UN ANGELO DI NOME PIERMARIO. DOVEROSO FERMARSI, MA MANCINI? TARANTO CHI TI SALVA? SPEZIA, VOLPI PIGLIATUTTO. INIZIATO IL VALZER DEI DIESSE...
Il pomeriggio di sabato 14 aprile 2012 incarna uno dei momenti più difficili per chi scrive e racconta quotidianamente lo sport. Dinanzi a tragedie come l'arresto cardiocircolatorio che ha comportato la morte di un ragazzo di ventisei anni, PierMario Morosini, non esistono gol e polemiche, esoneri ed indiscrezioni di mercato. Una vita costellata dalle tragedie quella dal centrocampista del Livorno che aveva perduto, tragicamente, i genitori da ragazzino. Eppure con fierezza non si era mai piegato alle avversità della vita, continuando ad inseguire il suo sogno con un pallone fra i piedi.
Ho appresso la notizia fuori dagli spogliatoi del Bentegodi, dove mi ero recato per assistere al match fra Verona e Bari, dalla voce sconvolta del diesse dell'Hellas Mauro Gibellini. Sono rimasto paralizzato così come i giocatori delle due squadre dinanzi a questa terribile fatalità della vita. Ciò che lascia perplessi e che ho scoperto, rimanendone agghiacciato, è la mancanza di defibrillatori a bordo campo. Com'è possibile che in una società ultraevoluta tecnologicamente come la nostra sia ancora così arretrata quando in ballo c'è la cosa più importante come la salute?
Ormai ogni parola in merito rischia di essere di troppo e inutile e non intendiamo scivolare nella retorica. Doveroso il blocco dei campionati di fronte a episodi simili. Una decisione ineccepibile quella presa dai vertici federali, anche se personalmente ritengo sarebbe dovuta accadere la medesima cosa qualche settimana fa anche in occasione della morte di Francesco Mancini, per il quale invece c'è stato solo un minuto di silenzio sui campi dove erano impegnate le sue ex squadre.
Che la terra ti sia lieve PierMario. Da oggi lassù c'è un angelo in più.
Ora passiamo agli argomenti "futili":
Il tornado di penalizzazioni che si è abbattuto nelle scorse ore sulle classifiche di Lega Pro ha rivoluzionato il presente, ma anche il futuro prossimo di molti club. Fra le società più inguaiate il Taranto con i calciatori e i tesserati rossoblu che sono in credito con la famiglia D'Addario di diverse mensilità. Una situazione drammatica che inevitabilmente ha avuto ripercussioni anche sul rettangolo verde, dove in rossoblù hanno vinto appena un gara negli ultimi due mesi. Probabilmente se la squadra ionica si fosse trovata in acque meno agitate, avrebbe potuto duellare sino all'ultma giornata con la Ternana per la promozione in Serie B. Infatti a livello d'organico i ragazzi di Dionigi non hanno nulla da invidiare alle compagini che la precedono in classifica, ma il Taranto a differenza di Ternana, Carpi, Pro Vercelli non ha una struttura societaria altrettanto solida.
Quale futuro a giugno per il club tarantino? Il rischio di un forte ridimensionamento è concreto così come, a oggi, non è neppure da escludere una mancata iscrizione. Onde evitare il possibile dramma sportivo è scattato l'interesse delle istituzioni locali per trovare imprenditori che possano garantire un futuro luminoso alla società di via Martellotta. Nelle ultime ore circola con insistenza la candidatura di Teodoro Sarni che potrebbe così rilevare il pacchetto di maggioranza del sodalizio pugliese. Da un mese però nella città tarantina circola anche il nome di Aldo Spinelli quale possibile nuovo patron. Un'ipotesi affascinante quanto suggestiva che al momento tuttavia non trova ancora conferme. Spinelli dopo tanti anni a Livorno avrebbe comunque intenzione di affrontare una nuova sfida e dopo essersi interessato nei mesi scorsi al Savona potrebbe virare sugli ionici. La città di Taranto infatti e la zona portuale potrebbero rappresentare a livello imprenditoriale per l'ex presidente del Genoa una situazione lavorativa stimolante.
Tanto è nebuloso il futuro sportivo a Taranto quanto è luminoso quello dello Spezia grazie alla presenza di uno degli ultimi mecenati del calcio italiano ovvero Gabriele Volpi. L'armatore spezzino sta costruendo un impero calcistico mondiale con scuole calcio in Nigeria e l'acquisizione del Rijeka, club della Serie A croata costato più di tre mln di euro. Un impero che potrebbe estendersi anche nei confini italici; infatti è nota l'amicizia del numero uno ligure con il vicepresidente del Bologna Maurizio Setti.
Setti sta cercando di acquistare l'Hellas Verona per il quale ha già versato duecentomila euro soltanto per avere accetto ai bilanci del club scaligero. Il diritto di prelazione del vicepresidente bolognese scade il 30 aprile e per riuscire a completare l'affare Setti è in pressing sull'amico Volpi per coinvolgerlo nell'avventura veronese. Chiaramente - anche nel caso in cui Volpi alla fine cedesse al corteggiamento di Setti ed entrasse in maniera attiva nell'operazione lo Spezia - i tifosi delle Aquile possono dormire sogni tranquilli. Il primo obiettivo di Volpi infatti rimane sempre quello di riportare in cadetteria gli spezzini per poi tentare uno storico assalto alla Serie A.
A un mese dalla fine del campionato è scattato ufficialmente il valzer dei direttori sportivi. Questa settimana vi sveliamo gli intoccabili in Prima Divisione ovvero coloro che grazie agli straordinari risultati ottenuti si sono guadagnati la riconferma a furor di popolo. Fra questi c'è Enzo De Vito, già all'opera per costruire l'Avellino della prossima stagione. Nei prossimi giorni invece rinnoverà con il Sud Tirol il diesse Luca Piazzi; mentre nonostante le lusinghe di altri club rimarranno rispettivamente a Portogruaro e Lanciano Giammario Specchia e Luca Leone, artefici principali dei campionati straordinari delle loro squadre. Fresco di nomina a Spezia invece Nelso Ricci che rappresenta dunque una scelta proiettata più al prossimo campionato che alla stretta attualità. Pertanto l'ex diggì della Carrarese dovrebbe essere sicuramente al riparo da eventuali rivoluzioni comunque vada il finale di stagione dei liguri. Fra gli intoccabili anche Giancarlo Romairone che a Vercelli sta realizzando imprese strepitose; mentre potrebbero riservare sorprese i destini di Cristiano Giuntoli (Carpi) e Luca Nember (Lumezzane). Il primo infatti nel caso in cui i carpigiani non centrassero la promozione in cadetteria potrebbe accettare il corteggiamento del Modena. Sempre in Serie B potrebbe sbarcare l'uomo mercato valgobbino che piace al Livorno. Entrambi sarebbero confermati anche per il 2012/13, ma se dal piano di sopra chiamano diventa difficile restare insensibili...


