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Avv. Di Cintio a TLP: "Apprendistato in Lega Pro? Iniziativa meritevole di attenzione”TUTTOmercatoWEB
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
lunedì 17 marzo 2014, 19:30Interviste TC
di Redazione TLP
per Tuttoc.com

Avv. Di Cintio a TLP: "Apprendistato in Lega Pro? Iniziativa meritevole di attenzione”

Apprendistato e posti di lavoro. La Lega Pro ha deciso di rivolgersi al premier Matteo Renzi al fine di poter introdurre questa forma contrattuale di lavoro nel calcio della terza serie. La redazione di TuttoLegaPro.com ha contattato in esclusiva l’avv. Cesare Di Cintio, esperto di diritto sportivo, per discutere con lui proprio questo argomento.

Avvocato, cosa è accaduto?
“La Lega Pro ha scritto una lettera a Palazzo Chigi chiedendo l’intervento del Governo con l’intento di incentivare i vivai delle società, combattere la dispersione scolastica ma, soprattutto, introdurre l’istituto giuridico dell’apprendistato nel mondo del calcio, novità assoluta in questo settore, alla luce anche delle proposte di modifica introdotte nella bozza di legge governativa denominata  “Job Act”. Si tratta di un’intuizione innovativa che merita di essere approfondita. Da un punto di vista tecnico-giuridico, tuttavia, deve trovare l’adesione da parte della politica poiché al momento l’attuale forma legislativa non lo consente. Credo che, sul punto, i vertici della Lega Pro siano sulla strada giusta. Personalmente sono d’accordo con la proposta che mi auguro trovi terreno fertile in politica”. 

Come sono regolati i rapporti di lavoro nel calcio oggi?
“Attualmente esiste un contratto di lavoro subordinato del lavoratore sportivo, in base al quale il calciatore professionista è assimilato ad un dipendente”.

Cosa comporterebbe il contratto di apprendistato nel calcio?
“Attenzione, ribadisco che si tratta solo di una proposta embrionale. Allo stato attuale ed in base al decreto legislativo 276/2003, sono tre le forme di apprendistato: la prima prevede l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione; la seconda, invece, il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale, mentre la terza l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione. Ritengo che sia quest’ultima la tipologia ideale per il mondo del calcio. E’ una forma contrattuale che porterebbe un triplice risultato: in primis ridurrebbe il costo di lavoro dei clubs calcistici; in secondo luogo, incentiverebbe i sodalizi ad un’organizzazione più efficace dell’alternanza tra la pratica sportiva e la frequentazione di un corso di studi superiori e/o universitari e, in terzo luogo, evitando problematiche quali l’abbandono scolastico, garantendo maggiori sicurezze, anche economiche, ai giovani atleti. Penso che i tempi siano maturi per una rivisitazione del sistema sportivo professionistico italiano dove la legge 91/1981 oramai appare non in linea con il contesto economico-sociale attuale”.

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