TuttoLegaPro.com ... in rosa: Elena Fazzi (addetta stampa Grosseto)
"Non ho fatto in tempo a scoprire il mondo del giornalismo che sono stata catapultata nel mondo dell'ufficio stampa" si presenta così Elena Fazzi, giovane addetta stampa del Grosseto alla sua prima esperienza in una società calcistica. Il suo è un percorso particolare: partita con in tasca una laurea in tutt'altro settore ("Ho una laurea triennale in Mediazione Linguistica e una laurea specialistica in Promozione Turistica" spiega lei stessa) inizia a scrivere di calcio ("una passione da quando sono in fasce, nata grazie ai miei genitori tifosissimi del Grosseto") per una testata locale. Ma non fa in tempo ad ambientarsi in quel mondo che arriva l'occasione per passare dall'altra parte della barricata, più precisamente appunto nell'ufficio stampa del Grosseto, ed Elena non se la lascia sfuggire. Un anno in Serie B ed ora la Lega Pro, con una mansione in più visto che si occupa anche della gestione della biglietteria del club toscano. E' lei l'intervistata per la rubrica settimanale che TuttoLegaPro.com dedica al mondo femminile.
Da quanto tempo ti occupi dell'ufficio stampa del Grosseto?
"E' dall'anno scorso che lavoro per il Grosseto ed è la mia prima esperienza all'interno di una società di calcio. Sono stata contattata per un colloquio ed è andato bene. Precedentemente scrivevo invece per una testata sportiva online, Vivi Grosseto Sport. Non dimentichiamo però che da quest'anno, oltre all'ufficio stampa, mi occupo anche della biglietteria".
Possiamo quindi dire che sei una giornalista prestata all'ufficio stampa? Che differenze stai notando nella gestione del lavoro?
"Sì (ride, ndr). Anche se a dire il vero ho collaborato anche con un'associazione, all'interno della quale - tra le altre cose - gestivo l'ufficio stampa e quindi i vari comunicati e il sito Internet. Giornalista ed addetto stampa sono due ruoli completamente diversi: ora sono io in prima persona che mi metto in relazione coi giornalisti, il cui lavoro prevede anche dare giudizi sull'andamento della squadra. Mentre io curo la comunicazione societaria. In effetti avendo alle spalle solo un anno di giornalismo non mi sono posta granché il problema della differenza tra i due ruoli. Non ho fatto in tempo a scoprire il mondo del giornalismo che sono stata catapultata nel mondo dell'ufficio stampa".
Era il tuo sogno quello di lavorare nel mondo del giornalismo?
"In realtà ho studiato tutt'altro: ho una laurea triennale in Mediazione Linguistica e una laurea specialistica in Promozione Turistica. Quindi provengo da un mondo completamente diverso. Ma ho avuto quest'occasione e l'ho voluta sfruttare. Il mondo del calcio, però, lo vivo da quando ero in fasce".
Quindi c'era una passione pregressa per il calcio?
"Sì, me l'hanno trasmessa i miei genitori che sono tifosissimi del Grosseto. Fin da piccolissima mi portavano allo stadio a seguire la squadra. Quindi in me è nata la passione per lo sport, ed in particolare per il calcio".
Per la tua famiglia è stato bello vederti intraprendere questa carriera?
"Sì, perché loro sono appunto grandi tifosi e quindi ne sono stati molto contenti".
Hai invece trovato difficoltà a conciliare la tua vita privata con questo tipo di lavoro, che ti porta a non esserci praticamente mai nei fine settimana?
"Esatto (ride, ndr). Io convivo da un anno circa col mio fidanzato e lui mi capisce perché è un appassionato di calcio. Non ho quindi grossi problemi, anche se resta un lavoro particolare che impegna molto, soprattutto - come detto - nei vari week-end, ma quando intraprendi questa strada lo sai e lo accetti. D'altronde ci sono anche tanti altri lavori che impegnano nel fine settimana...".
Al tuo primo anno hai lavorato in Serie B ed ora in Lega Pro: quali le differenze tra le due categorie?
"Ovviamente l'anno scorso in Serie B c'era molto più lavoro, soprattutto il giorno della partita, dovendo coordinarmi con colleghi delle Tv e radio nazionali. C'erano molte più cose da dover organizzare e molte più possibilità di entrare in contatto con giornalisti di livello nazionale. Ma anche quest'anno il lavoro non manca, vista la possibilità che ci viene data attraverso gli anticipi in diretta Rai. Ma se devo dire una differenza che balza subito all'occhio è appunto quella relativa alla mole di lavoro il giorno della partita: prima era molto più impegnativa, ora si gestisce meglio. E' inevitabile poi che in Serie B si aveva una risonanza nazionale mentre ora in Lega Pro si abbia più a livello regionale, ma non ci vedo nulla di strano".
Da quando sei in Lega Pro sei entrata a far parte della squadra delle addette stampa coordinata da Gaia Simonetti e Nadia Giannetti. In Serie B non è mai successo di prendere parte ad iniziative simili?
"No, perché l'anno scorso in Serie B insieme a me c'era solo Valeria Lolli dell'Ascoli, che mi sono ritrovata quest'anno in Lega Pro, e forse una collaboratrice del sito ufficiale del Sassuolo, per cui posso dire che la figura femminile è molto più diffusa in Lega Pro. Fa piacere che le donne possano avere possibilità di lavoro all'interno di questo mondo".
Hai notato quindi questa esplosione di presenze femminili in Lega Pro?
"Sì, oltre che negli uffici stampa anche a livello di segreteria ho notato, partecipando alle varie riunioni di Lega, che ci sono tante donne. Anche la vostra rubrica mi ha aiutata a scoprirlo. All'interno del Grosseto io stessa non sono sola, ma c'è un'altra ragazza (Maria Chiara Zuppardo, ndr), che collabora con noi occupandosi della segreteria generale".
Anche per te la Lega Pro è diventata una vera e propria famiglia?
"E' vero. Gaia e Nadia sono due ragazze splendide che danno aiuto e supporto quotidiano. E poi - come ricordato - hanno creato questa squadra che ci ha permesso di sentirci ancora più unite. Anche coi colleghi uomini dell'Area Comunicazione, comunque, si è creato un bel gruppo visto che siamo tutti sulla stessa barca".
Siete spesso impegnate nel sociale...
"Sì, loro cercano sempre di coinvolgerci e noi per quanto possibile cerchiamo di dare la nostra disponibilità. Ci tengono molto a queste iniziative e noi collaboriamo con loro. Anche da questo punto di vista sono molto presenti".
Ti è mai capitato di subire episodi di discriminazione legati al tuo essere donna in questo mondo prettamente maschile?
"No, né l'anno scorso né quest'anno ho mai avuto problemi. Sono sempre stata rispettata".
Che rapporto hai invece instaurato coi giocatori?
"Ho un rapporto molto buono: ridiamo e scherziamo ma sempre nell'ambito del rapporto di lavoro. Sono tutti rispettosi ed ognuno ha il suo ruolo. Anche l'anno scorso non ho mai avuto problemi con loro: c'è una reciproca disponibilità".
Quest'anno avete cambiato numerosi allenatori: come sei riuscita a relazionarti a ciascuno di loro?
"Anche se sono rimasti poco con noi, sono riuscita a creare buoni rapporti con tutti. Sono sempre andata incontro ad ogni loro esigenza e penso che abbiano tutti apprezzato quello che faccio".


