Perugia, Cacioli a TLP: "La sfida al Fano è la più importante per la nostra rincorsa alla promozione diretta"
Domenica, dopo vent’anni di assenza, torna una delle partite più sentite dai tifosi granata: al Mancini di Fano scende il Grifone, il Perugia. L’ultima sfida in competizioni ufficiali in terra fanese, risale alla stagione 1991-1992 e vide uscire vittoriosi gli umbri grazie a una rete di Di Carlo, che fu sufficiente per regolare la formazione marchigiana. Incontro che si prevede incandescente, entrambe le squadre lottano ancora per raggiungere un obiettivo: la squadra guidata da Karel Zeman dopo il blitz di Vibo Valentia ha la possibilità di ipotecare la salvezza davanti al proprio pubblico, mentre la capolista di Battistini deve resistere all’assalto delle due inseguitrici calabresi nella corsa per la promozione diretta. Partita che sicuramente sarà speciale per il pilastro difensivo biancorosso Luca Cacioli: il forte centrale aretino, classe 1981, ha indossato la maglia granata in due diversi momenti realizzando complessivamente 50 presenze. TuttoLegaPro.com l'ha contattato in esclusiva per ricordare le due importanti stagioni vissute sulle rive del Metauro e per saperne di più su cosa aspettarci da questo big match.
Luca, sei arrivato a Fano per la prima volta nel 2006-2007 in serie D, stagione del centenario conclusa con il secondo posto. Qual’è stato il tuo impatto con la città e con l’ambiente granata?
"Sinceramente mi sono trovato subito molto bene, l'ho già detto in altre occasioni: Fano è la mia seconda casa. Sarebbe un sogno per me una volta finita la mia carriera agonistica venirci ad abitare. Mi trovo molto bene con la gente e in più la città è fantastica".
Dopo le parentesi di Bellaria e di Città di Castello, il tuo ritorno: stagione 2009-2010, il Fano appena ripescato in C2 sorprende tutti e arriva ai play-off grazie alla migliore difesa del girone (solo 24 reti subite) e all’imbattibilità interna. Quanto pesava per voi giocare in uno stadio così caldo?
"Quell’annata è stata stupenda, tanto entusiasmo e spalti sempre gremiti: peccato per l’esito dei play-off e soprattutto per la mia sfortunata autorete nella gara d’andata di semifinale contro il Gubbio di Torrente. Quella situazione mi è pesata tanto: sono in debito con il Fano e spero di tornare un giorno e fare qualcosa di importante".
Che emozione ti farà tornare per la prima volta da avversario al Mancini?
"Sono onesto: un po’di emozione c’è l’ho, sono molto legato alla città, ho lasciato tanti amici, tra cui Giovanni Cornacchini".
Che rapporto ti lega al trainer fanese ex bomber tra le altre di Fano, Perugia, Milan, Bologna e Vicenza?
"Con Giovanni ho un rapporto che va al di là del calcio: l’ho avuto come allenatore a San Sepolcro, a Città di Castello e poi a Fano. Lo sento spesso, per me è una grande persona e un grande allenatore: speravo che dopo l’annata culminata con il raggiungimento dei play off contro il Gubbio, il mister avesse maggiore fortuna come allenatore dato che se lo merita, e che non dovesse tornare in categorie inferiori che non gli competono, come poi è accaduto".
Domenica incontrerai tanti ex compagni, Amaranti, Mucciarelli, Marolda e Bartolini. Sopratutto con questi ultimi due hai un rapporto speciale…..
"Con Tommaso ho diviso la casa il mio primo anno a Fano, Enrico è un amico: in questo ultimo periodo sta molto bene e quando sta bene fisicamente è un attaccante pericolosissimo; non capisco come abbia fatto ad avere cosi poco spazio nella prima parte di campionato, perché sinceramente io Bartolini lo farei giocare sempre solo per quanto dà alla squadra in termini di corsa e di voglia. Può arrivare in doppia cifra tutti gli anni, e in più nel calcio moderno a mio parere servono attaccanti del genere, che si mettono al servizio della squadra".
L'Alma, dopo il corposo mercato di gennaio e con l'avvento di Zeman jr, è una squadra piuttosto diversa rispetto a quella protagonista della disfatta dell'andata. Cosa pensi della stagione granata?
"La partita del Curi è stata una partita anche un pò strana, siamo partiti bene con due gol nei primi 15 minuti e per il Fano si è messa subito in salita. Con il mercato di gennaio la squadra fanese si è rinforzata molto: ora secondo me è una squadra che senza le vicissitudini societarie patite ,senza penalizzazione e con l'organico attuale sin dalla prima giornata avrebbe potuto giocarsi tranquillamente i play-off".
Hai deciso due anni fa di sposare il progetto di rinascita del Grifo, scelta premiata dalla trionfale cavalcata della scorsa stagione.....
"Ci è mancata solo la vittoria della Poule Scudetto: era un nostro obiettivo perchè non c'era mai riuscito nessuno a vincere nella stessa stagione Campionato di Serie D, Coppa Italia di D e Poule. Perdere in finale (contro il Cuneo) una partita che potevamo stravincere, come dimostrano le 4-5 palle gol create, subendo un solo tiro in porta ci ha creato tanto rammarico".
Quest'anno state confermando le aspettative di un campionato di vertice. Anche alla luce delle ultime contestazioni a Mister Battistini nell'ultima partita casalinga contro il Milazzo, quanto è difficile e stimolante rapportarsi con una piazza esigente come quella umbra?
"Qui hanno visto il calcio vero, sono passati campioni come Materazzi, Grosso, Giovanni Tedesco, Miccoli. Anche quando il Perugia giocava in C passavano di qua fior fior di giocatori come tra l' altro anche Cornacchini (acquistato da Gaucci nel 1992 dal Milan per la cifra record per la C1 di 3 miliardi di lire). Perugia sta vivendo questa stagione con tanto entusiasmo per la nostra posizione in classifica, però allo stesso tempo la piazza vive questa situazione con impazienza perchè questa categoria gli va stretta. Magari i tifosi si aspettano di vedere il bel gioco oltre alle vittorie, e purtroppo soprattutto nel girone di ritorno abbiamo stentato un po'nelle uscite casalinghe. Stiamo facendo e faremo di tutto per riportare questi colori nelle categorie che gli competono, abbiamo alle nostre spalle una società molto importante che ha ambizione di arrivare nel calcio che conta il più presto possibile. Credo che se tutti remassimo dalla stessa parte, senza creare inutili polemiche, potremmo raggiungere anche piu velocemente gli obiettivi prefissati".
Si prospetta un finale di campionato incertissimo con tantissimi scontri diretti per tutte le tre pretendenti alla promozione diretta. Cosa pensi del calendario che vi attende? Pensi anche tu che lo scontro alla penultima giornata che vi vedrà protagonisti a Lamezia Terme, la settimana successiva al derby tra Vigor e Catanzaro, sia decisivo? Qual'è secondo te la quota che potrebbe assicurarvi la promozione diretta?
"Penso che la lotta per la prima piazza si concluderà l'ultima giornata, mentre per quanto riguarda il nostro cammino secondo me la partita clou è quella di domenica a Fano. Vincere domenica è fondamentale, perchè abbiamo come obiettivo quello di fare bottino pieno nelle prossime due trasferte (dopo la trasferta fanese il Perugia farà visita al fanalino di coda Celano) per provare a staccare le due calabresi che in queste due giornate affronteranno squadre temibili: la Vigor Lamezia dovrà vedersela con il Melfi, che dopo il cambio di allenatore è reduce da tre vittorie consecutive, e il Catanzaro mercoledì prossimo affronterà una Paganese in piena lotta per i play-off. Affronteremo il big-match del Curi con L'Aquila e vedremo a che punto siamo, prima di affrontare il rush finale delle ultime tre partite. Sicuramente nessuno si aspettava che, a cinque giornate dalla fine, 75 punti non fossero sufficienti per la promozione: penso che la quota per la promozione diretta si sia alzata a 84-85 punti".
Ti stai consacrando come uno dei migliori difensori del torneo e sei ormai (dopo tre anni consecutivi di lotte al vertice) simbolo di garanzia e solidità difensiva. Quali sono i tuoi segreti?
"Ho avuto grande applicazione, sono un giocatore che non molla mai, sicuramente ho delle qualità fisiche importanti ma credo sia fondamentale migliorarsi giorno per giorno: quando ci si allena bene penso che i risultati vengono e si vedono.
Il campionato è ormai agli sgoccioli: quali sono state le squadre che ti hanno fatto la migliore impressione?
Aprilia, L'Aquila e soprattutto la Vigor Lamezia: quest'ultimi, nonostante la mancanza di giocatori di blasone hanno un ottimo impianto di gioco e meritano appieno di occupare la posizione attuale; l'Aprilia ci ha messo in grossa difficoltà quando gli abbiamo incontrati soprattutto per la bravura dei tre attacanti mentre L'Aquila ha un ottima difesa e giocatori importanti per la categoria nel reparto offensivo".
Un ultima battuta sul tuo compagno Giampiero Clemente, già autore in questa stagione di ben 21 reti.....
"Clemente non centra nulla con questa categoria, è di un altro pianeta. Oltre ad avere una base tecnica da serie A, ha secondo me una incredibile intelligenza calcistica che gli rende possibile trovare sempre spazi per effettuare le sue giocate".


