RIFORMA DEL CALCIO ITALIANO E NUOVA LEGA PRO: MACALLI CHIAMA RENZI. ECCO COME FUNZIONERANNO I CONTRIBUTI. CASO TIBONI: SCATTA LA CACCIA AI COMPLICI...
La Lega Pro al suo anno zero. A luglio scatterà ufficialmente la riforma e il torneo della terza serie sarà composto da sole sessanta squadre, suddivise in tre gironi da venti formazioni ciascuno. Intanto i vertici federali hanno invocato la discesa in campo del neo-premier Matteo Renzi per incentivare i vivai delle società nostrane. Un'accorata lettera a firma del presidente Mario Macalli e del direttore generale Francesco Ghirelli al fine di combattere la dispersione scolastica, facendo leva sull'introduzione dell'apprendistato anche nel mondo pallonaro. Il tutto volto alla creazione di un migliaio di posti di lavoro per il triennio 2014-2017. Utopia o realtà? Lo scopriremo presto. Intanto la Lega Pro si è rivolta al primo ministro della Repubblica italiana, illustrando il proprio progetto. Si punta a modificare le forme contrattuali in modo, tramite le risorse di Lega, di garantire trecento/quattrocento posti di lavoro. Il Sindacato di categoria avrebbe già espresso parere favorevole alla questione sollevata dalla Lega Pro. Ci sarebbero oltre otto milioni di euro già stanziati e parcheggiati nel bilancio del Coni, risorse ad oggi sprecate ed inutilizzate a causa dell'impossibilità a modificare alcune normative vigenti nello statuto calcistico. Per questo Macalli e Ghirelli hanno invocato la discesa in campo di Renzi. L'introduzione del regime di apprendistato garantirebbe da un lato numerosi posti di lavoro e al tempo stesso aiuterebbe i club a organizzare meglio l'alternanza fra attività sportiva e frequentazione scolastica. Senza dimenticare il risparmio garantito ai club sul costo del lavoro per i propri tesserati. In poche parole si garantirebbe uno sbocco professionale extracalcistico a quei ragazzi che non dovessero riuscire a sfondare nel professionismo. Come funzionerebbero i famigerati contributi di Lega? Lo sgravio contributivo sarebbe legato sì ai calciatori di giovane età, ma con una discriminante specifica. Ovvero la frequentazione con profitto di un istituto scolastico superiore per i minorenni o dell'Università. Un esperiemento dal sapore pedagogico montessoriano che potrebbe rappresentare una svolta nell'ambito calcistico nostrano...
La settimana cronachistica in Seconda Divisione è stata, altresì, caratterizzata dalle evoluzioni pruriginonse dell'affaire Christian Tiboni. Il bomber della Pergolettese settimana scorsa è finito in tribuna nel match con il Santarcangelo a causa di una condotta poco ortodossa per un professionista. Infatti la punta ha trascorso la serata di mercoledì 5 marzo in una nota discoteca milanese, dove avrebbe conosciuto una ragazza senegalese. La serata sarebbe terminata a notte fonda nell'appartamento di lei dove all'alba - al rifiuto del bomber di saldare il conto - la donna ventottenne avrebbe dato in escandescenza. Probabilmente Tiboni credeva inizialmente si trattasse di una normale conquista e non di una escort a pagamento. La lite furente fra i due avrebbe provocato una denuncia da parte dei vicini, infastiditi dal chiasso e dai rumori molesti provenienti dall'appartamento. La ragazza era evasa dai domiciliari, ai quali era stata destinata per via del coinvolgimento in una rapina. Questo il resoconto dell'accaduto fra condizionali e punti interrogativi, d'obbigo sino a prova contraria nonostante le denunce presentate alle attendenze dei Carabinieri: la Pergolettese ora è intenzionata a prendere provvedimenti drastici nei confronti del proprio assistito. Più di una voce sussurra in merito alla rescissione del contratto per giusta causa. Un po' come avvenuto l'anno scorso per uno scandalo simile e sempre a sfondo sessuale fra il Lecce e l'esterno Ousmane Dramè. In attesa della sanzione definitiva la società cremasca ha messo il classe '88 fuori rosa a tempo indeterminato. Nel frattempo le indagini interne continuano. infatti l'ex Monza al momento è sprovvisto di patente (gli fu ritirata nei mesi scorsi ndr) ed è pure senza automobile. Indi per cui è improbabile che da Crema si sia materializzato da solo in quel di Milano in piena notte. Per questo motivo alcuni dirigenti della formazione gialloblù starebbero cercando di appurare la presenza o meno nel famigerato mercoledì sera milanese di altri calciatori gialloblù. Ad oggi, tuttavia, il calciatore continua sui social network ad affermare la propria estraneità ai fatti emersi e alla grottesca vicenda. Pertanto i suoi rappresentanti stanno cercando di far luce sulla vicenda con nuovi particolari tutelanti l'immagine del proprio assistito. Potrebbe profilarsi una dura battaglia legale fra le parti, nel caso in cui la Pergolettese volesse in maniera estrema impugnare il contratto siglato con il proprio tesserato. Altri colpi di scena non sono da escludere in una storia che sta assumendo i tratti di una telenovelas...


