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ESCLUSIVA TLP - Real Vicenza, mister Vittadello: "Il segreto è il gruppo. Io da mister penso a non fare danni. I 'cugini'? Tifo per loro"TUTTOmercatoWEB
© foto di Dario Fico
mercoledì 11 settembre 2013, 20:30Interviste TC
di Sebastian DONZELLA
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP - Real Vicenza, mister Vittadello: "Il segreto è il gruppo. Io da mister penso a non fare danni. I 'cugini'? Tifo per loro"

Quattro partite, dodici punti, sedici gol. E dire che in Lega Pro ci è arrivata dal retro, grazie al ripescaggio. Stiamo parlando del Real Vicenza, la sorpresa di questa prima parte di stagione. Un rullo compressore, tra Coppa e campionato. Virtus Vecomp, Bassano, Castiglione e Mantova si sono inchinati alla matricola terribilissima. La creatura di Lino Diquigiovanni, nata nel 2010, ha avuto una partenza monstre. TuttoLegaPro.com ha intervistato in esclusiva per i suoi lettori il tecnico Mario Vittadello, classe '57.

Siete in testa al campionato, avete bucato quattro volte la porta del favoritissimo Mantova. Niente male per una squadra debuttante tra i Pro...

"Un dato che serve più per le statistiche che per le considerazioni concrete. Dopo due partite è abbastanza presto per trarre conclusioni. Diciamo che la nostra partenza è stata abbastanza buona. Ho portato 6-7 giocatori che si conoscevano già tra di loro: credo che abbiamo beneficiato di questo, ci ha aiutato a far girare in fretta certi meccanismi. Il gruppo è buono, i ragazzi sono bravi, hanno voglia di imparare e hanno una grande disponibilità uno con l'altro. La differenza tra noi e il Mantova, domenica, credo sia stata in questo: noi abbiamo fatto meglio come squadra, dal punto di vista del collettivo. Dal punto di vista dei nomi i virgiliani hanno un organico di lusso per la categoria. Noi invece stiamo mettendo in mostra un giusto mix tra i nostri esordienti come Carlo Caporali (classe '94) e Nicolò Barzan ('93), e i veterani quali Mirco Stefani, Massimiliano Mei, Davide Pradolin e Marco Moro. Anche se la ciliegina sulla torta è stato Danilo Alessandro, attaccante classe '88".

Proprio Alessandro aveva realizzato finora due gol in B a Grosseto, mentre in Lega Pro in 14 presenze tra Cesena e Taranto non aveva mai trovato la via della rete. Eppure, grazie alle due doppiette, è già a quota quattro in campionato. Giocatore rinato?

"In allenamento, in questo mese e mezzo, avevo visto che era un calciatore dalle qualità fisiche e tecniche importanti. Io mi sono limitato a suggerirgli di giocare in una zona di campo diversa rispetto al suo solito, più in avanti. Al momento sta andando molto bene, speriamo possa continuare così". 

La vittoria di Mantova è stata inaspettata. Più difficile questa o la prima con il Castiglione?

"Entrambe. Abbiam avuto una fase di difficoltà iniziale con tutte e due le squadre. Con i biancorossi è durata una buona mezz'ora, anche a causa del gol subito. In entrambi i casi siamo riusciti a dare intensità, grazie anche al nostro essere gruppo. Con il Mantova il gol del pareggio ci ha dato la tranquillità giusta per giocarcela alla pari contro una squadra messa benissimo sul piano fisico". 

Dopo questi risultati le squadre avversarie hanno capito di che pasta siete fatti. Sarà un problema?

"Adesso diventa più dura. Gli altri team iniziano a conoscerci: giocare contro avversari che si chiudono per poi ripartire in velocità non è per nulla facile. Non abbiamo arieti particolari da mettere al centro dell'attacco ma giocatori molto veloci. Noi comunque dobbiamo trarre dalla compattezza del gruppo la forza per giocarcela con tutti. Poi è chiaro che non potremo vincere tutte le partite, e non potremo nemmeno segnare sempre quattro reti".

Squadra al debutto tra i Professionisti, come l'allenatore. L'impatto con la categoria sembra essere stato ottimo.

"Sono al mio esordio. Mi reputo molto fortunato ma allo stesso tempo credo sia una compensazione arrivata a nove anni di distanza, quando avevo guadagnato il professionismo sul campo con la Sambonifacese. Ero confermatissimo anche per l'allora C2 ma la società dopo l'iscrizione rinunciò a partecipare, per motivi economici. Tornando al presente sono molto contento perché i ragazzi mi stanno aiutando. Io ho un'idea abbastanza concreta del ruolo dell'allenatore. Credo che noialtri seduti in panchina siamo già bravi se non facciamo danni. Dobbiamo cercare di mettere i ragazzi nelle condizioni di esprimersi al meglio possibile. Forse il merito del tecnico è quello di individuare i giocatori giusti da mettere in campo nel migliore dei modi. Ma i protagonisti del calcio sono loro. E' vero che qualcuno deve la sua fortuna all'allenatore che lo ha messo in campo in un determinato ruolo, ma non dimentichiamo che tutti noi allenatori dobbiamo le nostre fortune ai calciatori". 

Quali sono le favorite del girone?

"Il Mantova è nettamente davanti a tutte le altre. Poi Spal, Monza e Alessandria, con grandi città e grande storia alle spalle. Ci saranno anche le sorprese: io punto su Porto Tolle e Bassano, giovani ma agguerrite. Questa è una categoria che quest'anno esce dai soliti schemi, un campionato in cui bisognerà lottare tutte le domeniche. Per questo i valori potrebbero essere sfalsati, ogni squadra giocherà ogni partita come se fosse una finale".

Età media. Il Real Vicenza non sembra seguirla. Le sue considerazioni? 

"Bisogna partire a monte, cercando per tempo i giovani giusti e di categoria. Noi ci siam trovati a fare la squadra in poche settimane e abbiam deciso di non cambiare molto rispetto al team preparato per la Serie D. Lo reputavo già pronto per la Seconda Divisione, c'era solo da aggiungere qualcosa. Per me bisogna rispettare un minimo di meritocrazia. E' giusto mettere in campo i giovani giocatori che lo meritano, ma è anche doveroso far giocare chi, da esperto, è ancora buono per la categoria".

Al momento siete la seconda squadra di Vicenza. Com'è il rapporto con i "cugini"?

"Il Vicenza, il "Lane" o "Lanerossi" come lo chiamano qui, è la prima squadra della città. E non potrebbe essere altrimenti visti gli oltre cento anni di storia. Noi non vogliamo usurpare il loro ruolo. Non vogliamo assumere ruoli che non ci competono. Siamo una società giovane, cresciuta in fretta, e cerchiamo, per quanto possibile, di rappresentare la città. Anzi, io stesso sono un supporter del Vicenza e faccio il tifo anche per il mio collega, Giovanni Lopez. Ci piacerebbe che qualche tifoso del Vicenza, non potendo andare in trasferta, possa seguire anche noi. E' un'idea, non vogliamo assolutamente togliere tifosi al Vicenza".

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