SPECIALE TLP - Lo svincolato Andrea Pintori: "Telefono sempre in mano. Tanta rabbia, troppi ragazzini. 50 gol da esterno: out nel pieno della maturità"
Prende il via con questa intervista il nuovo appuntamento di TuttoLegaPro.com dedicato ai giocatori svincolati che hanno calcato i campi di 1^ e 2^ Divisione. Il primo a concedersi ai nostri microfoni è Andrea Pintori. Esterno classe '80, ha realizzato più di 50 reti in 225 presenze in Lega Pro, con le maglie di Marsala, Gela, Acireale, Pisa, Sangiovannese, Virtus Lanciano, Lumezzane e Benevento.
Strano vedere i campionati cominciare senza essere in una squadra?
"Sono sempre con il telefonino in mano, sperando che squilli. Quest'estate ci sono stati pochi contatti e poco concreti. Solamente qualche voce ma nulla di particolare. Anche l'anno scorso mi ero ritrovato in questa situazione ma per motivi personali. Avevo diverse richieste e a novembre ho accettato l'offerta del Lumezzane. Quest'anno il problema è che il telefono non squilla e se lo fa non per trattative concrete. Ho comunque molta fiducia in Gaetano Fedele, agente che mi segue da quest'anno. Fisicamente sto bene, ho raggiunto il massimo della condizione fisica due anni fa a Benevento. Sono maturato moltissimo e attualmente non ho problemi: mi sto allenando con il Morolo, un team di Eccellenza vicino casa mia. Sono pronto per qualsiasi tipo di chiamata".
Che sensazioni provi?
"Come tanti giocatori nella mia situazione sono nervoso, incredulo e impaurito. Non è presunzione ma non riesco a capire come mai sono rimasto a piedi dopo quanto fatto in questi anni. Da esterno d'attacco ho segnato quasi 40 gol negli ultimi 6 anni. Un dato di fatto che la dice lunga su come sta andando il calcio..."
Scenderesti tra i Dilettanti?
"L'obiettivo, fino all'anno scorso, era quello di riuscire ad approdare in Serie B. Credevo di meritarmelo per quanto fatto. Vista la situazione attuale mi accontenterei di rimanere nei professionisti. Anche se in futuro potrebbe arrivare il punto in cui, facendo una scelta di vita, decidi di andare a giocare tra i Dilettanti".
Accetteresti un salario ai minimi federali?
"Capisco che a livello economico il calcio è cambiato rispetto a tanti anni fa. Salario minimo? Bisognerebbe valutare caso per caso. Onestamente credo che bisogna vedere quanto ho fatto nelle ultime stagioni. Non mi sembra giusto guadagnare quanto un ragazzino della Primavera. Un discorso che non vale solo per me ma per chi ha avuto un'ottima carriera tra i Pro".
Nord o Sud farebbe differenza?
"Io posso solo dire che nord o sud non fa differenza. Sono due modi di vivere il calcio: al nord c'è più tranquillità, al sud i tifosi sono più pressanti ma ti fanno sentire un giocatore vero".
Hai mai pensato di smettere?
"Finché ho le gambe, la voglia e il morale alto non smetterò, anche a costo di chiudere la mia carriera in Terza Categoria. Sono del parere che nella vita non bisogna mollare mai. Certo la rabbia è tanta: vedere giocare in Lega Pro ragazzini che non meritano non è bello. I giovani si valorizzano anche senza età media. Quando smetterò di giocare spero di poter rimanere all'interno del mondo del calcio. Magari da allenatore dei bambini: mi piace insegnare le basi tecniche. Attualmente però voglio continuare a scendere in campo".
Domanda tecnica: sai come e quando potrai andare in pensione?
"Sono onesto. Non conosco bene le regole pensionistiche per noi giocatori. So che sono cambiate ultimamente ma non le conosco. A breve colmerò questa lacuna e andrò a informarmi".
Cosa pensi dell'età media?
"L'inserimento dell'over non risolve quelli che sono i problemi introdotti dall'età media. Perché se a un presidente dici che schierando una squadra con una media di 30 anni prendi il 10% dei contributi non ci penserà due volte a far giocare ragazzi molto giovani, considerando che dalla Prima Divisione nemmeno si retrocede. A questo punto, se proprio si vuole dare spazio obbligatorio ai giovani, è meglio che si torni alla regola dei tre under obbligatori in campo, come accadeva l'anno scorso".
Il lato positivo è la famiglia. Hai più tempo a disposizione per loro...
"Un mese e mezzo fa mi è nato un bimbo. Gli impegni si sono intensificati, per fortuna passo molto tempo con loro. Non è facile, però: devi riuscire a non portare nervosismo e rabbia a casa, a non prendertela con i tuoi cari. Per fortuna non sono uno spendaccione e ho conservato quanto guadagnato negli anni precedenti".
A tal proposito è girata in rete una foto di tuo figlio di 2 anni che si "proponeva" per un ingaggio. Qualcuno lo ha contattato?
"Si, sono arrivate numerose chiamate. Mattia è classe 2011, un affare per qualsiasi società vista l'età media. Scherzi a parte era un modo simpatico per mostrare le storture di questa regola. Mio figlio è stato molto simpatico e si è prestato al gioco".
Sei rimasto in contatto con qualche tuo collega?
"Mi sento spesso con Giampiero Clemente (Taranto) e Angelo Siniscalchi (Salernitana). Per fortuna loro due giocano regolarmente, son contento per loro perché sono due grandi professionisti prima di tutto. Giampiero per me doveva avere l'occasione di giocare in Serie B. Sta dimostrando, ogni anno che passa, di essere un gran giocatore. E invece questa stagione gioca in Serie D. Onestamente non mi va di chiamarlo dilettante. Anche perché è a Taranto, in una piazza importante: con due promozioni in due anni potrebbe tranquillamente ritrovarsi in cadetteria".
Pronostico: chi sale in Serie B?
"Seguo tutta la Lega Pro, è una passione. Ma è ancora presto per parlare di chi vincerà il campionato in Prima Divisione: i cavalli buoni si vedono alla lunga. Credo che a inizio 2014 si capiranno le pretendenti. Per la Cremonese è giunta l'ora di salire di categoria, dopo anni di tentativi. Nel girone B son sicuro che il Lecce si riprenderà anche se si ritrova in un girone durissimo. Mi auguro che il Benevento, trainato dal presidente Vigorito, riesca a compiere il salto di categoria. Sono molto legato a Benevento, ci ho lasciato il cuore. Ho grandi ricordi: società e tifosi mi hanno dato tanto in due anni stupendi, nonostante la promozione in B sia sfumata all'ultimo".


