Monza, Sinigaglia a TLP: "Non sono il sostituto di Gasba. Presto per definire i valori in campo, ma l'Alessandria..."
"Non paragonatemi a Gasbarroni". Questo l'invito fatto in esclusiva ai microfoni di TuttoLegaPro.com dall'attaccante del Monza Davide Sinigaglia. Con l'assenza del fantasista, i riflettori sono tutti puntati sul "Samurai" - questo il suo soprannome - che a suon di gol sta facendo infiammare i cuori dei tifosi: "Sappiamo tutti le potenzialità di Gas: in questo momento ha un problema fisico che lo sta tenendo fuori dal campo, ma siamo due giocatori completamente diversi. Nessuno è il sostituto dell'altro" tiene però a sottolineare Sinigaglia, già lodato al termine del successo col Bra dal compagno Alessio Vita: "Ho letto le dichiarazioni in cui diceva che sono il bomber che mancava al Monza lo scorso anno e lo ringrazio per queste belle parole. Finora le mie reti sono state da opportunista. Me le tengo strette anche perché nell'arco della mia carriera non sono mai stato uno con queste capacità" svela l'ex Ternana.
Davide, sei tornato a Monza nei primi giorni di settembre accettando di rimetterti in gioco in 2^ Divisione, un campionato che avevi lasciato proprio nel 2003 quando vestivi i colori dei brianzoli. Come sta andando la tua nuova esperienza in biancorosso e soprattutto come è stato ripartire da questa categoria, dopo anni di 1^ Divisione e Serie B?
"Va tutto bene. Per quanto riguarda i compagni non ho trovato grandi difficoltà. E' una squadra formata da bravi ragazzi, da gente che sa come fare sentire a proprio agio i nuovi arrivati. Avendo io anni di esperienza alle spalle, so come approcciarmi nello spogliatoio. Così anche per quanto riguarda il fatto di essere ripartito dalla 2^ Divisione: l'ho fatta tanti anni fa, anche se ero all'inizio della mia carriera. Sapevo a cosa sarei andato incontro".
Cinque gol in cinque partite (due su rigore, ndr): se mantieni questa media i tifosi possono sognare in grande?
"(ride, ndr) No, sarebbe esagerato: vorrebbe dire farne più di 30. Credo sia quantomeno poco probabile. Sicuramente è un momento positivo dal punto di vista realizzativo e spero che possa continuare il più a lungo possibile, ma so che arriveranno anche i momenti in cui avrò più difficoltà. Bisognerà saperli gestire con tranquillità e serenità".
Dopo sei giornate, che idea ti sei fatto della qualità media messa in campo dai reparti difensivi di 2^ Divisione?
"Abbiamo incontrato squadre che si trovano in tutte le posizioni di classifica: dalle prime all'ultima, il Bra, proprio domenica scorsa. Ci sono differenze evidenti: una squadra come l'Alessandria presenta qualità individuali di esperienza. Però io non me la sento sinceramente di fare una valutazione più ampia, visto che le ho incontrate una sola volta. Bisogna vedere a lungo termine, anche se i numeri non mentono e l'ultima posizione in classifica del Bra testimonia i suoi problemi".
Visto che hai introdotto l'argomento Bra: nonostante sia passato oramai qualche giorno, che ne dici delle dichiarazioni post-partita di mister Daidola? Il tecnico ha affermato dopo la sconfitta del "Brianteo": "Il rigore concesso al Monza era inesistente ed un'altra rete era clamorosamente viziata da un netto fallo su Diarra".
"Ognuno tira giustamente acqua al suo mulino. Era difficile che dichiarasse che avevamo meritato la vittoria, anche perché sarebbe stata come un'autoflagellazione. Considerata anche la sua posizione... L'azione del rigore l'ho rivista più volte nelle immagini ed è sacrosanto: il loro terzino (Carlo Valeriano, ndr) va direttamente sulle gambe di Vita. Non vedo come possa essersi attaccato a questo episodio. Ma non voglio creare polemiche: noi abbiamo meritato di vincere la partita con un risultato rotondo e che poteva esserlo ancora di più".
Mister Asta ha fatto mea culpa, assumendosi la responsabilità di averti lasciato in marcatura sul gol del Bra, avvenuto sugli sviluppi di una punizione. Tettamanti ti è sfuggito ed è riuscito a beffare il portiere Castelli con un colpo di testa.
"Sì, mi sono accorto che c'è stata un'incomprensione su chi doveva prendere il sesto uomo. Io ero lì vicino, ho deciso di marcarlo ed è stato l'autore della rete. Ho fatto io uno sbaglio: lui ha approfittato della mia poca esperienza in fase difensiva. Sono errori che dobbiamo limitare perché potrebbero compromettere le partite".
Infatti è da inizio stagione che il refrain di mister Asta è sempre lo stesso: sia in allenamento sia nei post-partita non manca di ricordare che subite troppi gol (nove in sei gare, ndr).
"E' evidente che prendiamo gol in tutte le partite: ancora la nostra porta non è riuscita a restare inviolata. E purtroppo non sempre se si va in svantaggio si riesce a recuperare. Le statistiche dicono che chi vince il campionato parte al 99% dalla difesa. Dobbiamo migliorare tutti per cercare di evitare cali di concentrazione e limitare quindi le qualità degli avversari: i gol devono arrivare per merito loro e non per un nostro regalo".
Da una parte la squadra ha perso per infortunio uno dei suoi uomini più di spicco, Andrea Gasbarroni, ma dall'altra parte ha trovato te, il tuo talento e le tue reti.
"No, io non direi così. Sappiamo tutti le potenzialità di Gas, ma in questo momento ha un problema fisico che lo sta tenendo fuori dal campo, ma siamo due giocatori completamente diversi. Nessuno è il sostituto dell'altro e non voglio essere paragonato a lui. Cerco solo di fare il meglio possibile, secondo quello che è il mio ruolo. Io comunque non sono ancora contento delle mie prestazioni, indipendentemente dai gol. Questo è uno stimolo per me per migliorare".
Il tuo compagno, Alessio Vita, ha riconosciuto che tu sei il bomber che mancava l'anno scorso alla squadra.
"Ho letto le sue dichiarazioni e lo ringrazio per queste belle parole. In questo momento è così. Finora le mie reti sono state un po' 'sporche', da opportunista. Me le tengo strette anche perché nell'arco della mia carriera non sono mai stato uno con queste capacità: prima facevo gol più 'puliti' e belli. Mi auguro di continuare così".
Domenica la curva di casa è stata in silenzio per parte del primo tempo, come forma di protesta alle interpretazioni errate date da stampa e politica all'episodio accaduto nel match contro il Rimini, cioè i cori contro il coloured Ameth Fall. Dal campo come l'avete vissuta?
"Sapevamo che dopo i problemi che c'erano stati e la multa inflitta alla società, avrebbero preso posizione. Hanno deciso di mantenere questo silenzio e noi non possiamo far altro che accettarlo. Sapevamo comunque che la motivazione non dipendeva da una protesta contro di noi: a noi sta bene, ognuno è libero di far valere le proprie idee".
Dando uno sguardo alla classifica si notano tante sorprese sia in positivo sia in negativo: che ne pensi, ad esempio, dell'inizio stentato del Mantova e della Spal che ancora non è riuscita ad ottenere una vittoria?
"E' un campionato molto strano ed equilibrato. Si nota subito come nessuno sia a punteggio pieno. Ma è ancora troppo presto per definire le favorite: io comunque dico che l'Alessandria è una squadra molto forte, nonostante fosse partita male, dopo la sconfitta con noi ha ottenuto due vittorie consecutive ed un pareggio. Credo che sia una delle pretendenti col Mantova, nonostante anche i virgiliani siano ancora in fondo in classifica. Tutti venderanno cara la pelle perché ci si gioca molto. Nessuno regalerà niente, come sempre del resto".
Un altro dato che balza all'occhio è il numero di pareggi, ma anche di vittorie esterne che ogni domenica vengono raccolte. Magari è di buon auspicio per voi che domenica affronterete il Bellaria al "Nanni".
"Speriamo che si continui su questa linea (ride, ndr). Il discorso dei tanti pareggi comunque sta proprio a testimoniare l'equilibrio di questo campionato. Volenti o nolenti si finirà per retrocedere nei Dilettanti e tante squadre si sono rinforzate solo all'ultimo, lasciando da parte il discorso dell'età media. Sono dei pareggi che sulla carta ci stanno. Invece per quanto riguarda le vittorie esterne dico che arrivati ad un certo punto, la squadra di casa tende sempre a vincere la partita, ma così rischia di scoprirsi e di restare 'fregata'".


