Campobasso, il patron Di Palma a TLP: "Il club non si iscriverà al prossimo Campionato"
Neanche c’è stata l’iscrizione e il Campobasso rischia già la cancellazione dal professionismo. Colpa dei troppi debiti con il fisco lasciati in eredità dalle precedenti gestioni societarie. Anche il presidente molisano Giulio Di Palma (che aveva preso il 51% per cento delle quote), intervistato in esclusiva da TuttoLegaPro.com ha ammesso che esiste questo problema, ma ha detto anche che finché c’è una scadenza per estinguere questi debiti con Equitalia non è ancora finita. Già in passato la società aveva avuto la possibilità di rateizzare quei debiti, quindi non era permesso ottenere un’altra rateizzazione.
“E’ vero che è uscita questa legge nuova che aiuta un po’ le società, che i debiti si potevano rateizzare – ha spiegato Di Palma, che però poi ha aggiunto – Ma siccome il nostro problema riguarda debiti pregressi, questa legge non è retroattiva e questi debiti non si possono spalmare. Bisogna pagare in contanti entro una certa data”.
Quanti soldi sono?
“Settecentomila euro. Non ho questi soldi, non è che si trovano dalla sera alla mattina. Sapevo che c’erano tanti debiti, sono venuto per fare calcio con buone intenzioni, ma speravo anche che Equitalia mi rateizzasse tutte quelle pendenze. Non è che io possa prendermela con Equitalia, ma se non troviamo questi soldi non si può continuare”.
Si farà ricorso?
“No. L’unica cosa che farò sarà consegnare al tribunale i libri per il fallimento. Sono tanti i debiti che il Campobasso ha accumulato, anche in caso di iscrizione la società rischierebbe di partire con qualche punto di penalizzazione. Gli stipendi di aprile non sono stati pagati”.
Qualche appello alla classe imprenditoriale?
“Che appello dovrei lanciare? Gli imprenditori conoscono la situazione del Campobasso da diverso tempo e nessuno si è mai mosso. Purtroppo non credo nei miracoli: la situazione in cui versa Campobasso è questa. Io non sono in condizione di iscrivere la società al campionato”.
In caso di mancato miracolo, lei continuerebbe lo stesso nell’intendimento di fare calcio a Campobasso?
“Penso di sì: in questi quindici giorni avevo allacciato rapporti con qualche società limitrofa, magari c’è la volontà di ripartire da una serie minore. Continuerei a fare calcio qui, anche se avrei preferito partire dai professionisti”.


