Barletta, De Leidi a TLP: "Sogno un grande club e tanti figli"
Dopo l’esperienza nelle giovanili dell’Atalanta, nelle quali per un periodo ha anche fatto il capitano, Alessandro De Leidi è riuscito a ritagliarsi spazio tra i più grandi negli ultimi due campionati giocati. Il difensore classe 1991 non è riuscito a fare l’en plein di presenze anche a causa della giovanissima età (lo riconosce lui stesso), ma le basi ci sono tutte affinché egli si possa realizzare. Intervenuto ai microfoni di TuttoLegaPro.com, De Leidi parla da tesserato del Barletta a tutti gli effetti esprimendo un desiderio, quello di poter giocare con continuità.
“Mi rendo conto che non sono riuscito a raggiungere le trenta presenze – commenta De Leidi – ma la spiegazione che mi sono dato è che a seguito dei vari cambi in panchina i mister hanno preferito altri giocatori a me, magari calciatori più anziani o più adatti al modulo che veniva di volta in volta proposto. Questa è la motivazione che mi do”.
L’esito delle comproprietà ha visto il Barletta riscattarla per intero.
“Sì, è così: ci sono altri due anni di contratto”.
Il suo futuro come lo vede? Può dipendere anche dalle gerarchie che deciderà Orlandi?
“Posso dire che tramite il mio procuratore sono venuto a conoscenza che c’è una richiesta da qualche altra società, ma per quanto concerne il mio futuro a Barletta non dipende solo da me, ma naturalmente anche dalle scelte societarie. A me non dispiacerebbe trovare un’altra sistemazione, se servisse per trovare più continuità, quindi aspetto qualche offerta interessante per poi scegliere. Anche restando di proprietà del Barletta”.
Qual è il suo sogno calcistico? Giocare in A magari per l’Atalanta, dato che è bergamasco?
“Ogni giocatore sogna di arrivare in alto. Spero di potercela fare il prima possibile. Tornare all’Atalanta mi farebbe piacere, perché è la squadra della mia città. Nel calcio non si sa mai, speriamo con l’Atalanta o con qualche altra società di A”.
Sa che Pavone è passato alla Sampdoria? Fu proprio lui a portarla prima a Foggia e poi a Barletta.
“Sono riconoscente verso Pavone perché oltre ad avermi portato a Barletta mi aveva portato anche a Foggia, ed è importante che sia passato alla Samp. Gli faccio i complimenti”.
Come si è trovato al Sud?
“Per il calcio non posso dire di aver sofferto molto la differenza. Però non è facile lasciare la famiglia: mia sorella si trova all’estero e mia madre sta da sola a casa. L’esperienza che una parentesi al Sud può dare, è quella di confrontarsi con un ambiente molto presente. Ci si può anche abituare alla tensione all’ambiente, che è diverso”.
Cosa le piacerebbe realizzare?
“Poter stare in un grande club, ma un altro sogno sarebbe quello di poter avere una famiglia con dei figli”.


