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Carpi, Notaristefano a TLP: "Continueremo a stupire ..."TUTTOmercatoWEB
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
mercoledì 11 gennaio 2012, 23:00Interviste ESCLUSIVE
di Daniele Mosconi
per Tuttoc.com

Carpi, Notaristefano a TLP: "Continueremo a stupire ..."

La vittoria contro la Tritium ha legittimato il Carpi come grande del campionato. Vincere sul campo di un'altra matricola terribile è sempre un ottimo segno. Abbiamo voluto sentire uno degli artefici di questo Carpi che vola, il tecnico Egidio Notaristefano, in questa intervista esclusiva per noi di TuttoLegaPro.com.

Salve Mister, se li aspettava questi risultati così sorprendenti in questa prima gara del nuovo anno?

"Le dirò: mi aspettavo anche dei risultati più sorprendenti. Certo, guardando la classifica alcuni sono davvero imprevisti. Però molti sono rimasti sorpresi dalla vittoria della Spal a Pisa, dimenticando come il gruppo spallino sia in netta ripresa. Sorprende la vittoria del Foligno contro l'Avellino. Certe partite, sulla carta semplici, non lo sono nei fatti. Forse la vittoria del Foggia, in 9 a Benevento, mi ha lasciato un po di stupore. Il Foggia è squadra strana, non sai mai cosa ti può capitare".

Parliamo di voi. State disputando un grande campionato. Lei è arrivato in corsa, subentrando a Maddaloni. Che eredità ha trovato?

"Il precedente mister mi ha lasciato un gruppo sano. Sono molto soddisfatto del lavoro da lui fatto. Io di mio ci ho messo poco, perchè le basi erano solide. Ho cercato di trasmettere alla squadra tranquillità".

Dal suo arrivo il Carpi ha fatto 22 punti in 12 partite. Non male.

"Teoricamente si, perchè abbiamo fatto bene, con la classifica che ci premia. Rimane il rammarico per aver perso dei punti per strada, vedi la partita contro il Foligno, oppure il beffardo pareggio contro il Pisa con gol subito nei minuti di recupero. Questi punti persi, dovremo essere bravi a cercarli da qualche altra parte. Soddisfatti si complessivamente, però non bisogna mai abbassare la tensione, proprio perchè c'è sempre da migliorarsi. Senza dimenticare gli imprevisti, sempre dietro l'angolo".

Lei è stato uno dei giocatori più deliziosi che gli anni '80 ci hanno regalato. Chi ha superato i trenta, ricorderà di quando la cercava la Juventus. Come mai lei non è mai approdato in una grande squadra?

"Ci sono treni che vanno presi subito. Io subii degli infortuni gravi, questo mi impedì di fare una carriera diversa. Non mi posso lamentare per quello che ho fatto".

Nel Carpi, lei vede qualche giovane che possa ricalcare le sue orme, divenendo un nuovo Notaristefano?

"E' sempre difficile fare previsioni su un giovane. Non me la sento di dire chi possa essere, perchè poi si rischia di fargli più male che bene. Sarà il tempo a dire chi possa essere un futuro Notaristefano".

Concludendo: lei all'apice della sua carriera ha vissuto il Milan degli olandesi, passando per l'Ajax, finendo per questo Barcellona stratosferico.  Com'è cambiato il calcio in questi ultimi 20 anni?

"E' cambiato moltissimo, specie nella concezione basilare. Il calcio conserva sempre un valore sportivo e sociale enorme. Parlando della realtà dove opero, la Lega Pro, noto soltanto otto squadre non penalizzate. E' un numero talmente esiguo, che spiega appieno dove è andato a finire il calcio oggi. Un tempo si investiva di più sui settori giovanili, mentre adesso vogliamo tutto e subito. Il grosso difetto di questo paese è la mancanza di programmazione. Una società di calcio non ha voglia di attendere - i tifosi, i media, non ti danno tregua - ed è per questo che molti paesi europei, Francia e Germania su tutti, ci hanno scavalcato. Noi non siamo capaci di fare autocritica, pensiamo sempre di essere i migliori, senza pensare magari che qualcun'altro ha fatto qualcosa meglio di noi. Questa supponenza porta a questi risultati. Lei pensi: quante società di serie A hanno un vivaio fiorente? Poche e sono sempre le stesse. Questo significa che c'è poca voglia di investire sul futuro. Non si investe negli osservatori, chiudendo le porte a ciò che maggiormente va tutelato: i vivai. Si va all'estero, si prendono i giovani africani o stranieri in generale, li si mette nei vivai ed in questo modo un giovane italiano difficilmente potrà dimostrare il proprio reale valore. Con questo non voglio dire che non si debba cercare qualche talento all'estero, però noi siamo il paese dove accade sempre tutto per eccesso. O non si prende nessuno dai paesi esteri, oppure ci limitiamo a prendere solo quelli, dimenticando i nostri ragazzi. In Lega Pro molte società puntano sui giovani a luglio, salvo ripensarci a gennaio, quando i risultati non arrivano. Rischiando di rovinare le carriere di ragazzi a cui non viene dato il giusto tempo di crescere. Ai miei tempi, ricordo che il vivaio del Como non era solo un luogo dove far crescere i giovani calciatori, ma era un luogo dove crescevi come uomo. Io faccio sempre l'esempio del Barcellona o dello stesso Ajax. I ragazzi vengono presi fin dalle elementari, cresciuti man mano, dando loro oltre che le basi per giocare a calcio, la formazione per diventare uomini un domani. Messi, viene dalla cantera del Barcellona, però è rimasto umile, senza mai esaltarsi. In questo modo, mi spiace dirlo, si uccide il futuro dei ragazzi".

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