1^ Divisione, il Como regala altri punti: per Caturano esordio con gol
Anni ventuno, napoletano, professione attaccante, esperienze significative a Viareggio, Ravenna e Nocera Inferiore. E' la carta d'identità del man of the match di questa partita tra Como e Foligno, scontro dal tabellino ricco ma dai contenuti tecnici e tattici complessivamente deludenti. Così a far festa è solo il nuovo arrivato in casa umbra - Salvatore Caturano - che bagna l'esordio con un gol decisivo, mentre le due squadre in campo devono registrare numerose lacune e diversi passaggi a vuoto. Ma se in casa perugina almeno il cuore batte e dimostra segni di rinnovata vitalità per una salvezza difficile ma non impossibile, sulle rive del Lario l'atmosfera è mesta e l'impressione generale è quella di sempre: un altro campionato che si trascina senza entusiasmi verso l'obiettivo del mantenimento della categoria. Troppo poco per una rosa di buon livello che prometteva sviluppi più interessanti.
Eppure lo schieramento iniziale di Ramella non è stato certo ideato per strappare lo 0-0: Tavares viene affiancato sulle fasce da Ciotola e Toledo, e nel corso della gara i tre hanno fatto vedere anche buone cose, soprattutto il portoghese e il sannita, a dimostrazione che l'attacco è tutto sommato il reparto meno colpevole di questo repentino rannuvolamento comasco. Pagliari è impegnato nel difficile obiettivo dei due risultati utili consecutivi e lancia dunque Caturano a fianco di Guidone, tornato al gol nella prima di ritorno contro l'Avellino.
Taccuino che si riempie subito di appunti nei primi minuti: al 6' una marcatura tutt'altro che stretta di Ghidotti (molto deficitaria la prova dell'ex Pergo) spalanca le porte a Papa che grazia clamorosamente Giambruno, mentre all'11' sono i locali a recriminare per un palo di Lewandowski che porta a tre la serie dei legni lariani nelle ultime tre partite. Il tempo dei rimpianti dura un giro di lancette, perchè è immediato il tap-in vincente di Tavares sul suggerimento dell'attivissimo Ciotola. I primi venti minuti sono di marca comasca, e il timbro a questa superiorità lo appone al 17' Toledo (rimarrà in riva al lago o volerà verso altri lidi? Lo sapremo probabilmente nelle ultime battute di mercato, oggi intanto ha offerto una buona prima frazione) bravo a cogliere al volo un passaggio (sempre) dalla destra di Lewandoski. Il doppio vantaggio del Como rilassa troppo Ardito e compagni che si dimostrano ancora una volta più abili nel costruire un risultato vincente, meno di mantenere le posizioni conquistate. Così è meritato il gol del Foligno che al 33' accorcia con Coresi: a sbagliare questa volta è Diniz (oggi i difensori lariani hanno sbagliato marcature e appoggi contro un attacco -quello umbro- non trascendentale), colpevole di non stoppare Guidone il cui cross viene mancato da Caturano ma non dal capitano che accorre sul secondo palo e brucia Giambruno.
"Cercasi società...seria!". La lingua batte dove il dente duole, e il molare infiammato è -da tempo- lo stesso: la telenovela sul passaggio di proprietà del Como Calcio ha giustamente stancato ciò che rimane della curva lariana e questa clima di incertezza non può non influire sulle prestazioni della squadra comasca, che si dibatte da troppo tempo tra annunci, smentite, summit presso studi notarili e stipendi saldati regolarmente all'ultimo momento. Così nel quadro generale a tinte sempre più fosche il Foligno guadagna ulteriormente terreno, conducendo il pallino del gioco (tutt'altro che di livello) per lunghi tratti della seconda frazione. Ognuno si segnala agli occhi dei 1002 spettatori come può: è il caso per esempio di Tattini, che si fa ammonire ancora prima di entrare in campo, tradito dalla maledetta fretta di sostituire il compagno Rizzo. L'uscita di Ciotola (ormai abbonato alla sostituzione: ma si sa come l'ex Pisa dia sempre il massimo in campo ed è per questo che piace ai tifosi) toglie ulteriore luce al Como che all'82' butta via altri due punti con il pareggio di Caturano che raccoglie una palla vagante dopo due interventi consecutivi di Giambruno e da pochi passi insacca sotto la "Curva Meroni".
"Puniti dagli episodi" è il mantra che domina nella sala stampa lariana. Una lettura vera solo in parte (il Como è obiettivamente anche sfortunato con pali che avrebbero potuto essere gol), perchè la retroguardia lariana è ormai una delle più perforate del girone -27 reti al passivo, esattamente come gli umbri che però sono penultimi in classifica- e certo fa riflettere come questo problema pregiudichi delle potenzialità offensive di indubbio valore. Fra sette giorni il Sorrento: in caso di sconfitta i comaschi vedranno dalla banchina il treno play-off allontanarsi considerevolmente. Per il Foligno un punto che fa più che morale, anche in relazione ad un Pavia che appare più in difficoltà e che da stasera scivola all'ultimo posto in classifica.
COMO-FOLIGNO 2-2
COMO (4-3-3): Giambruno; Ghidotti, Diniz, Urbano, Som; Ardito, Salvi, Lewandowski; Ciotola (dal 74' Lulli), Toledo (dal 86' Ripa), Tavares. A disp.: Twardzik, Zullo, Vicente, Doumbia, Bardelloni. All.: Ramella.
FOLIGNO (4-4-2): Zandrini; Stoppini, Galluppo, Cotroneo, Tuia (dal 21' Petti); Padoin (dal 80' Menchinella), Rizzo (dal 72' Tattini), Papa, Coresi; Guidone, Caturano. A disp.: Mazzoni, Costantini, Cardarelli, Brunori Sandri. All.: Pagliari.
ARBITRO: Sig. Abisso di Palermo coadiuvato dai Sigg. Balzano e Villa
MARCATORI: 13' Tavares (C), 17' Toledo (C), 33' Coresi (F), 82' Caturano (F)
NOTE: pomeriggio freddo e soleggiato, terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Ardito (C), Ghidotti (C), Galuppo (F), Tattini (F), Guidone (F). Angoli 3-3. Recupero: 2'-3'. Spettatori: 1002 per un incasso di 8357 €.


