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ESCLUSIVA TLP- Pro Patria, patron Vavassori: "Aspetto fino al 25 aprile i nuovi acquirenti, poi  penserò a soluzioni diverse"TUTTOmercatoWEB
© foto di Andrea Zalamena/TuttoLegaPro.com
sabato 29 marzo 2014, 18:22Interviste TC
di Flavio Vergani
per Tuttoc.com

ESCLUSIVA TLP- Pro Patria, patron Vavassori: "Aspetto fino al 25 aprile i nuovi acquirenti, poi penserò a soluzioni diverse"

Il Patron della Pro Patria, Pietro Vavassori, in questa intervista esclusiva rilasciata al nostro portale TuttoLegaPro.com, ha fatto il punto a riguardo delle trattativa di cessione societaria al gruppo rappresentato dall'avvocato Golda Perini che ormai da tre mesi ha dichiarato l'interesse a rilevare il club bustocco.

Patron, il silenzio che è calato sulla trattativa con i potenziali nuovi acquirenti che significato ha? Riservatezza per una trattativa in corso, oppure per qualcosa che non ha preso il via?
“Posso dire che purtroppo il silenzio è legato al fatto che non ci sono trattative concrete in corso".

I contatti con il gruppo dell’avvocato Golda Perini a che punto sono?
"E'previsto un incontro nel futuro, ma rispetto alle intenzioni dico se dopo tre mesi siamo ancora agli inviti a cena la vedo male".

La vediamo pessimista, come mai?
“Non sono pessimista, ma realista, se interessa una trattativa la si fa evitando inviti a cena e senza sbandierarla sui giornali”.

Per che motivo a suo avviso è uscito questo gruppo e non si riesce a concretizzare?
“Non lo so, certo è che a parte i macro titoli sui giornali che promettono la serie B in tre anni, non si è ancora parlato con il sottoscritto di persone, di numeri, di tempi e siamo a fine marzo: Se entro il 25 aprile non ci sarà una soluzione definitiva, dovrò pensare a soluzioni diverse”.

In passato aveva detto che altri gruppi erano interessati alla Pro Patria, spariti anche questi?
"Mi hanno telefonato in trentasette, tutti interessati alla Pro Patria, l’interesse è diffuso, ma solo a chiacchiere. Quando va bene, chiedono a me di mettere i soldi e loro di gestirla”.

Costa molto prendere la Pro Patria?
"Dipende, nella vita tutto è relativo. E poi, dipende da cosa si vuole acquistare, un po’ come comprare la casa, si può acquistare al rustico, arredata o solo la nuda proprietà. Se prendo come termine di paragone i costi di altre società meno gloriose della Pro Patria, allora posso dire che la Pro Patria costa poco”.

Che cosa succede se a maggio non avesse ancora trovato un acquirente?
"Aprile e non maggio. Non derogo sulla data, ho detto che entro il 25 aprile prenderò le mie decisioni. E’ da un anno che è noto il mio disimpegno, non voglio concedere altro tempo. Ho sentito solo chiacchiere al momento”.

Che alternative ci sono? Fusione, non iscrizione al campionato, altro?
Prenderò in considerazione ogni possibilità, per ora scaramanticamente non ci voglio pensare. Leggo da tre anni che il sottoscritto sarebbe una persona misteriosa che non comunica. Replico che non c’è niente da dire se non che è previsto un incontro con l’avvocato Golda Perini. Da lì vediamo se partirà qualcosa di serio e concreto. Quello che mi crea perplessità e non mi fa ben sperare è che le prime dichiarazioni di questa persona le ho lette tre mesi fa e dopo tre mesi siamo al punto di partenza”.

Si sente tradito da qualcuno?
“Assolutamente no, non mi sento tradito da nessuno”.

A chi si sente di dire grazie dopo tre anni a Busto?

"Ripeto quello che dico da tre anni e nessuno dice e scrive, ossia che ringrazio i 400 tifosi che con freddo e gelo seguono la squadra. A tutti gli altri non dico niente, c'è liberta di pensiero e di azione. Certo è che a Bassano dopo il disimpegno di patron Rosso, sono arrivati aiuti dall'amministrazione comunale, dalle associazioni di categoria e dalla città in generale, qui a Busto sempre e solo chiacchiere".
 
Questa squadra non merita il terzultimo posto, come mai lo occupa?
"Per una serie di circostanze che hanno caratterizzato i miei tre anni a Busto. Cambiamo spesso giocatori e allenatori e questo causa oggettive difficoltà. Dopo le prime partite, la squadra migliora, anche se quest’anno alcune decisioni arbitrali ci hanno penalizzato. A parte le gare con Pavia e Carrarese, la Pro ha sempre fatto bene. Con una punta in più e un centrocampista che potesse dare il cambio a Calzi avremmo potuto disputare i play off e magari sognare qualcosa in più”.

Sarebbe bello offrire una vetrina importante a questi giovani organizzando l’amichevole con il Milan, da tempo attesa dai tifosi.

"Il Milan in questo momento ha altri problemi e il cambio di qualche figura societaria non ha aiutato nell'organizzare l'amichevole. Ci terrei a dare il mio addio a Busto con una amichevole prestigiosa, ma adesso è prematuro per confermare questa possibilità".

Il futuro di Vavassori è già stato scritto?
"Assolutamente no, prima voglio capire cosa succede qui, aspetto il 25 aprile, poi farò le mie valutazioni".

Esiste una possibilità che possa rimanere a Busto come sponsor, come socio di minoranza, come sostenitore finanziario?
Assolutamente no, la mia decisione è irrevocabile, quello che potrei fare è valutare l’operato dei nuovi. Se ci saranno fatti e non parole, potrò sponsorizzare il settore giovanile con una forte somma”.

Un ritorno al passato visti i suoi precedenti in ambito di esperto del settore giovanile bustocco?
“Si, mi piace il calcio dei giovani, vedere i ragazzi che crescono, è una mission che mi affascina. Fare squadre forti con i campioni è semplice, ma non mi diverte. A Busto è l’unico modo concesso per fare la Prima divisione visto che non ci sono altri introiti.”.

Si è divertito a Busto in questi tre anni?
“All’interno dello stadio moltissimo, anche quando fischiavano la squadra, fuori è stato pietoso e penoso”.

Si è reso conto della grande gioia che ha procurato l’iniziativa di attenzione verso i ragazzi con la Sindrome di Down?
“Certamente sì, fa parte di quel progetto di attenzione ai ragazzi che come si sa era un asset della società che poi non ha trovato realizzazione per una serie di motivi che non starei qui a elencare”.

Riuscirà a vivere senza calcio, oppure ne è diventato dipendente?
“Questo tipo di calcio, quello dei settori giovanili, mi interessa e coinvolge e credo che continuerò a praticarlo”.

Spesso la tifoseria è disorientata dalle mille voci sulle vicende societarie, si sente di promettere una comunicazione ufficiale nel caso succedesse qualcosa d’importante?
“Sono in partenza per un viaggio di due settimane all'estero, se gli addetti ai lavori si mettessero in moto e qualcosa succederà, non mancheremo di comunicarlo con celerità. Ma non fatevi pie illusioni, sono passati tre mesi da quando il nuovo gruppo è uscito e non è successo niente”.

Tecnicamente, quanto tempo serve per il passaggio della società?

"Poco se esiste la vera intenzioni di acquisirla, io l'ho fatta io in tempi brevissimi, basta avere la volontà. Non sarò certamente un ostacolo per il passaggio di quote. Certo è che se qualcuno pensa di aver costruito le condizioni per delle operazioni estemporanee e uso questi termini per evitare di usarne altri più duri, allora i tempi potrebbero diventare lunghissimi con il rischio che non si chiuda positivamente".

La sintesi potrebbe essere: i nuovi seguiranno la prima squadra, patron Vavassori al settore giovanile?
“Assolutamente no, non vorrò nessun tipo di coinvolgimento, sarò solo sponsor del settore giovanile con una quota importante ma non profittevole. E’ giusto che i nuovi gestiscano autonomamente il tutto”.

Vuole aggiungere qualcosa a temi non affrontati nell’intervista?
"Ha chiesto tutto, non serve aggiungere niente.Spero solo che non debba assistere ad operazioni di marketing come si usa ormai un po' ovunque, Tranquillizzo gli amanti del "te ne vai o no", rassicurandoli sul fatto che per garbo e cortesia nei loro confronti me ne andrò da Busto a prescindere dall'esito della trattativa, così farò felici loro e l'intera Busto".

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