Giurdanella a TLP: "Emigro all'estero perchè qui non si può più fare calcio"
Dentro una crisi che morde ancora le caviglie, l'industria calcio non può esimersi da questo momento negativo. I protagonisti di questo sport, i giocatori, pagano i guasti di una situazione dove il tunnel buio sembra non finire mai, così ti trovi con ragazzi che decidono di emigrare all'estero perchè qui, nella loro patria, le occasioni per giocare non ci sono. Se capitano, non sono mai quelle giuste, per tanti motivi: dagli stipendi pagati con ritardo (quando va bene), in molti casi non percepiscono soldi per mesi e mesi, ma vanno avanti solo con lo spirito di sacrificio, in casi estremi arrivano a prendere le botte da teppistelli vigliacchi, che si fingono ultras, capaci di colpire a volto coperto, tronfi della loro vigliaccheria.
Giorgio Giurdanella era fermo in questo periodo in attesa di una chiamata, dopo aver disputato l'ultima stagione nell'Ebolitana. Centrocampista classe '89, prima di questa esperienza con la maglia eburina, aveva militato nella squadra della sua città: il Siracusa. Gli viene prospettata la possibilità di andare a giocare all'estero, nella serie A bulgara. Non ci pensa due volte, così da qualche giorno ha firmato il contratto con Botev Vratsa. TuttoLegaPro.com ha voluto sentire la sua storia in esclusiva, per capire i motivi di questa scelta.
Da quando sei in Bulgaria?
"Da nemmeno una settimana. Martedì (7 agosto) sono salito sull'aereo e sono andato lì. Giovedì (9 agosto) ho firmato il contratto".
Non hai avuto dubbi nell'andare a giocare all'estero?
"Sono andato lì proprio per capire che ambiente fosse. Devo dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso da quello che ho visto. Con il presidente non ci sono stati problemi per l'accordo. Credo che se alla base di tutto ci sia la passione, i sacrifici si possono fare anche lontano da casa".
Che idea ti sei fatto in questi primi giorni di permanenza della Bulgaria?
"Ciò che maggiormente mi ha colpito in questi primi giorni di permanenza è la semplicità della gente. Qui lo stipendio medio è di 250 - 300 euro. Le persone vivono con poco e sono molto diverse da noi".
In particolare?
"Amano la genuinità delle cose, non sono attaccati alle cose materiali come in Italia, dove se non hai un i-phone sei tagliato fuori, per fare un esempio. Qui si vive bene anche senza, badando molto al sodo. La felicità per loro è vivere con quello che hanno senza disperarsi se gli manca qualcosa. E' una cultura che mi affascina non poco, perchè mette la persona prima di tutto".
Prima di accettare l'offerta della società bulgara, non avevi offerte interessanti dall'Italia?
"Si, qualcosa c'era stato. Club di serie D in Sicilia e chiacchiere con club di Lega Pro".
Cosa spinge, secondo il tuo punto di vista, un giovane (23 anni a ottobre) a emigrare all'estero?
"Purtroppo in Italia le cose vanno lentamente a peggiorare. Per giocare ormai non basta più la bravura, devi avere lo sponsor, l'allenatore magari ha i suoi preferiti. Non è più una questione di meritocrazia, dove gioca il più bravo. Ormai gioca il più raccomandato e così per molti, privi di questi "requisiti", le porte si chiudono inesorabilmente. Così magari ti arriva una proposta dall'estero e non ci pensi su due volte. D'altronde non capita tutti i giorni di giocare in un club che fa la massima serie".
Come l'ha presa la tua fidanzata?
"Per fortuna ho una ragazza speciale che mi vuole molto bene e sa che io sono felice di questa scelta. Quando ti trovi davanti ad una scelta simile, è molto importante avere persone che ti comprendono nel passo che stai per fare. Staremo lontani, questo lo so, ma un sacrificio oggi è fatto per il nostro futuro".
La tua famiglia invece?
"Mia madre, come tutte le madri, vorrebbe sempre tenermi vicino a lei. Mentre mio padre ha accettato la mia scelta sapendo che questo è quello che amo fare. Il sogno si realizza anche facendo scelte coraggiose come quella di andare all'estero".
Che aspettative hai per questa tua esperienza estera?
"Intanto di giocare il più possibile. Poi voglio cercare di imparare il più possibile, con la massima umiltà, facendo si che io possa ripagare la fiducia della società nei miei confronti. Questo è un palcoscenico non da poco, voglio sfruttare questo treno preso in corsa".
Perchè in Italia non si punta sui giovani nel calcio che conta?
"In Italia non si punta sui giovani.. Bella domanda! Non saprei rispondere a questa, anzi mi viene da dire che, specialmente in Lega Pro, si punta su ragazzi che escono dalle primavere delle squadre di A e di B e non credo che tutti questi siano realmente validi. Non posso pensare che tra i giovani di D o di C che si formano da soli senza una Juve o un Milan dietro, non ci sia qualcuno davvero bravo. Ma come sappiamo tutti per avere una possibilità non so cosa si deve dare in cambio".
Non ti manca nulla dell'Italia?
"Per il momento no, sto davvero bene. Ci stiamo allenando sodo e sono convinto che faremo bene".
Neanche gli spaghetti e la pizza?
"Quelli si mi mancano. Se mi dovesse venire la nostalgia, spero di trovare un ristorante italiano in zona".
Abbiamo visto che avete giocatori argentini e brasiliani in rosa.
"Si, c'è anche Massimiliano Ammendola con noi (ha giocato nel Crociati Noceto e nell'Aversa Normanna). I sudamericani saranno il nostro riferimento maggiore, perchè hanno davvero molto talento".
In più avete Giuliano Sonzogni in panchina.
"Un vero maestro. Ci ha già messo sotto in questi primi giorni. E' giusto così! Dobbiamo crescere, siamo una squadra giovane e possiamo davvero fare bene".
All'esordio però: 4-0 contro il Beroe.
"C'è l'attenuante che per molti di noi - me compreso - non era arrivato il transfer dalle rispettive federazioni. Il mister è stato costretto a far giocare molti ragazzi della Primavera. Già dalla prossima gara (contro il Gotse Delchev, sabato 18 agosto ore 18) molti di noi potranno giocare e le cose sicuramente cambieranno in meglio".
Per concludere: vuoi ringraziare qualcuno?
"Voglio solo ringraziare chi mi ha dato una mano in passato, chi ha creduto in me e chi no. Fa parte del calcio e della vita. Voglio ringraziare mia sorella che è sempre vicino a me e la mia famiglia per il suo sostegno che non manca mai. E poi la mia ragazza, perchè mi ritengo davvero fortunato, visto che ho trovato davvero una persona speciale. Se ne trovano davvero poche ormai al mondo".


