ai giovani un futuro migliore".

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