ESCLUSIVA TLP - Alessandria, il diesse Menegatti: “Lascio a testa alta. Criticato dai tifosi, ma vincente”
L'Alessandria ha appena ottenuto la matematica certezza di partecipare al prossimo campionato di Lega Pro ma, nella prossima stagione, il direttore sportivo del club piemontese non sarà più lo stesso. Infatti il presidente Luca Di Masi, dopo aver elogiato il lavoro e le doti umane di Massimiliano Menegatti, ha ufficializzato che non rinnoverà la collaborazione con l'attuale diesse. Il nostro portale TuttoLegaPro.com ha raccolto, in esclusiva, le impressioni dello stesso Menegatti per tracciare un bilancio delle sue due stagioni al vertice dell'area tecnica del club piemontese.
Direttore, cosa resta della sua esperienza ad Alessandria?
“Innanzitutto mi ha arricchito dal punto di vista professionale. È stato un onore fare il diesse in una delle piazze più ambite della Lega Pro. Nella vita si può fare sempre meglio ma chiudendo così, in bellezza, esco a testa alta, vincente e non ho nulla di cui rammaricarmi. Non voglio entrare nel merito della scorsa stagione, dove ci sono stati problemi e quasi non avevamo potuto fare la squadra, visto che abbiamo inserito solo Ferretti e Mora. Quest'anno il lavoro è stato più cospicuo, abbiamo dovuto cedere alcuni giocatori, che non rientravano nei nostri piani ed ai quali auguro le migliori fortune, ed abbiamo ricostruito totalmente la squadra. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e non posso che essere felice. Al di là delle critiche che posso aver ricevuto, alla fine quello che conta è il risultato. E direttori sportivi, allenatori o giocatori sono valutati in base ai risultati, non in base alla simpatia”.
Visto che è entrato lei nell'argomento, proviamo ad approfondire. Cosa non ha funzionato nel rapporto con i tifosi?
“Non lo so, ma non è un mio problema. Io faccio il diesse, devo comprare buoni giocatori ed ottenere risultati. Ripeto che quella scorsa – e il riferimento è nuovamente alla prima stagione ad Alessandria di Menegatti - è stata un'annata particolare e voglio approfittare per ringraziare due persone, l'architetto Gianluigi Capra e Valerio Bonanno (rispettivamente ex-presidente ed ex-consigliere dell'Alessandria Calcio, n.d.r.), gli unici due dirigenti che sono stati vicino alla squadra, sempre. Tornando alla domanda ribadisco che, da parte mia, ha funzionato tutto. All'inizio di questa stagione era stato richiesto di centrare un obiettivo, cosa che abbiamo fatto con due giornate di anticipo e, anche se non sappiamo se sarà confermata l'attuale seconda posizione finale di classifica, siamo stati la terza squadra del girone a staccare matematicamente il biglietto per la Lega Pro unica. Qualcuno ha anche criticato il mercato che abbiamo fatto a gennaio ma, in quel momento, non serviva fare mercato, visto che la squadra aveva solo bisogno di piccoli ritocchi. Perciò la soddisfazione di ricevere complimenti da ogni parte d'Italia ha sicuramente compensato la delusione provocata da qualche coro dei tifosi. Però non voglio essere ipocrita e dico che mi è certamente dispiaciuto riceverli”.
Una delle principali critiche che le è stata mossa è quella di essersi rivolto in particolare a giocatori provenienti, per essere originari o per averci giocato, da una zona specifica come la Romagna. Quasi a dire che le sue conoscenze calcistiche sono limitate a quel territorio, dal quale lei proviene, che ha vissuto nel periodo della Giacomense. Cosa ne dice?
“Questa è una critica che ha perso completamente di valore nel momento in cui abbiamo raggiunto il risultato. È come se una parte della tifoseria non volesse ammettere che io ho avuto ragione su tutto. Non dimentichiamo, poi, che giocatori come Baiocco, Ferrari, Marconi e Cavalli non hanno nulla a che vedere con la Romagna. Lo stesso Taddei ha, sì, giocato a Rimini, ma anche in molte altre parti d'Italia”.
Come è stato, invece, il suo rapporto con l'attuale dirigenza?
“Devo ringraziare il presidente Di Masi che, quando è arrivato, mi ha dato l'opportunità di continuare a guidare l'Alessandria, di fare scelte prendendo giocatori importanti. Certo finire l'esperienza con un bel risultato aiuta molto, ma lascio questa società rimanendo in ottimi rapporti con tutti. E poi voglio dire che l'Alessandria da quattordici anni non conquistava una promozione sul campo. Lo ha fatto con Menegatti come diesse. Questo risultato rimarrà per sempre ma è stato ottenuto proprio grazie al presidente, al quale auguro ogni fortuna, perchè è una persona che la merita davvero”.
A questo punto, allora, quali sono le sue ambizioni per il futuro?
“Dopo una stagione come questa mi auguro di poter trovare una piazza importante dove svolgere il mio lavoro e poter crescere dal punto di vista professionale. Ora è presto per fare nomi, ma ci sono già alcune ipotesi interessanti, anche se nulla di concreto. Tornando a quello che dicevo prima, non mi dispiacerebbe essere criticato e vincente, come quest'anno. Lascio in eredità un parco giocatori totalmente diverso da quello che ho trovato quando sono arrivato ad Alessandria ed un allenatore che si sono fiero di aver portato qui”.
Parco giocatori diverso ma, qualcuno dice, con monte ingaggi piuttosto elevato. È d'accordo?
“Assolutamente no. Quando io sono arrivato ad Alessandria sì che ho trovato contratti molto pesanti. Io non ho commesso errori del genere e nessuno degli attuali giocatori dell'Alessandria ha ingaggi fuori mercato, neanche quelli che hanno una carriera importante alle loro spalle. Perciò il mio successore non avrà certamente contratti onerosi da smaltire”.
Direttore per chiudere, visto che Pasqua è davvero vicina, qual è la sorpresa che lei spera di trovare?
“In questo momento sono talmente felice ed appagato che non riesco proprio a pensare alle sorprese. Diciamo che la mia sorpresa di Pasqua è potermi godere il risultato che, insieme a tutti coloro che hanno collaborato con me e che ringrazio, abbiamo ottenuto ad Alessandria”.


