Mister Sala a TLP: "Tifosi in calo per squadre rabberciate e pay tv. Il Renate è esemplare"
Tra le tante squadre che sono risultate sorprendenti in quest'avvio di stagione, figura sicuramente il Renate di Antonio Sala. I brianzoli, alla loro terza stagione in assoluto tra i professionisti, hanno iniziato il loro campionato di Seconda Divisione con quattro vittorie su cinque partite, e i dodici punti ottenuti li piazzano al comando del girone A insieme ad Alessandria e Savona. Un club che in meno di dieci anni è passato dall'Eccellenza lombarda allo sfiorare la promozione in Prima Divisione (eliminata dalla FeralpiSalò nei playoff 2010/2011), e che anche quest'anno è riuscito a costruire un gruppo forte che può puntare a traguardi ambiziosi.
TuttoLegaPro.com ha contattato in esclusiva l'allenatore Sala, cercando di capire dove può arrivare questo Renate in un campionato di Seconda Divisione di buon livello come quello di quest'anno. Inoltre, immancabile un riferimento alla situazione del Milazzo, che sta calamitando un grande interesse. L'esperto allenatore (promozioni ottenute con Saronno, Voghera e Siena, ma ha guidato anche Reggiana, Monza, Cagliari e Ternana, tra le altre) ha risposto sempre in maniera molto schietta, dando l'impressione di avere le idee chiare un po' su tutti gli argomenti toccati.
Mister, iniziamo dalla fine, vale a dire dalla sconfitta di Cremona...
"E' una sconfitta che avevamo messo in preventivo, perché della squadra che ha battuto domenica il Venezia non ne ha giocato neanche uno, se non Adobati che era stato espulso. Per il resto, ho rivoluzionato la squadra perché non mi sembrava il caso di andare a sprecare energie in una competizione a cui bisogna dare il peso che merita. Non avendo una rosa che può competere su due fronti, bisogna dare la possibilità a chi ha giocato di meno di giocare, e a chi ha giocato di più di riposare".
Chi tra le seconde linee in campo mercoledì le ha dato i segnali migliori?
"Ho avuto risposte convincenti da tutti. La squadra è andata in vantaggio e ha tenuto benissimo il campo, tanto che fino a 10' dalla fine eravamo 2-1 sotto e ci siamo trovati a tu per tu col portiere due volte. Poi, negli ultimi minuti ho inserito anche tre giocatori della Berretti, e la superiorità della Cremonese è uscita fuori. Però un plauso deve comunque andare alla mia squadra".
Una partita che non scalfisce il vostro ottimo avvio di stagione...
"Penso proprio di no. La squadra sta facendo bene, stiamo andando oltre le più rosee previsioni. E' impensabile pensare di poter andare meglio di così".
E domenica c'è il testa-coda col Vallée d'Aoste: come lo approccerete?
"Queste sono le partite peggiori, dove hai tutto da perdere e niente da guadagnare. Siamo consapevoli di avere un compito molto difficile. Rispettiamo l'avversario che in questo momento è un po' in difficoltà e ci aspettiamo una partita piena di insidie. Andremo a San Giusto Canavese con l'umiltà che ci ha contraddistinto finora".
Vi sentite un po' Brighenti-dipendenti?
"Penso proprio di no. Brighenti sta facendo molto bene e ha fatto parecchi gol (cinque, ndr), ma se segna è perché la squadra produce occasioni da gol. E oltre a segnare lui, ha già fatto due gol Gualdi, che è un centrocampista, e Zanetti che è un altro attaccante. Certo, Brighenti ha fatto benissimo, ma in una squadra uno fa bene solo quando il gruppo lo esalta".
Solo nel vostro girone, ci sono già quattro squadre penalizzate, per non parlare della grave situazione di Milazzo. Lei che è nel calcio da tanti anni, che idea si è fatto di questo periodo fatto di pochi soldi, scandali e tifosi disaffezionati?
"Mi sono fatto un'opinione ben precisa, e cioè che bisogna arrivare al più presto alla riforma dei campionati, perché non esiste che una squadra dopo così poche giornate abbia i problemi che ha il Milazzo. Mi dispiace per loro, però il campionato viene falsato, perché una squadra che gioca contro i siciliani oggi è sicuramente avvantaggiata, e non mi sembra corretto per l'andamento del campionato, sia per chi lotta per le prime posizioni che per chi lotta per salvarsi. Una riforma è urgente; il numero delle squadre professionistiche dev'essere ridotto, 60 squadre secondo me sarebbero l'ideale. Dispiace perché molti calciatori perderanno il posto di lavoro, però piuttosto che lavorare e non prendere lo stipendio... Anche per queste problematiche i tifosi sugli spalti sono sempre meno. In più le squadre sono sempre più rabberciate e molto, molto, molto (ripete per cinque volte “molto”, ndr) giovani, e il livello tecnico offerto scende. La Serie A, poi, uccide quasi tutto il resto, perché le pay tv permettono di stare davanti al televisore tutta settimana guardando partite".
Il progetto-Renate invece si distingue, ed è stato così attraente da convincerla a tornare ad allenare dopo due anni: ce lo illustri un po'.
"Ho avuto la fortuna di trovare due dirigenti competenti come Crippa e Abbate, che mi hanno portato qui a Renate, e sono contentissimo della scelta che ho fatto. Qui ho trovato una società a misura d'uomo, con due presidenti che fanno il passo lungo come la gamba. A Renate non avanza niente a nessuno. Ti offrono quello che possono offrirti, ma quello che ti promettono lo prendi. Ad oggi abbiamo già riscosso due mensilità pagate nei tempi stabiliti. Meglio stare in una società meno blasonata ma in cui tutti sanno quello che devono fare... Crippa e Abbate, poi, ne capiscono anche dal punto di vista sportivo, e infatti hanno costruito un'ottima squadra. Dal punto di vista tecnico, il progetto prevede di arrivare a 40 punti prima possibile. Mantenere la categoria per il Renate è già un bel traguardo. Se ci riusciremo in fretta, allora innalzeremo i nostri obiettivi. In futuro vedremo se puntare forte alla promozione, intanto ora cerchiamo di costruire una squadra a lunga durata. Vediamo come va quest'anno".
Lei ha conquistato la promozione sia in Seconda Divisione che in serie B. Le manca quella dalla Seconda alla Prima Divisione...
"Io non dico niente, ditelo voi. Appena arriviamo a 40 punti, anzi anche a 39, ci sentiamo e ti dico dove arriviamo".
Lui non dice niente, e allora lo diciamo noi. Diciamo senza paura di poter essere smentiti che il Renate, continuando così, potrà puntare decisa ai playoff. Certo, molto dipenderà dal lavoro quotidiano e anche dall'allenatore, ma Sala ci sembra deciso, ambizioso e consapevole di ciò che può fare la squadra. Inoltre, il suo curriculum parla per lui.
E riteniamo anche che già oggi, alla telefonata dei trentanove punti non manchi così tanto.


