Mantova, Bellodi a TLP: "Porterò sempre la curva Te nel cuore"
Nel Mantova lui era la saracinesca. Per ben 333 volte ha difeso la porta virgiliana, entrando nella storia della gloriosa società biancorossa. Lui è Mirko Bellodi. Abbiamo deciso di intervistarlo in esclusiva per TuttoLegaPro.com.
Il portierone ha deciso, di comune accordo con la società, di appendere i guanti al chiodo. E' sempre un momento particolare per un calciatore quando si decide di smettere. Ti vengono a mancare tante cose, tanti riti fatti mille volte, ripetuti ormai a memoria. Mirko con noi è molto disponibile. Con lui si parla di tutto, la sua cadenza trasmette sicurezza. Proprio come dovrebbe sempre fare un portiere quando da piccolo decide che la sua vita sarà quella di impedire agli altri di far gol. Una vita in controtendenza, come tutti quelli che fanno il suo ruolo. Non dare gioia al proprio pubblico nei novanta minuti, però con un intervento regalare una gioia a fine partita. Il rapporto tra lui e la tifoseria era meraviglioso. Lui lo ribadisce più di una volta nel corso di questa intervista.
Curiosando su internet, sui vari forum dedicati al Mantova, abbiamo letto di molti tifosi che sono delusi dalla scelta della società. Molti sostengono sia stato un errore.
"Dispiaciuti più che altro. Li capisco bene. In queste ore continuano ad arrivarmi attestati di stima da parte della tifoseria. Sono cose molto belle, perchè ti fanno capire che tu per questa maglia hai dato tanto e loro te lo riconoscono con l'affetto. Sono ricordi che non potrò mai dimenticare".
Cosa si prova a stare dall'altra parte?
"Mah! E' una sensazione strana. Ho cominciato Martedì. Adesso con il passare dei giorni mi ci abituerò. Quando si fa una scelta del genere c'è sempre un po di disagio, ma credo sia normale".
21 Aprile 2001. Ti dice qualcosa questa data?
"E come no! Feci gol contro il Fiorenzuola. Vincemmo 3-0, ma non ricordo se era il gol del 2-0 o della sicurezza".
Te lo diciamo noi: era il gol del 2-0
"Sono passati tanti anni, ma il ricordo rimane indelebile. Mamma mia, se ci ripenso! Lì per lì neanche mi resi conto di quello che avevo fatto. Vidi solo i miei compagni che mi abbracciavano, la curva Te che esplose. Un momento come quello, quando ci ripenso, mi fa venire i brividi ancora oggi. Feci gol ad un portiere con cui ho anche giocato insieme: Gianluca Pegolo".
Sei nella storia non solo del Mantova, ma anche del calcio. Negli ultimi 20 anni solo Rampulla e Taibi fecero gol.
"Bella soddisfazione. Solo che loro l'hanno fatto in A, mentre io ero in C2. La cosa che più mi è rimasta dentro è il boato della curva. Un ricordo meraviglioso dentro di me".
Ripensando alla tua carriera, hai vissuto di tutto con il Mantova. Un saliscendi senza fiato. Dalla C2 alla B in tre anni. Poi come in tutte le storie: la fine traumatica.
"Non rinnego nulla, neanche i momenti più brutti. Ricordo benissimo che in tre anni abbiamo vinto tre campionati. Eravamo un gruppo solido. Certe cose non avvengono se non hai dietro le spalle una squadra compatta. Ricordo anche gli anni della B. Splendidi ricordi".
Mantova-Juventus 1-0 gol di Bernacci. Fu la prima sconfitta per la Juventus in serie B
"Io non giocavo, in porta c'era Brivio. Non immagini quanto ci sono rimasto male. Certe occasioni capitano una sola volta nella vita. Quell'anno facemmo un campionato strepitoso. C'erano con noi in B anche il Napoli e il Genoa. Con tutte e tre vincemmo al "Martelli" per 1-0. Contro i partenopei Caridi, contro il Genoa segnò Tarana. Questi fece un gol assurdo partendo da centrocampo, scartando quasi mezza squadra. Sembra di rivederle quelle partite, le ricordo a memoria".
Una carriera giocata quasi tutta nel Mantova. Quale ricordo conservi con maggiore piacere?
"La finale play off che ci porto in B. Contro il Pavia. All'andata vincemmo 3-1. Al ritorno vincemmo 4-0. Dopo dieci minuti eravamo già sul 4-0. Una cosa incredibile solo a pensarla".
Mirko, cambiando argomento, molti nel mondo del calcio dicono: il calcio deve ripensarsi, soprattutto alla luce dei fatti che stanno venendo fuori in questi giorni. Tu cosa proponi per cambiare le cose?
"E' un vero schifo quello che sta venendo fuori. Sono sconvolto perchè non è bello quello che sta accadendo. Difficile dare ricette, perchè il calcio ha gli anticorpi per poter sconfiggere questa piaga, bisogna soltanto punire severamente chi fa queste cose. Ci pensavo l'altro giorno. Con queste intercettazioni come ben sa, è uscito fuori il nome di Gervasoni. Stanno venendo fuori storie riguardanti quando giocava con noi. Ti rimane l'amaro in bocca perchè tu dai l'anima, sputi sangue ogni domenica, poi vieni a sapere che questo si vendeva le partite. Noi siamo retrocessi quell'anno per tre punti. Magari se qualche partita si giocava in maniera leale, a quest'ora il Mantova non sarebbe finito in D con tutti i guasti che ha comportato una cosa simile".
Parliamo del futuro del calcio: i giovani. Avrai letto la proposta di Guffanti. Cosa ne pensi?
"Io sono molto d'accordo con il Direttore. I giovani sono il futuro del calcio, però non sono d'accordo con il fatto di farli giocare obbligatoriamente. Questo l'ho detto anche in una riunione dell'Aic. Io credo che sia giusto far giocare i giovani del settore giovanile di una società, perchè gli si insegnano anche valori molto importanti, ormai quasi dimenticati".
Per concludere: cosa ti senti di dire ai tifosi del Mantova?
"Io sono di Suzzara, a pochi chilometri da qui. Ho vissuto momenti indimenticabili della mia carriera con questa maglia, ed è per questo che per me è un onore lavorare ancora con questa società. Ho ricevuto tantissimi attestati di stima da parte dei tifosi in questi anni. Mi hanno sempre voluto bene. Ricordo una cosa in particolare, il coro che mi faceva la Curva Te: salta con noi Mirko Bellodi. Mi si accappona la pelle al solo pensarci. Nulla li potrà mai cancellare".


