ESCLUSIVA TLP - Salernitana, ds Fabiani: "Dobbiamo fare come i ciclisti. Contro il Benevento l'Arechi dev'essere il dodicesimo uomo. Ascoli..."
Dal suo avvento in società e quello di Angelo Gregucci in panchina in casa Salernitana la situazione è mutata radicalmente. Da squadra in difficoltà a formazione capace di centrare cinque vittorie e un pareggio nelle ultime sei gare ufficiali. Oggi è arrivata la conquista della finale di Coppa Italia Lega Pro; mentre in campionato è stata avviata la rimonta per accedere ai Playoff. A TuttoLegaPro.com si è raccontato in esclusiva il diesse granata Angelo Fabiani.
Direttore, da quando siete arrivati prima lei e poi Gregucci la Salernitana vola...
"Il merito è tutto dei giocatori che vanno in campo e fanno risultato. Noi non dobbiamo abbassare la guardia e mettere i calciatori nelle migliori condizioni per rendere al meglio".
Adesso i granata stanno mantenendo le aspettative di inizio stagione.
"Siamo una squadra forte e adesso stiamo ottenendo quanto siamo chiamati a fare per le nostre potenzialità. Paragonerei il nostro rendimento a quello di un ciclista che deve vincere il Giro d'Italia. Non basta una vittoria di tappa, ma serve continuità per festeggiare a fine campionato".
Intanto avete conquistato la finale di Coppa Italia.
"Ci siamo regalati una finale prestigiosa e siamo contenti, ma guai a cullarci sugli allori. Già domenica sarà durissima...".
Vi aspetta il derby col Benevento.
"Domenica affronteremo una partita terribile contro il Benevento: uno scontro durissimo e l'obiettivo è di continuare a fare punti. Invito tutti i tifosi allo stadio Arechi: il nostro pubblico può fare la differenza ed essere con la loro passione il nostro dodicesimo uomo. Abbiamo consumato energie importanti oggi a Grosseto, perciò dobbiamo essere ricaricati dall'entusiasmo del nostro pubblico".
Lei a inizio stagione aveva lavorato in condizioni precarie ad Ascoli: adesso l'avvento di una nuova proprietà ha salvato il club dal fallimento.
"Ascoli è una piazza importante e auguro ai bianconeri le migliori fortune sportive per il futuro. Centoquindici anni di storia non potevano scomparire. Oggi lavoro per la Salernitana e devo custodire gelosamente le situazioni della mia società e fare il massimo per la squadra nella quale lavoro. L'addio all'Ascoli fu voluto da me in quanto non c'erano le condizioni per proseguire il rapporto di lavoro. Ora sono a Salerno e sono felicissimo di far parte di questa società".


