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CARPI, LA B NON E' UN MIRACOLO, MA UN PROGETTO. BUSTE&COMPROPRIETA': L'ULTIMO ANNO? REGGIANA, ASSE CON LA JUVETUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
venerdì 21 giugno 2013, 12:38Il Punto
di Nicolò SCHIRA
per Tuttoc.com

CARPI, LA B NON E' UN MIRACOLO, MA UN PROGETTO. BUSTE&COMPROPRIETA': L'ULTIMO ANNO? REGGIANA, ASSE CON LA JUVE

Redattore e massimo esperto di calciomercato per TuttoLegaPro. Opinionista sulla Lega Pro per Radio Sportiva e sul calciomercato per Radio ManàManà. Collabora con Sportitalia. Scrive su Panorama. Opinionista a "Campionato dei Campioni" su Odeon Tv

Favola Carpi e Miracolo emiliano sono soltanto due delle affermazioni più abusate per celebrare la storica promozione in Serie B del Carpi. Un'impresa incredibile quella della formazione biancorossa, che nell'arco di un quadriennio è volata dai campi impolverati della Serie D alla cadetteria. Raggiungere risultati del genere nel lasso di così pochi anni certifica, altresì, che non possa trattarsi di un miracolo, bensì di un progetto. Una proprietà seria e solida ha permesso ad un direttore sportivo giovane e capace di costruire squadre valide ogni anno. Bravo dunque Cristiano Giuntoli  ogni anno a scovare talenti rampanti nelle categorie inferiori: gli ultimi esempi portano il nome di Gaetano Letizia e Riccardo Gagliolo. Pilastri dell'undici titolare nei Playoff, eppure pescati rispettivamente dall'Aversa Normanna e dall'Imperia la scorsa estate. Merito di una struttura societaria consolidata, nella quale Giuntoli è il deus ex machina ma che al contempo presenta validi collaboratori. Un vero e proprio equipe, in cui spiccano il segretario generale Valentino e i due più fidati collaboratori del diesse carpigiano ovvero Roberto Canepa e Matteo Scala, che accompagnano e partecipano con Giuntoli anche in orbita mercato. Una cavalcata quella biancorossa che, dati tali presupposti, ha tutte le possibilità per continuare ed imporsi pure in cadetteria.

Quest'ultima settimana è stata caratterizzata dalle risoluzioni delle comproprietà, culminate nell'apertura delle famigerate buste in mattinata presso la Lega Calcio. Un'anomalia tipicamente italiana e che non trova situazioni similari nel resto d'Europa. L'Italia è l'unico paese in cui vige la compartecipazione fra due club in merito al cartellino di un giocatore. La crisi economica degli ultimi anni, poi, ha diminuito notevolmente i riscatti e le risoluzioni. Non è un caso il fatto che, ormai, moltissimi club rinnovano le varie comproprietà, evitando così oneri e salassi economici. Per questo i vertici del calcio italiano stanno pensando se valga la pena continuare con questo format o se sia il caso di equipararsi alle altre nazioni. In tal senso appuntamento a Milano giovedì prossimo, allorquando durante l'assemblea di Lega di Serie A verrà posta all'attenzione questa situazione. Difficile che possano essere abolite, tuttavia si studieranno nuove normative affinchè il mercato possa essere liberalizzato come all'estero, dove non esistono comproprietà ma ci sono prestiti pluriennali. Addirittura in Inghilterra anche mensili...

Ancora in via di definizione il futuro della Reggiana, che deve ancora sciogliere il nodo allenatore e direttore sportivo. Il presidente Barilli in questo momento opera da solo in attesa di capire, se ci sarà l'ingresso di nuovi soci nel club emiliano. Nelle scorse ore c'è un contatto diretto con la Juventus per capire le possibilità di instaurare una partnership, mediante la quale ottenere giovani talenti in prestito da svezzare e valorizzare. Una prassi sempre più consolidata come testimoniano numerosi club e che permette alle formazioni di trovare un sostentamento tecnico ed economico. 

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