L'Aquila, mister Papagni a TLP: "Partecipare ai play-off è fattibile"
Subentrare in corsa, addirittura alla trentacinquesima di campionato, non è affatto facile. Capita a mister Aldo Papagni, allenatore de L’Aquila da dieci giorni, con la conseguenza di poter lavorare solo in un breve lasso di tempo per trasmettere le proprie idee. Il primo compito che è stato affidato al tecnico pugliese è quello di condurre la squadra rossoblù ai play-off per la promozione in Prima Divisione, poi chiaramente vanno vinti. Intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com, Papagni rivela che c’è anche un accordo sottoscritto con i vertici de L’Aquila per la prossima stagione, ma solo in caso di raggiungimento del risultato.
“Ho scelto questa sfida perché innanzitutto c’è la passione per il lavoro – afferma Papagni – E per uno che continuamente sta sempre sul campo è importante rivedere il rettangolo di gioco e la vita di spogliatoio, anche se solo per un mese di campionato. E poi sono tornato in panchina perché se riusciamo a toccare le corde giuste c’è la possibilità di preservare la partecipazione ai play-off, che sono come un’appendice di gioia, opposti ai play-out che invece rappresentano un'appendice di tristezza. Riuscire in quest’impresa di arrivare agli spareggi promozione, che in questo momento è fattibile, mi ha convinto ad accettare L’Aquila”.
È difficile subentrare addirittura alla giornata numero 35 del campionato? In Prima Divisione la stagione regolare sarebbe già finita.
“Sì, se devo dire la verità credo che la variabile tempo sia quella più ristretta, e questa è la parte più problematica. Ci sono venti allenamenti prima della fine della stagione regolare, e già la settimana di allenamento è particolare perché bisogna velocizzare i ritmi di apprendimento, e il tempo è esiguo”.
Per la prima volta dopo tanto tempo nella vigilia di Pasqua non si è giocato: come avete impiegato il tempo dalla partita con la Vigor fino ad oggi?
“Lo abbiamo impiegato per una conoscenza più approfondita del gruppo a disposizione da parte del sottoscritto. Quindi, abbiamo cercato di creare un ambiente psicologico più positivo”.
Quindi, a poche giornate dalla fine il suo lavoro è più di tipo psicologico, prima ancora che tecnico, atletico e tattico?
“Consiste anche in quello psicologico, ma l’importante è vedere un altro tipo di concetto. Il problema sono i tempi, e dobbiamo essere fiduciosi”.
Un girone di ritorno un po’ strano per L’Aquila: è quinta in classifica, ha subito pochi gol, ma ha uno degli attacchi meno prolifici e nelle ultime 16 partite ha vinto solo quattro volte collezionando tanti pareggi e quattro sconfitte. Ci vuole qualcosa di più nei play-off?
“Ma ci vuole qualcosa di più innanzitutto per raggiungere i play-off: qualcosa sotto l’aspetto propositivo. I numeri di questo girone di ritorno e anche quelli complessivi ci dicono che questa è una squadra che deve creare più occasioni e segnare di più, quindi avere la personalità nel giocare la palla. A Lamezia ho avuto comunque sotto questo aspetto dei riscontri positivi: abbiamo creato molto, abbiamo segnato due gol di cui uno è stato annullato, un palo, una traversa, un paio di rigori non assegnati, quindi per queste partite che sono due spareggi con Gavorrano e Aprilia, oltre alle sfide con Perugia e Fano, c’è bisogno di essere più propositivi in fase di possesso”.
Lei torna nel quarto livello del calcio dopo sei anni, perché la ricordiamo a Taranto, dove ha vinto gli spareggi promozione nel 2006. Come è cambiato il campionato rispetto a quel tempo, a parte il maggior numero di partite che si giocano in questo torneo?
“Credo che sono due situazioni diverse: a Taranto subentrai in gennaio, invece qui abbiamo solo un mese a disposizione. Per quanto riguarda il campionato, direi che è cambiata la qualità complessiva del torneo: sei anni fa non c’erano gli obblighi degli under, quindi c’erano tanti giocatori di qualità e gli organici erano molto importanti”.
L’organico che le è stato affidato ha il giusto mix tra giovani ed esperti: sono soprattutto gli esperti che devono trasmettere la loro conoscenza ai meno esperti.
“Da questo punto di vista credo che L’Aquila non abbia nulla da invidiare a nessuno. In questo periodo abbiamo fuori Carcione e Ruggiero per infortunio, Piccioni è squalificato per domenica, ma recuperiamo Giglio. Sono convinto che le due partite con Gavorrano e Perugia saranno fondamentali: dobbiamo porre le basi per un cambiamento, cercare di essere propositivi e recuperare gli infortunati”.
Ha già avuto modo di conoscere gli aquilani, mister?
“Mi è capitato solo di essere presente a un momento particolarmente sentito dagli aquilani: il 6 aprile scorso c’è stata la commemorazione delle vittime del sisma, e ho partecipato insieme ad alcuni calciatori e al direttore generale Fabio Aureli alla fiaccolata che si è tenuta in nottata a L’Aquila. È stato l’unico momento di comunione con gli aquilani. Poi gli allenamenti, la visione delle partite degli avversari, e la conoscenza più approfondita di altri aspetti tecnici, non mi hanno consentito finora di vivere L’Aquila. Addirittura solo giovedì mattina ho visto il campo di gioco del Fattori per la prima volta: sono venuto varie volte da avversario, ma era la prima volta che ci entravo dentro come allenatore de L’Aquila per visionare le strutture e il terreno, che mi vedrà proprio all’esordio domenica”.
La prima volta che ci entrava?
“E’ così, perché tra tutte le positività incontrate a L’Aquila c’è la struttura della Finanza: poche città di Lega Pro possono permettersi una struttura di questa funzionalità. Bisogna essere grati di questo al generale Lopez e al colonnello Soricelli, comandante di stato maggiore, che ce l’hanno messa a disposizione per gli allenamenti”.
Ha fatto riferimento al Gavorrano: quello di domenica sarà un avversario durissimo perché ha segnato sessanta gol, trentuno dei quali dal solo Giordano Fioretti.
“I numeri dicono questo, ma i numeri dicono che la difesa del Gavorrano lascia comunque possibilità agli avversari. Dobbiamo porre attenzione ai punti di forza di qualunque avversario, al di là che si chiami Fioretti. Però, è giusto creare le possibilità per andare a rete, e vedo molta attenzione da parte dei giocatori per quanto riguarda la fase di possesso”.
Un'ultima domanda, mister: il suo impegno per L’Aquila è quello di qualificare la squadra agli spareggi e vincerli, ma in caso di promozione che scenari si possono aprire tra lei e la società?
“Con la società, il direttore Di Nicola e il presidente, abbiamo concluso che in caso di promozione scatta automaticamente la riconferma. Ma il mio impegno è di profondere le nostre energie per fare un allenamento ad alta intensità oggi, e anche domani, in preparazione alla sfida con il Gavorrano. Dobbiamo ancora acquisire il diritto di partecipare ai play-off, per cui il mio impegno in questo momento è lavorare giorno per giorno con la squadra”.


