"VISTO da GUFFANTI": il punto sulla giornata in 1^ Divisione: tra gioie e dolori spicca la straordinarietà di Virtus Entella e Perugia
[ Editoriale sulla giornata di Prima Divisione > 30^ del girone A e 34^ del girone B - del 04 maggio 2014 ]
Dolce e amaro, gioia e dolore: trovate voi l'abbinamento più adatto quando nello sport si arriva a dover definire, nell'ultimo atto di una stagione, colui che vince e chi di conseguenza perde. Anche con le dovute differenze che si hanno da fare se parliamo di Lega Pro in generale, visto che in Prima Divisione, per chi ha perso in questo ultimo turno, si mastica "amaro": non vi sono state retrocessioni, ma soprattutto, per chi puntava alla promozione, può ancora giocare tramite i playoff le sue possibilità. Quelle che non hanno più in Seconda Divisione tante squadre che con "dolore" lasciano il calcio professionistico. Mi si permetta comunque di cogliere un aspetto prioritario di questo campionato di Prima Divisione: da anni non si decideva all'ultima giornata la promozione diretta e, viste le molte perplessità di inizio stagione, l'annata dal punto di vista emozionale la definirei straordinaria.
STRAORDINARIA, quella della Virtus Entella, principalmente perché è la prima volta che arriva in serie B e visto il territorio ristretto che rappresenta, merita l'inciso, ma straordinaria la "scalata" in sei anni da una categoria dilettante di carattere regionale a un campionato, quello prossimo, di quasi massima esposizionalità del calcio professionistico, frutto di un lavoro organizzativo che spesso i media non premiano ma che invece va messo in risalto. Facile dire che con i soldi si vince, ma la società ligure è l'ennesima dimostrazione che le risorse economiche che sono comunque fondamentali vanno usate bene e il merito maggiore che va dato al presidente Gozzi, al di là della sua straordinaria passione, è di avere scelto i suoi diretti collaboratori, Matteo Superbi e Matteo Matteazzi (e non me ne vogliano allenatore e calciatori ma loro sono una conseguenza delle loro accurate ricerche e strategie di mercato): i due dirigenti hanno saputo al meglio rappresentare le ambizioni e le passioni del proprio presidente, fondendosi a loro volta con un bravissimo allenatore come Prina e la squadra, miscelata tra giovani e meno giovani che hanno rappresentato un mix straordinario. Dopo un girone di andata esaltante, ci sono stati dei nuovi innesti nel mercato di gennaio e quasi dando per scontato la ripetibilità di quanto fatto sino allora, nel girone di ritorno ci sono stati alcuni rallentamenti nella corsa promozione arrivando addirittura all'atto finale a compromettere l'obbiettivo. Ma non è qui che si è evidenziata la forza di questa squadra, ma in alcuni momenti della stagione dove al risultato negativo si rispondeva al turno successivo con una vittoria e non si deve dimenticare che l'Entella è sempre stata al comando sin dall'inizio, non cosa da poco, la conferma che dalle parti della Riviera di Levante solo un gruppo così coeso poteva regalare al calcio una nuova "favola".
STRAORDINARIA quella del Perugia: non è la prima volta da queste parti, qui la storia calcistica aveva già scritto pagine importanti, ma la squadra umbra merita anche lei l'inciso perché ha vinto in un girone che non ha, negli organici di diverse squadre, nulla di meno di tante che militano in serie B, e non a caso è sempre stato altalenante nella sua classifica e nel suo percorso che domenicalmente riservava diverse insidie. Basti vedere la classifica finale e vedere quanto sottile, nei numeri, sia la differenza tra Perugia e Frosinone, tra gol fatti e subiti, nelle vittorie totali, dove solo il big-match finale ne ha determinato la differenza a favore del Perugia.
E come per il girone A, non vi sono anche da queste parti giudizi semplicistici legati alla forza economica di un club o come spesso si sente dire, "con quella squadra vincevo facile anche io". In questo specifico girone assolutamente no, basta andarsi a leggere gli organici di diverse squadre ed è per questo che ancora di più va evidenziato il lavoro straordinario di mister Camplone e del Direttore Sportivo Roberto Goretti, alla sua prima esperienza sin dall'inizio da dirigente: non facile di sicuro il suo compito, visto che nella passata stagione si è "trasferito" dal campo a una scrivania, passaggio che spesso a tanti suoi ex colleghi calciatori non riesce, soprattutto perché si dà per scontato di conoscere già quello che in realtà non si può conoscere. In campo si pensa alla propria prestazione, fuori si deve prestare attenzione alla prestazione di tutti, solo per fare un esempio di differenza di ruolo.
Una partenza di campionato così così, poi un percorso lineare che faceva pensare a una possibile fuga solitaria, un girone di ritorno più altalenante sia nei risultati che in alcune prestazioni, ma la qualità della squadra si rafforza perché vi è il grande lavoro del tecnico e del D.S. che solidificano il gruppo. In una piazza esposta a pressioni difficili, la vera differenza la trovo ancora una volta qui, ovviamente nulla togliendo al valore tecnico dei giocatori e lo specifico lavoro tattico dell'allenatore: certe vittorie arrivano perché l'allenatore viene riconosciuto come vera guida e giocatori in questa categoria di alta qualità si assumono responsabilità collettive. Un segnale, tra i diversi che si possono cogliere per supportare quanto da me espresso, viene dalla classifica dei marcatori: sia nel girone A che nel B in testa non vi troviamo rappresentanti delle due neopromosse in B, ai numeri statistici vincenti sono arrivate con forze distribuite in tutti i settori, la qualità accompagnata dall'organizzazione creano la differenza.
Altre domeniche ci aspettano per raccontare nuove gioie o nuovi dolori, non me ne vogliano i tifosi delle squadre che hanno dato vita a un'ottima stagione ma Virtus Entella e Perugia meritavano da sole la mia attenzione.
Buon calcio a tutti.


